Attualità

L’Abbraccio sul Po dei parà salutato dal ministro Crosetto

Il grande Tricolore di 150 metri quadrati è atterrato, portato da un paracadutista, tra gli applausi del pubblico. Si è conclusa così la seconda cerimonia per celebrare l’Abbraccio sul Po, organizzata allo Scalo Pontieri, dall’Anpd’I piacentina (Associazione nazionale paracadutisti d’Italia).

E a far scendere il Tricolore è stato Giovanni Piana, decollato con altri parà dall’aeroporto di Cremona. Un evento che ha voluto ricordare il primo episodio di pacificazione, avvenuto nel maggio del 1945, quando i parà che avevano combattuto su fronti opposti dopo l’8 settembre (quelli con la Repubblica di Salò e quelli con gli Alleati) si incontrarono sul ponte sul Po. I soldati del reggimento Folgore dell’Aeronautica Repubblicana erano scortati dagli americani verso il campo di prigionia di Coltano (Parma). I vecchi commilitoni si riconobbero – avevano combattuto fianco a fianco in diversi fronti – fecero fermare i camion e si abbracciarono.

In questa seconda edizione è stato importante il messaggio del ministro della Difesa, Guido Crosetto, letto dal presidente piacentino dell’Anpd’I, Fabio Scrollavezza. A scandire i tempi della giornata sono state le bande riunite dei congedati Folgore e Nembo che hanno riunito anche elementi della brigata Gorizia, sotto la guida del direttore Italo Cati e del capobanda del Nembo Marco Perani.

Molti i labari delle sezioni dei parà provenienti dall’Emilia Romagna, ma anche dalla Lombardia. E per evidenziare lo spirito di pace di questa iniziativa, per la prima volta era presente anche il labaro dei caduti e reduci della Rsi.

Diverse le autorità presenti: la senatrice Elena Murelli, il vice sindaco di Piacenza, Matteo Bongiorni, il consigliere provinciale Jonathan Papamarenghi. Diverse le associazioni d’arma e combattentistiche presenti insieme con la Croce Rossa.

Dopo la messa, celebrata dal cappellano militare del distretto militare, don Massimo Gelmi, si è svolta la cerimonia della deposizione di corona d’alloro nel Po – portata da due parà con le divise dell’epoca, una della Rsi e una alleata – grazie all’aiuto dei natanti del 2° reggimento Genio Pontieri.

Nel messaggio di Crosetto, è stato sottolineato come l’abbraccio sul Po abbia simboleggiato la voglia di tornare alla pace degli italiani dopo la guerra che, sebbene le contrapposizioni, ha portato alla rinascita del Paese.

Preziosa la presenza del presidente nazionale Anpd’I, il generale Marco Bertolini (già comandante della brigata Folgore, del IX reggimento Col Moschin, del Comando Forze speciali e Comando operativo interforze). Secondo Bertolini, il gesto del 1945 è un esempio per vivere questo mondo così difficile, mettendo da parte l’odio e imparando a considerare le posizioni degli altri.

Scrollavezza, ringraziando il comandante del 2° reggimento pontieri, il colonnello Daniele Paradiso per la disponibilità e il tenente colonnello Claudio Rossi per l’organizzazione, ha ricordato questo primo gesto di pacificazione in un’Italia devastata dalla guerra.

Raffaele Campus, presidente regionale dell’Associazione nazionale combattenti e reduci, ha affermato che «la pace si costruisce giorno per giorno e non se ne deve parlare a sproposito». Purtroppo la guerra porta all’assuefazione e le immagini della tv scorrono come se nulla fosse «quando invece dovrebbero svegliare la nostra attenzione. Nello spirito del gesto di pacificazione di 80 anni fa, Campus ha ricordato come «il presidente Pertini, che aveva combattuto, nel 1978 concesse la pensione di guerra ai combattenti della Rsi».

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