Lombardia ed Emilia Romagna verso l’autonomia, le Regioni incontrano CNA al Tecnopolo di Piacenza

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CNA Emilia Romagna e CNA Lombardia organizzano a Piacenza, mercoledì 10 gennaio alle ore 15, presso la Sala Consiglio del Consorzio MUSP (Tecnopolo di Piacenza – strada Torre della Razza) l’incontro “La sfida del futuro: Lombardia ed Emilia Romagna verso l’autonomia” con gli interventi del Governatore della Regione Lombardia, Roberto Maroni, e del Governatore della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. Introduce i lavori il Presidente di CNA Emilia Romagna, Dario Costantini, e le conclusioni sono affidate al Presidente di CNA Lombardia, Daniele Parolo.

Le Regioni Lombardia ed Emilia Romagna hanno intrapreso il percorso per una maggiore autonomia. Il sistema delle piccole imprese delle CNA delle due regioni condivide questo percorso anche in considerazione delle maggiori opportunità che potrebbero nascere per il sistema economico e produttivo.

L’incontro, a cui sono stati invitati anche i media, ha l’obiettivo di informare del percorso intrapreso, delle opportunità e dei vantaggi che nascono da una maggiore autonomia.

<<CNA Emilia Romagna ha da subito condiviso il percorso intrapreso – afferma il Presidente di CNA Emilia Romagna, Dario Costantini – perché ne ha apprezzato i principi ispiratori: l’istanza per una maggiore autonomia regionale si fonda concretamente sulle buone pratiche amministrative maturate e sui risultati positivi ottenuti, ed è priva di rivendicazioni ideologiche. Sono state accuratamente valutate le materie che corrispondono alle scelte strategiche condivise nel Patto per il Lavoro, nelle quali una maggiore autonomia regionale può tradursi da subito in un valore aggiunto. Infine è stata responsabilmente evitata la “tentazione” secessionista: con la richiesta di una maggiore autonomia la Regione non si vuole scostare dal resto del Paese, al contrario intende contribuire al suo miglioramento complessivo>>.

<<Tuttavia – continua Costantini – non intendiamo sottrarci all’importante ruolo di sollecitazione critica e ci vogliamo porre come un interlocutore attento e responsabile nella definizione degli ambiti in cui viene richiesta maggiore autonomia e delle aree di competenza. CNA pone l’accento soprattutto su quattro aree di intervento strategico: la tutela e la sicurezza del lavoro, l’istruzione tecnica e professionale; internazionalizzazione delle imprese, ricerca scientifica e tecnologica, sostegno all’innovazione; territorio, rigenerazione urbana, ambiente e infrastrutture; la tutela della salute>>.

<<CNA è una organizzazione che rappresenta gli interessi delle imprese, prevalentemente le piccole e medie imprese, quelle che hanno una stretta relazione con il territorio in cui operano e che ben conoscono, la dove risiedono sia gli imprenditori che i dipendenti-collaboratori>>. Afferma Daniele Parolo, Presidente di CNA Lombardia. E continua: <<Le imprese creano occupazione e producono reddito, pagano tasse e imposte al governo centrale e ai governi locali. Chiediamo vi sia un giusto equilibrio tra le risorse che si trasferiscono al centro e quelle che rimangono sul territorio a disposizione delle amministrazioni che possono più facilmente interagire con i cittadini e meglio recepire le loro esigenze e i loro interessi per intervenire – non su tutto – ma certamente su sanità, welfare, lavoro e formazione, imprese, ricerca e sviluppo, ambiente, credito.

Non ci sembra di chiedere la luna, anzi le nostre proposte e le nostre richieste vanno nella direzione della razionalità e della concretezza e sono portate alla trattativa con il governo centrale da Emilia Romagna e Lombardia – regioni che sono due lati del triangolo economico “Lombardia Veneto Emilia Romagna” traino
dell’economia nazionale. Come dimostra lo studio che Cna elabora da ormai cinque anni, nel quale si evidenzia questo aspetto per noi fondamentale che induce a chiedere una maggiore autonomia rivolta al sostegno delle attività che producono e fanno occupazione, essendo CNA, come il collega Costantini ha ricordato, un’associazione responsabile e attenta al sistema economico nazionale. Il tutto in una cornice che non perde mai di vista l’unitarietà del paese>>.