Leroy Merlin, parlano i Si Cobas: “Sindacato incolpevole e magazzino efficiente, la verità è che l’azienda vuole risparmiare sui lavoratori” – AUDIO

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Come noto, alcuni giorni fa l’azienda Leroy Merlin ha annunciato di voler lasciare Castel San Giovanni. Resterebbero senza impiego 500 lavoratori, uno scenario drammatico. Il motivo di questa decisione è affidato a una nota stampa che la stessa azienda ha diramato.

Le motivazioni di Leroy Merlin

“Il magazzino di Castel San Giovanni da tempo presenta performance operative e di servizio gravemente al di sotto degli standard minimi di mercato. Tali inefficienze del magazzino hanno pesato per un valore di oltre 24 milioni di euro negli ultimi 3 anni, per ragioni non imputabili a Leroy Merlin. L’insieme di queste inefficienze – unito a periodi di inattività – continua ad avere, inoltre, gravi ripercussioni sulle vendite dell’azienda, sui servizi resi ai clienti e sul business dei propri fornitori, alcuni dei quali dipendono da Leroy Merlin per il 60% del loro fatturato. Fino a oggi, l’azienda ha sostenuto le conseguenze di tali inefficienze, facendosi carico dei costi e dei disagi dei clienti sia dei negozi fisici che della piattaforma online, tanto che la situazione è ormai diventata insostenibile”. Così recitava la nota dell’azienda.

Si Cobas colpevoli?

Si parla di “periodi di inattività” e di “situazione insostenibile”. Anche se l’azienda non fa il nome del sindacato Si Cobas, sembra quasi sottintenderlo, anche perché la decisione di lasciare la provincia di Piacenza giunge in un momento di mobilitazione da parte del sindacato davanti ai cancelli del magazzino di Castel San Giovanni. Ma come recita il famoso detto: è nato prima l’uovo o la gallina? Già perché la mobilitazione dei Si Cobas era iniziata proprio perché i lavoratori avevano iniziato a intuire che qualcosa non andava.

I lavoratori impiegati nel gigantesco magazzino Leroy Merlin stanno lottando per difendere i loro posti di lavoro, ricorrendo a scioperi anche davanti allo stabilimento di Mantova, dove la merce da loro precedentemente lavorata era stata reindirizzata. Non possiamo accettare il concetto che vede una committenza libera di sottrarre arbitrariamente lavoro ad un territorio, oltretutto a lavoratori che hanno maturato anzianità di servizio e paghe considerevoli per rimpiazzarli con lavoratori che costano quasi la metà”, scrivevano i Si Cobas il 25 ottobre, al quindicesimo giorno di mobilitazione. Questo significa che già dai primi di ottobre, e prima della mobilitazione, la merce cominciava a essere deviata, c’era insomma aria di trasloco. Leroy Merlin aveva già deciso di andarsene? Quello che appariva come un ridimensionamento si è rivelato, dopo l’annuncio dell’azienda, un azzeramento radicale, notizia che ha sorpreso anche gli stessi lavoratori.

La posizione dei Si Cobas

I Si Cobas non hanno mai bloccato l’attività di Leroy Merlin. I nostri sit-in, nel caso di Leroy Merlin, non hanno mai fermato la produzione. Quindi l’azienda non può essere stata danneggiata da periodi di inattività”, commenta Mohamed Arafat, leader del sindacato Si Cobas che oggi ha incontrato i lavoratori.

Leroy Merlin è entrato nel Piacentino come piccola realtà, con una sessantina di lavoratori. Oggi i lavoratori sono 500 e l’azienda ha un fatturato di 200 milioni all’anno. Chi ha fatto crescere l’azienda in questo modo? I lavoratori. Come può l’azienda accusare il magazzino di scarsa produttività?”, spiega Arafat.

Ma se la presenza dei Si Cobas non c’entra, allora qual è il motivo di questo addio?

La verità è questa. Oggi i lavoratori costano di più rispetto al giorno dell’insediamento a Castel San Giovanni. Considerato l’aumento del costo dei lavoratori, l’azienda ha deciso di alzare il fatturato dal 200 a 220 milioni di euro. Per fare questo la dirigenza dell’azienda ha deciso di aprire tre nuove, piccole realtà nelle città di Mantova, Settala (Milano) e Rivalta (Torino). In queste nuove realtà l’azienda assumerà nuovi lavoratori che ovviamente costeranno meno di quelli piacentini, quasi la metà. Inoltre avranno sgravi fiscali per le assunzioni nuove”, spiega Arafat.

Adesso scenderemo in campo a fianco dei lavoratori. Non solo faremo in modo che Leroy Merlin resti a Castel San Giovanni, ma chiederemo anche l’assunzione diretta di tutti i lavoratori. Contestiamo infatti il contratto di appalto tra Leroy Merlin e Iron Log, dal momento che i lavoratori prendono ordini direttamente da personale Leroy Merlin e utilizzano materiale e strumenti di lavoro di Leroy Merlin, quindi per legge devono essere assunti dall’azienda”.

Per approfondire i contorni della vertenza e favorire il dialogo tra la parte committente Leroy Merlin, l’appaltante Iron Log e le sigle sindacali presenti, è stato convocato un incontro in Prefettura per il prossimo 30 ottobre.

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