Malata cronica ma non vaccinata, 66enne in gravi condizioni per l’influenza

Nuovo ospedale di Piacenza

Ottimi risultati per la campagna di vaccinazione antinfluenzale 2018-2019 gestita dal Dipartimento di Sanità Pubblica, in collaborazione con i medici di medicina generale e il Dipartimento della sicurezza dell’Azienda Usl di Piacenza, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta . I primi dati sul numero di persone che sono state sottoposte gratuitamente al vaccino, se confrontato con quello dello stesso periodo dello scorso anno, fanno registrate tutte un notevole aumento. Si registra purtroppo il caso di una donna di 66 anni che nonostante alcune patologie croniche non ha provveduto al vaccino: per lei si è reso necessario il ricovero in Rianimazione in gravi condizioni. All’origine, pare proprio esserci una serie di complicazioni causate proprio dal virus influenzale.

Passando invece al bilancio positivo, i dati riguardano in particolare le donne in stato di gravidanza, sono state quelle che hanno dimostrato più attenzione all’invito della sanità: si sono vaccinate 200 future mamme (nel secondo e terzo trimestre di gravidanza) rispetto alle 80 del 2017.

Altro risultato particolarmente significativo è quello che riguarda gli operatori sanitari, passati dai 737 del 2017 ai 913 del 2018.

“Siamo soddisfatti della risposta dei piacentini – mette in evidenza Marco Delledonne, direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Piacenza. Complessivamente abbiamo vaccinato 46.786 persone, 2.178 in più dell’anno precedente”.

Sul fronte dei malati cronici, il segno positivo è ben marcato, con 9.238 vaccinati rispetto agli 8.335 dell’anno precedente. La campagna ha registrato interesse anche da parte degli ultra65enni, passati dai 33.596 vaccinati del 2017 a 33.970 del 2018 anche se quest’ultimo dato non è ancora definitivo. Una donna di 66 anni, non vaccinata e affetta da patologie croniche, come detto è stata colpita da influenza e si trova ricoverata nel reparto di Rianimazione in condizioni serie.

Infine, nell’ambito dell’infanzia, i pediatri hanno vaccinato 709 bambini a rischio a fronte dei 625 dell’anno precedente.