La Voce dei Piacentini, migranti in mare su imbarcazioni Ong, l’Italia deve accoglierli? AUDIO

migranti in mare

Migranti in mare da giorni sulle coste maltesi, dopo il salvataggio l’Italia si è impegnata ad accogliere donne e bambini senza dividere nuclei familiari. Dieci profughi saranno dunque affidati alla Chiesa Valdese che si è offerta di accoglierli senza oneri per lo Stato.

Intanto il premier Conte avrebbe chiesto alla Comunità Europea notizie in merito alla mancata, per ora, ricollocazione degli oltre 200 migranti giunti in Italia in agosto. Infatti Germania, Olanda e altri 7 Paesi europei hanno dato seguito agli impegni presi.

Durante questa settimana così calda sul tema abbiamo chiesto il parere ai piacentini. La maggioranza ha risposto che l’Italia deve mantenere la netta posizione degli ultimi mesi con la chiusura dei porti alle imbarcazioni Ong.


 

Migranti in mare da giorni, l’Italia deve accoglierli? E’ calda la discussione in questi giorni sul destino dei profughi che si trovano su due imbarcazioni battenti rispettivamente bandiera tedesca al largo delle coste maltesi. E dopo aver ricevuto il rifiuto di Malta chiedono un porto sicuro all’Europa.

In particolare la portavoce di Sea Watch Italia ha chiesto lo sbarco per le 49 persone, in mare da diversi giorni con condizioni climatiche molto difficili. A bordo, inoltre, alcuni migranti hanno rifiutato il cibo. Si tratta di un segno di protesta per la situazione che pare lontana a una conclusione.

Migranti in mare – Diffida

Nella nostra città il Comitato “Piacenza Possibile”  ha consegnato al Prefetto una diffida diretta al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Interno e al Ministro delle Infrastrutture. In particolare è una richiesta alle autorità di fornire un approdo immediato e sicuro ai migranti salvati dalla nave ong “Sea Watch”. In modo da  garantire il rispetto delle norme costituzionali e dei trattati internazionali in materia.

La Voce dei Piacentini, 49 migranti in mare da giorni, l’Italia deve accoglierli? Questo è il tema proposto venerdì 11 gennaio nei programmi di Radio Sound con le interviste realizzate nel centro di Piacenza.

 

L’intervenuto del consigliere comunale di Piacenza Michele Giardino.

Alcune norme del Decreto Sicurezza appaiono anche a me illogiche e incomprensibili. Si tratta delle disposizioni in materia di abolizione della protezione umanitaria. Inoltre di restrizione del sistema di accoglienza, di esclusione dal registro anagrafico dei richiedenti asilo e di revoca della cittadinanza. Una volta arrivato in Italia può accedere da oggi accedere a due forme di protezione. Ad esempio come rifugiato politico (per timore di persecuzioni) e protezione sussidiaria (per rischio di danno grave nel Paese di origine). La terza forma di protezione, quella umanitaria – introdotta in Italia nel 1998 – è stata abolita dal decreto Salvini. E’ stato invece introdotto un permesso di soggiorno “speciale” della durata massima di un anno.

Il permesso di un anno.

Trovo che questa restrizione sia ingiustificata – spiega Giardino. In primo luogo perché, in caso di rimpatrio – immediato o dopo un anno – il richiedente non accolto per ragioni umanitarie rischia trattamenti disumani e degradanti.  Ovvero semplicemente non potrà esercitare le libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana.  Oppure i diritti umani garantiti a livello internazionale. E ciò contrasta con l’articolo 10 della nostra Costituzione. In secondo luogo, per una ragione strettamente numerica. Delle circa 81 mila richieste esaminate in Italia nel 2017, l’8,4% dei richiedenti asilo ha ottenuto lo status di rifugiato. Un altro 8,4% ha ricevuto la protezione sussidiaria e il 24,7% di richiedenti ha ottenuto la protezione umanitaria (20mila persone). Nel primo semestre 2018 sono state esaminate 48 mila domande di asilo. In particolare 3.300 (il 6,9%) hanno ottenuto lo status di rifugiato.  Circa 2.000 (4,1%) la protezione sussidiaria, 13.500 (28%) la protezione umanitaria. Non si tratta di cifre eccezionali”.

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