Attualità

La storia di Nicolò Govoni alla Cattolica per la Settimana del dono: “La fatica e le difficoltà non devono far paura” – AUDIO

“Mettere al centro della nostra esperienza educativa e formativa universitaria la riconoscenza e la gratitudine per ciò che abbiamo ricevuto è qualcosa che dà senso ai nostri percorsi”. Con queste parole la prorettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Anna Maria Fellegara, ha introdotto la nuova edizione della Settimana del Dono, da lei ideata e fortemente sostenuta, in programma dal 6 al 10 ottobre 2025 nel campus di Piacenza.

«Questo appuntamento – prosegue – ci aiuta a tornare al cuore della nostra ricerca, ridando priorità a ciò che veramente vale e riconoscendo che da ciò che abbiamo ricevuto, deve nascere l’impegno a restituire agli altri».

Il tema scelto per l’edizione 2025 è “Il Dono della Giustizia: diritti, doveri, dignità”, filo conduttore di cinque giornate che si confermano momento centrale di riflessione e impegno sui grandi temi sociali.

Nel corso della giornata di apertura si è tenuta la proiezione del film “School of life” in presenza della famiglia di Nicolò Govoni). Il film racconta la straordinaria storia di Nicolò Govoni, giovane cremonese che ha scelto di lasciare tutto per fondare nel 2018 l’organizzazione non-profit Still I Rise, con l’obiettivo di offrire istruzione gratuita e di eccellenza ai bambini più vulnerabili al mondo.

“Nicolò ci ha insegnato a non avere mai paura”, commentano i genitori di Nicolò.

Il film

Attraverso immagini autentiche e testimonianze toccanti, il docufilm conduce lo spettatore in un viaggio potente e necessario tra campi profughi, periferie dimenticate e zone di crisi, laddove l’istruzione non solo manca, ma viene attivamente negata. Qui, tra macerie e silenzi, le scuole di Still I Rise diventano fari di speranza, luoghi in cui il sapere non è un lusso ma una forma di emancipazione, di rinascita.

Le storie dei bambini che frequentano queste scuole sono il cuore pulsante del racconto: piccoli eroi silenziosi che, grazie all’educazione, trovano voce, dignità e una nuova possibilità. Il documentario è anche il ritratto di un gruppo di educatori e volontari che ogni giorno si battono contro l’indifferenza, con una missione chiara: cambiare il mondo, un bambino alla volta.

A organizzare l’incontro è stata Elisabetta Musi, docente della Facoltà di scienze della formazione: “Credo che il racconto sia quello che permette ad una realtà di essere percepita immediatamente. Più di tante spiegazioni, più di tante teorie. L’efficacia di un’immagine, di una storia, un intreccio di intuizioni, ma anche di emozioni, di fatiche, di contraddizioni, è quello che rende la verità e la profondità di un’esperienza.

Come mai avete scelto proprio Nicolò Govoni?

“In realtà tante cose avvengono anche un po’ casualmente, per cui mi è capitato di vedere questo film quest’estate e di aver pensato sarebbe bello vederlo con gli studenti. È un momento in cui è molto faticoso impegnarsi nel sociale. Lo vediamo quando prepariamo ragazzi e ragazze sui banchi, lo vediamo quando cominciano a rincontrare i servizi, lo vediamo nella formazione quando troviamo i nostri studenti o colleghi e colleghe che si misurano con le fatiche, le vulnerabilità delle famiglie”.

“E penso che questa sia una nota di speranza, una testimonianza di chi nonostante le fatiche, le difficoltà, trova che sia un investimento che dà soddisfazione, che paga, che anche se non paga economicamente, ma come dire realizza spiritualmente, emotivamente, psicologicamente, collettivamente, politicamente e quindi siccome da questa parte vediamo in particolare la fatica della salita e anche un po’ del sostegno fintanto che non si trova un po’ di strada pianeggiante, questo mi sembrava il modo per far vedere che dopo la fatica ci sono anche dei risultati come quelli che sta conseguendo lui”.

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