Logistica a Roncaglia, Zanardi dice no: “Ambiente e salute priorità non negoziabili”

Gloria Zanardi contro la Logistica a Roncaglia

“Una variante urbanistica, quella de i Dossi di Roncaglia, che porterà pregiudizi ai cittadini della zona, ma anche di tutta la città. Il settore della logistica è sempre stato importante per lo sviluppo economico di Piacenza, ma la tutela dell’ambiente e, conseguentemente, della salute dei cittadini sono priorità non negoziabili”. Così Gloria Zanardi, consigliere comunale del Gruppo Misto.

“Piacenza, già soffocata dall’inquinamento, non ha sicuramente bisogno di nuovi insediamenti che peggiorano la qualità dell’aria e della vita dei cittadini; le frazioni della città, e non solo Roncaglia (ad esempio anche Montale), sono ormai congestionate dal traffico dei mezzi pesanti per la massiccia presenza della logistica e non basta qualche opera di compensazione o qualche asfaltatura per controbilanciare gli effetti negativi che deriveranno dalla realizzazione di questi progetti. Non mi pronuncio sui battibecchi tra la maggioranza e le altre minoranze di questi giorni; a mio parere credo che spostino solo l’attenzione da una questione reale a scontri personali, oltre che politici, a tratti imbarazzanti. I cittadini desiderano che le loro istanze vengano prese in considerazione e vogliono risposte. L’interesse primario è il bene della collettività e non credo che la variante de i Dossi di Roncaglia vada in questa direzione soprattutto dal punto di vista dell’impatto ambientale, della salute, oltre ai danni collaterali della cementificazione in sé in un territorio fragile come quello in questione”.

“Una discussione, seppur non formalmente dovuta, in consiglio comunale sarebbe stata sicuramente opportuna per permettere di portare, anche in sede istituzionale, la voce dei cittadini di Roncaglia e potere instaurare un confronto maggiormente costruttivo. In ogni caso, non ci si perda (tutti) nel ricercare a chi imputare questa scelta, ci si concentri sull’oggi. Il mio invito all’amministrazione è quello di non sottovalutare le legittime istanze dei cittadini, di analizzare bene tutte le ripercussioni – negative – sulla qualità della vita dei piacentini che comporterà la realizzazione di questo progetto e di avere il coraggio di invertire la rotta”.