L’acqua come potente disinfettante, la scoperta piacentina che sta facendo il giro del mondo

Per disinfettare un ambiente usereste della semplice acqua? Certamente no, perché di per se l’acqua non ha proprietà disinfettanti. A meno che non venga sottoposta a futuristici processi chimici e fisici fino a qualche anno fa sconosciuti. Un’innovazione scientifica made in Piacenza che già sta sollevando interesse anche all’estero. Protagonista di questa scoperta è l’azienda Infinity Biotech, con sede proprio nella nostra città: grazie ad apparecchiature innovative si sta affermando come vero e proprio leader nel campo della sanificazione di ambienti e superfici.

Ma in cosa consiste questa innovazione?

“Tutto parte dall’acqua – spiega Roberto Facchini Hernandez, amministratore dell’azienda – all’acqua viene aggiunto perossido di idrogeno, poi con un potenziamento a frequenze vibrazionali si ottiene uno dei più potenti disinfettanti esistenti oggi sul mercato. Il prodotto di punta è il cosiddetto cubo, ovvero un atomizzatore, capace di disinfettare in pochi minuti anche gli ambienti più difficili come le sale operatorie. All’interno del cubo, il mix di acqua e perossido di idrogeno passa dallo stato liquido a quello aeriforme: un vapore che, veicolato da un turbine a grande pressione, riesce a disinfettare qualsiasi ambiente. Il cubo offre il più alto grado di disinfezione raggiungibile, tanto per intenderci elimina il 99,99999% di batteri. Il tutto certificato a livello internazionale e rispondente alle norme UE così come di tantissimi altri Paesi nel mondo”.

“E’ il risultato di una sperimentazione durata molti anni, sperimentazione che ci ha portato a perfezionarlo fino ad arrivare al risultato che ci eravamo prefissi, ovvero l’essere letali nei confronti dei batteri. Tra l’altro è di facilissimo utilizzo, si pensi che per disinfettare completamente un ambiente a rischio, come una sala operatoria, basta tenerlo acceso per poco più di una mezz’ora – continua Facchini – il cubo viene venduto soprattutto in ambito ospedaliero e industriale dal momento che i costi sono piuttosto elevati. Per quanto riguarda l’ambito domestico, però, Infinity Biotech offre un servizio di decontaminazione a domicilio: in particolare parliamo di disinfezione degli impianti di climatizzazione, importantissimo per prevenire il rischio di legionella; un tecnico di fiducia è in grado di fornire un servizio di disinfezione certificato a costi più che abbordabili”.

Applicazioni nel campo della zootecnia

“Il problema dei super batteri, ovvero di quei batteri che hanno imparato a resistere alle cure antibiotiche, si sta manifestando anche nel campo della zootecnia. Per questo stiamo studiando sistemi di disinfezione e sanificazione di stalle ed allevamenti in modo da garantire, ad esempio, l’assenza di batteri pericolosi nel latte, evitando che gli animali contraggano malattie. Stiamo collaborando con l’Università di Camerino nello sviluppo di tecnologie destinate alla sanificazione e alla prevenzione delle infezioni in ambito zootecnico e già oggi vantiamo tra i nostri clienti aziende di primo piano nella produzione di carni e derivati di origine animale. Proprio in questo periodo, poi, stiamo mettendo a punto un sistema per eliminare batteri come la salmonella dalle uova”.

Un successo internazionale

Nuove tecnologie che hanno portato Infinity Biotech a collaborare addirittura con il governo argentino. I contatti fra Piacenza e il Sudamerica sono divenuti realtà grazie all’intermediazione di Confapi Industria: nella sede dell’associazione si è tenuto un primo incontro fra i vertici dell’azienda e dell’associazione con Cecilia Lafarga, amministratore delegato del gruppo argentino Camargo Correa e la direttrice dell’agenzia ministeriale della Salute argentina, Marcela Claudia Rizzo. Ma se con il governo argentino siamo ancora ad una fase di approccio, sono già numerosi e illustri i clienti che hanno scelto di affidarsi a Infinity Biotech: “Le nostre tecnologie sono impiegate in tantissimi ospedali, sono nostre clienti le Ausl di Piacenza, Lodi, Sassari, l’ospedale universitario di Parma, quello evangelico internazionale di Genova ed il sistema sanitario della Regione Lombardia. A ciò si aggiungono anche numerose cliniche ed ospedali, non solo in Italia, ma anche in Croazia, Israele e Spagna. Ma non solo ambito sanitario: si sono affidati a noi anche per la moschea dell’aeroporto di Istanbul-Atatürk. Inoltre tra i nostri clienti annoveriamo il gruppo BNP Paribas, Ikea, l’Università Cattolica Del Sacro Cuore, senza contare alberghi, palestre e fabbriche, che grazie a noi hanno sanificato gli ambienti nei quali si svolgono le loro attività”. Inoltre, Infinity sta per concludere un importante accordo con il Ministero della salute nigeriano. Si tratta di disinfettare ospedali e alberghi in un Paese nel quale il problema delle infezioni batteriche è particolarmente grave, tanto da registrare una media di decessi per infezioni al di sopra delle statistiche mondiali.

Un’azienda piacentina doc, una storia tra Spagna e Svizzera

“Io sono di Rivergaro – racconta Roberto Facchini – e, nonostante sia nato a San Gallo in Svizzera, mi sento completamente piacentino. Il mio doppio cognome, Facchini Hernandez, è un omaggio a mia madre i cui insegnamenti educativi hanno contribuito in modo determinate a farmi diventare un vero e proprio maniaco dell’igiene. A ciò si aggiunge la mia crescita in Svizzera dove l’importanza per il lavaggio delle mani è un vero dogma culturale, non a caso il nostro motto è “Infinity sterilizza tutto ma se ti lavi le mani è meglio”. Ho cominciato ad elaborare teorie su come migliorare la disinfezione fin da bambino, e ho realizzato il sogno di una vita fondando questa azienda, dopo anni dedicati alla ricerca di tecnologie che facilitassero le operazioni di disinfezione. La nostra mission è contribuire a combattere le infezioni batteriche: di pari passo con l’aumento della consapevolezza del problema e del suo impatto sulla produzione, stanno aumentando le aziende che si rivolgono a noi per risolvere e prevenire. Il problema delle infezioni batteriche è decisamente sottovalutato, soprattutto tra il grande pubblico, e credo che informare sui rischi della contaminazione gli addetti ai lavori sia il primo passo verso una capillare divulgazione che oggi, ad esclusione degli ospedali, manca completamente” continua Facchini.

Insieme a Facchini Hernandez anche Aroldo Curzi, presidente di Infinity Biotech. Discendente pronipote di Enrico Mattei, fondatore dell’ENI e protagonista del miracolo economico postbellico, Curzi, dopo un intenso periodo come broker petrolifero, mette a frutto la sua esperienza e le sue importanti relazioni fondando una trading nel settore Oil and Gas. Rappresenta e coordina alcune tra le maggiori società italiane e internazionali, nel campo della produzione di energia, manutenzioni e costruzioni di impianti tecnologici nel settore oil & gas, power ed infrastrutture. La collaborazione nella creazione di Infinity Biotech lo rende uno delle figure di spicco mondiale nel campo gestione e internalizzazione d’impresa.

Maggiori informazioni sul sito www.infinitybiotech.it.