La Serie B che verrà

Con la vittoria ai rigori della Salernitana contro il Venezia, nella partita valevole per il ritorno dei playout di Serie B, si è ufficialmente concluso il campionato cadetto edizione 2018-2019. A seguito delle estromissioni di Bari ed Avellino nella passata stagione, in estate la Lega aveva deciso di bloccare i ripescaggi e di ridurre il numero delle squadre partecipanti da 22 a 19. A partire dal prossimo campionato, tuttavia, giustizia sportiva permettendo, il campionato tornerà nuovamente a 20 squadre e in città c’è grande attesa per scoprire se alla fine il Piacenza riuscirà ad avere la meglio del Trapani ed a conquistarsi l’accesso in cadetteria.

Serie B: un campionato folle

Quello che si è appena concluso è stato uno dei campionati più incerti, pazzi ed equilibrati della storia recente della Serie B. La decisione di ridurre il numero delle squadre partecipanti a 19 ha determinato l’innalzamento del livello medio del campionato, con conseguente equilibrio ed incertezza. Alla vigilia della stagione le favorite assolute per la promozione diretta erano senza dubbio le tre neo-retrocesse Benevento, Verona e Crotone. Mentre il Crotone, per due terzi del campionato ha navigato in acque poco sicure, rischiando addirittura la retrocessione e conquistando la salvezza solo alla penultima giornata, Verona e Benevento si sono rese protagoniste di un campionato di alta classifica, senza tuttavia entusiasmare. I sanniti, dopo aver conquistato l’accesso ai playoff, sono stati eliminati in semifinale da un Cittadella corsaro che ha saputo ribaltare la sconfitta dell’andata, garantendosi l’accesso alla finale che giocato contro il Verona. Come raccontato anche da Sky Sport la compagine veronese, dopo l’esonero di Grosso, ha cambiato marcia in vista dei playoff e alla fine, grazie alla vittoria casalinga contro i cugini del Cittadella, è riuscita a garantirsi una tanto inaspettata quanto meritata promozione in Serie A. I veronesi, quindi, andranno a fare compagnia in massima serie al Brescia ed al Lecce che, protagoniste di una cavalcata incredibile, hanno chiuso la stagione rispettivamente al primo ed al secondo posto. Anche nelle zone basse della classifica le sorprese non sono mancate e la battaglia è stata serrata sino all’ultima giornata. Alla fine, a dire addio alla cadetteria, sono state Padova, Carpi e Foggia, cui si aggiunge il Venezia, reduce dalla sconfitta nei playout contro la Salernitana. I lagunari hanno disputato una stagione caratterizzata da alti e bassi, culminata con l’inaspettata retrocessione, giunta tra mille polemiche. A far recriminare la squadra del presidente Tacopina è stata la scelta della Lega di annullare la disputa dei playout, salvo poi ripristinarli dopo più di 20 giorni, costringendo Venezia e Salernitana a giocarsi la permanenza in B tra innumerevoli difficoltà. Dopo la promozione in Serie B di Pordenone, Pisa, Virtus Entella e Juve Stabia, i tifosi piacentini, dopo aver vissuto l’incubo fallimento, sperano che il Piacenza possa conquistare l’ultimo posto disponibile nella Serie B che verrà e al 10 di giugno, dando un’occhiata alle scommesse sportive di Betway, a quota 3,00, la vittoria dei lupacchiotti contro il Trapani è decisamente alla portata. Nelle prossime settimane, inoltre, arriverà la decisione definitiva sulla penalizzazione del Palermo e, a quanto pare, il Venezia continuerà a lottare per la salvezza anche nelle aule dei tribunali.

La necessità di cambiamento

Negli ultimi anni abbiamo spesso sentito parlare del movimento calcistico italiano come di un movimento in ripresa che, seppur abbia ancora tanto lavoro da fare, è finalmente sulla strada giusta. Se ciò è vero per il campionato di Serie A, in cui i diritti televisivi e gli sponsor garantiscono che le società possano avere dei bilanci in regola, non lo è altrettanto per il campionato di Serie B che ogni anno viene scosso da scandali di varia natura. Già alla fine del passato campionato, Avellino e Bari, due delle piazze italiane con il maggior bacino d’utenza, erano state costrette a dichiarare fallimento ed a ripartire dalla Serie D. Quest’anno, invece, a far discutere sono state le vicissitudini finanziare di Palermo e Foggia. Entrambe le società nelle passate stagioni si sono rese protagoniste di alcuni gravi illeciti che hanno avuto anche delle conseguenze penali. Alla Lega e alla Federazione viene imputata principalmente l’incapacità di imparare dagli errori commessi in passato e di adottare delle contromisure che possano garantire il regolare svolgimento della competizione. È inaccettabile che il secondo campionato professionistico italiano, ogni anno, venga colpito da scandali di vario genere che, inevitabilmente, stravolgono il risultato ottenuto dalle società nel corso della stagione. Urgono delle riforme strutturali che, per mezzo di controlli preventivi e più stringenti, possano ridare credibilità ad un sistema che negli ultimi anni è stato danneggiato a più riprese. Quelle di Palermo e Foggia sono solo le ultime questioni che hanno caratterizzato i recenti campionati di Serie B e la speranza è che, il più presto possibile, questi problemi possano essere risolti e che a parlare possa essere solo ed esclusivamente il campo. La Lega B e la Federazione devono inviare a tutte le società un messaggio tanto semplice quanto rivoluzionario: chi sbaglia paga, senza distinzioni e disparità di trattamento. Solo in questo modo i tifosi potrebbero riavvicinarsi ai propri colori e tornare a ripopolare gli stadi che, di anno in anno, sono sempre più vuoti.

C’è bisogno di cambiare. Lo chiedono gli appassionati, i giocatori che spesso non hanno garanzie sul pagamento degli stipendi, le società serie e sane che troppo spesso sono state penalizzate oltremodo per colpe non proprie. Il Venezia ne è solo l’ultimo esempio: i lagunari, società sana e con bilanci in ordine, per colpe di altri, sono stati chiamati a giocarsi la salvezza dopo essere stati salvi per tre settimane.