Cronaca Piacenza

Lupo in un’azienda agricola, uccide una vacca che aveva appena partorito: “E’ il ventesimo caso nella nostra impresa”

Purtroppo non si contano più gli attacchi da parte dei lupi nelle aziende zootecniche a denunciarlo, ancora una volta, è Confagricoltura Piacenza che comunica l’ultimo caso di predazione in un’azienda di Gossolengo.  I lupi sono ormai diffusi su tutto il territorio e non più tardi della settimana scorsa, uno passeggiava tranquillo nei pressi dell’abitato di Montale alla periferia della città di Piacenza.

L’ultimo attacco in un’azienda piacentina

Il caso di ieri mattina, ai danni di un’azienda vicino al fiume Trebbia, è ormai il ventesimo rilevato in quella specifica impresa dove la posizione, al limitare del parco del Trebbia e vicino al fiume, risulta in effetti particolarmente favorevole ai lupi, ma i casi sono diffusi in tutta la provincia.

“Si trattava di una vacca che aveva appena avuto un parto gemellare, molto difficile perché uno dei due vitelli era morto ed era quindi stata isolata nell’infermeria della stalla, su consiglio del veterinario, apposta per consentirle una pronta ripresa – riferisce l’imprenditore. Nella notte era stata monitorata e stava bene, almeno sino alle 04.00 quando è avvenuto l’ultimo controllo, salvo poi essere rinvenuta morta eviscerata e senza la parte posteriore alle 06.00. L’animale è stato azzannato nelle prime ore del mattino. La stessa mattina, attraversando la corte, mia moglie ha incrociato il lupo – ha riferito l’imprenditore – ormai ci girano in azienda senza alcun timore e infatti, quando siamo andati a controllare, la vacca era stata uccisa.

Sempre maggiori spazi conquistati dal lupo

Il lupo si sta conquistando via via spazi, atteggiamento che corrisponde alla sua etologia, sino ad entrare nell’ambito dell’interazione umana e vanificando qualunque protocollo e processo di biosicurezza. Abbiamo appena inaugurato la vitellaia nuova: per migliorare il benessere animale è dotata di un paddock esterno dove i vitellini escono e pascolano, ma sul far della sera, quando le condizioni sarebbero ideali per poter permettere loro di godere dell’aria fresca, devo farli rientrare e chiudere i varchi del paddock, quindi vanificando il valore dell’arieggiamento e della sgambata, perché i lupi ne hanno già uccisi diversi. Così non è possibile neppure garantire il benessere animale”. 

Giovedì 8 maggio il Parlamento Europeo ha approvato la modifica dello status di protezione dei lupi da “strettamente protetti” a “protetti”, un’azione fortemente voluta da Confagricoltura che non ha mancato di plaudire. Gli Stati membri disporranno ora di una maggiore flessibilità nella gestione delle popolazioni di lupi al fine di migliorare la coesistenza con gli esseri umani e ridurre al minimo l’impatto della crescente popolazione di questi predatori in Europa. Potranno inoltre adottare misure adeguate alle specifiche circostanze regionali.

Tempi troppo lunghi

“Arrivare a un effettivo censimento e ad azioni di contenimento – rileva Umberto Gorra, presidente di Confagricoltura Piacenza – è ancora un percorso lungo e abbiamo ragione di temere che i tempi non siano compatibili con il benessere degli animali custoditi nelle nostre stalle. Venti animali uccisi nell’arco di pochi anni in una singola azienda, posta in una posizione al limitare di una zona abitata, è un dato significativo che rende la dimensione del problema”.

“Anche la fauna selvatica, per essere tutelata, deve essere governata. Non è possibile ritenersi soddisfatti della diminuzione del numero delle nutrie perché sono state mangiate dei lupi o accontentarsi della diminuzione del numero dei cinghiali perché sono stati decimati dalla PSA. Auspichiamo interventi più incisivi, ribadendo che la gestione dell’ambiente nella sua integrità è una responsabilità a cui l’uomo è chiamato. Quando ciò non avviene, gli effetti di una natura incustodita o mal governata si esplicano in tutta la lora drammatica potenza”.

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