Cronaca Piacenza

“Quando muore una persona buona è un lutto per tutti”, l’ultimo saluto a Corrado Sforza Fogliani nella sua Santa Maria di Campagna. Sgarbi: “Dedicargli un premio, qualcosa che ogni anno ricordi la sua importanza” – FOTO e AUDIO

“Quando muore una persona buona è un lutto per tutti”. Le parole dell’amico Vittorio Sgarbi racchiudono un concetto tanto semplice quanto vero: la perdita di Corrado Sforza Fogliani è una perdita per tutta Piacenza. Non solo per il suo impegno politico, non solo per essere stato un punto di riferimento per l’economia, ma anche per aver impreziosito Piacenza con valorizzazioni e iniziative culturali in grado di portare la nostra città sotto i riflettori di tutta Italia e non solo. L’ultimo saluto è stato celebrato all’interno della sua Basilica di Santa Maria di Campagna, per cui tanto si è speso: dalla Salita al Pordenone alle celebrazioni per i 500 anni dalla posa della prima pietra, passando per il concerto della leggendaria Patti Smith. Erano presenti le istituzioni piacentine tutte, oltre al presidente nazionale di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, e al già citato Sgarbi.

Sforza Fogliani era un uomo buono e cristiano, andava a messa tutte le mattine alle 7, però non si vedeva perché era in realtà un laico, un allievo naturale di Benedetto Croce ed Einaudi”, commenta il critico d’arte. “Così liberale che non sopportava un’amministrazione di centrodestra che non era secondo lui liberale: come ultimo momento politico e civile si è presentato da solo dando prova della stima che la città aveva di lui perché ha preso un punteggio molto alto. Un atto che ha dimostrato la sua coerenza. Buono, colto, per la città di Piacenza una risorsa insostituibile. Tutte le iniziative che lui ha organizzato sono state memorabili, a partire dal restauro costante di questa chiesa e dalla salita alla sua cupola. Uno sfregio inaccettabile è stato l’aver cancellato il suo volto dagli affreschi che stanno nel chiostro della sede dei canonici di Santa Maria di Campagna: occorrerà risarcire la sua memoria con atti e iniziative, dedicagli un premio, qualcosa che ricordi ogni anno l’importanza della sua presenza per la città, per l’Italia e per la cultura”.

Era una persona fuori dal comune, di una cilindrata superiore perché i ritmi di lavoro erano notevoli, ma era una persona che ha saputo unire ai tanti suoi interessi, alla cultura immensa, alle tante attività, all’azione continua anche delle doti umane non comuni che sono state testimoniate da una presenza immensa di persone oggi qui in Santa Maria di Campagna. Come Confedilizia ne seguiremo l’esempio e lo ricorderemo per sempre”, commenta Spaziani Testa.

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