Sport

Magaye Seck completa il reparto lunghi dell’Assigeco Piacenza

Doti atletiche energia, talento, voglia di imparare e simpatia. 20 anni festeggiati l’8 marzo scorso, Magaye Seck è il giocatore sul quale lo staff tecnico del club biancorossoblu punta per completare in modo efficace il reparto lunghi del roster che si prepara alla nuova avventura in A2.

Nato in Senegal, dove ha cominciato a giocare fin da piccolo nell’Accademia istituita dagli americani, Magaye è arrivato in Italia giovanissimo “scoperto” dal Petrarca Padova per giocare con l’U16 di Bassano del Grappa, vicecampione d’Italia alle Finali Nazionali 2017 a Vasto (sconfitta in finale 69-56 con la Stella Azzurra ndr) e l’anno dopo con l’U18 arrivata ai quarti di finale, mentre gioca anche in C Gold con Padova. Il passaggio a Tortona lo divide fra l’A2, con la vittoria della Coppa Italia, e l’U18.

La passata stagione era a Bergamo (2.1 punti e 2.2 rimbalzi in 8.7 minuti di media). A giorni lo aspetta l’ingresso al “Campus” Assigeco.

«Sono molto contento dell’opportunità che si apre con l’Assigeco, società valida e seria, che sono convinto può contribuire al mio processo di miglioramento e crescita, come giocatore ma anche come persona. Mi fa piacere ritrovare Gabriele Grazzini, un tecnico molto bravo, con il quale ho condiviso la poco fortunata passata stagione a Bergamo».

Magaye Seck vive da anni in Italia, lontano dai suoi, con l’opportunità di tornare a casa solo due volte

«Si, per me il basket è tutto, è la vita, ed è un grande aiuto per superare la nostalgia di casa. Molto hanno contribuito l’amore e la passione di Michela e Nicola, la mia “famiglia” italiana (sono di Padova ndr). Non è stato facile gestire la situazione però come dico sempre un giocatore ha due famiglie. Quella naturale di origine e quella formata dai compagni di squadra, con i quali passi la maggior parte della giornata».

Atletismo, capacità di dare un contributo su entrambi i lati del parquet

«Io penso principalmente a migliorare e dare il contributo migliore possibile alla squadra: all’Assigeco, nel mio ruolo, ci sono giocatori bravi ed esperti, più grandi di me, dai quali potrò apprendere tante cose da mettere in pratica seguendo principalmente le indicazioni del coach e dei suoi collaboratori».

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