Lega Pro vetrina per i giovani, ma l’Italia non aiuta

Non sarà una stagione facile per la Pro Piacenza, invischiata nella lotta per la retrocessione nel girone A della Serie C.  I 18 punti in 17 partite non sono sicuramente un bigliettino da visita per la salvezza, ma gli uomini di Pea sono ovviamente motivati a cercare di rimanere in categoria.

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Una delle migliori regole della Lega Pro è sicuramente quella che prevede l’illimitata registrazione degli under, cioè quei calciatori che sono nati dal 1 gennaio 1995 in poi. Sono soltanto 16 gli uomini over che possono essere iscritti a un campionato da parte di una squadra. Questo porta, ovviamente, le società di Serie C a cercare di acquistare giovani sul panorama nazionale, cercando anche di pescare bene per provare a fare una buona plusvalenza oppure creare un progetto attorno a loro.

Da questo punto di vista, la Pro quest’anno sta cercando di lanciare molti ragazzi. I più presenti, tra gli under, sono Stefano Gori (117), Gianluca Barba (16), e Nicolas La Vigna (16). Seguono, poi, altri “young talents” che hanno preso parte alla maggior parte dei match della stagione attuale. Gli scout piacentini sono sempre all’agguato e qualche volta riescono a vederci bene; alcuni tra i giovanissimi sono stati anche convocati da Daniele Arrigoni per lo stage di Coverciano delle Rappresentative di Lega Pro: si tratta dei portieri Mattua Del Miglio (2003) e Filippo Ansaldi (2002), assieme al difensore Tomas Bosoni (anch’egli 2003).

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L’obiettivo dei test come quello di Coverciano è cercare di valorizzare i talenti a livello federale, con dei centri, come accaduto in Germania. Purtroppo, le statistiche europee non sono delle migliori per quanto riguarda le opportunità che hanno i calciatori giovani a imporsi in Italia. È questa, molto probabilmente, una delle migliorie da effettuare per rivitalizzare il calcio italiano, caduto ancora di più nell’abisso dopo la mancata qualificazione da parte della Nazionale a Russia 2018.

Bwin Scommesse Sportive ha raccolto dei dati che riguardano il lancio di talenti e il loro minutaggio tra squadra che li ha lanciati e altri team. In Italia, hanno rilevanza soltanto 3 compagini: Fiorentina, Napoli e Juventus. L’unica con una statistica che si avvicina a quella delle altre squadre europee è la Fiorentina, con 18 giocatori e una percentuale del 41.7% di partite disputate con la maglia viola (in totale circa 900). La Juventus risponde con 17 talenti fuoriusciti dalle giovanili, ma le possibilità per loro in maglia bianconera sono state pressoché nulle, con solo 60 match e l’8% degli incontri da loro disputati in carriera. Il Napoli, invece, pur avendo una percentuale incoraggiante di sfide con indosso la camiseta azzurra (79%), ha un numero bassissimo sia di calciatori lanciati (9) sia di presenze totali (circa 250).

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Basti pensare che in Europa primeggiano Arsenal e Lione, con rispettivamente 21 e 29 talenti e un numero impressionante di incontri disputati, circa 1200 per i Gunners, con due terzi disputati a Londra, mentre i giovani delle giovanili dei transalpini per poco non raggiungono i 1800 incontro, con una percentuale del 58,2% in maglia biancoblu . Ottimi numeri anche per Chelsea e Tottenham, ma i loro ragazzi non rendono allo Stamford Bridge e al White Hart Line quanto lo fanno in altre piazze. Basti pensare a Romelu Lukaku per i Blues e Gareth Bale per il Tottenham (anche se quest’ultimo fu strappato a suon di milioni).

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Insomma, giocare in Italia significa non avere grandi possibilità di esplodere, al contrario del resto dell’Europa. Bisogna assolutamente cercare di invertire la rotta, per crescere nuovi talenti. La Lega Pro è intenzionata a fare ciò, la Pro Piacenza ci prova.

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