Maloberti risponde a Fornasari: “Non basta puntare solo sulla Valtidone, serve un brand provinciale”

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«Non è sufficiente parlare solo di Valtidone e di vino. Il territorio piacentino è ricco anche di altre biodiversità agroalimentari che meritano attenzione e valorizzazione». Giampaolo Maloberti, presidente del Consorzio La Carne Che Piace, riprende l’appello del sindaco di Pianello Gianpaolo Fornasari, il quale spinge affinché il marchio della Valtidone diventi un brand dell’agroalimentare in cui possa riconoscersi l’intera provincia. Maloberti, invece, ha in mente un progetto più ampio: «Insieme a colleghi agricoltori e allevatori, stiamo valutando la realizzazione di un grande Distretto provinciale che rappresenti il settore e contribuisca ad esportarlo al di là dei confini locali».

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«La Valtidone è solo una delle splendide vallate piacentine, tuttavia non ha la portata per rappresentare un’area, un’economia e un patrimonio di trecentomila abitanti. Piacenza è l’unica in Europa che può fregiarsi di ben tre Dop nei salumi, ovvero coppa, salame e pancetta: tre ricchezze sui cui puntare a livello internazionale, che garantiscono qualità e sicurezza alimentare, ben distanti dall’hot dog americano. I “festival spot” e gli eventi limitati a se stessi, a meno che entrino in un circuito promozionale e comunicativo più esteso, attualmente non sono in grado di riscuotere i risultati necessari. Inoltre – prosegue Maloberti – è una delle provincie dove spicca la produzione del Grana Padano, che, estraniandosi da forme di sudditanza nei confronti di Parma, non ha nulla da invidiare al Parmigiano Reggiano».

«Il pomodoro – detto anche “oro rosso” – ha reso Piacenza leader mondiale nell’esportazione dei suoi derivati, come la passata e i concentrati. Ma non è la sola realtà che eccelle: si pensi al comparto ortofrutticolo della Valtrebbia, all’aglio, alla cipolla e allo scalogna della Bassa piacentina, o alle patate della Valnure, mai abbastanza incentivati dal punto di vista del marketing. Sono parecchi i prodotti con una forte caratterizzazione territoriale. Occorre investire su un brand trasversale che si faccia carico dei circa cinquanta comuni piacentini. Qualche anno fa – conclude Maloberti -, con il consorzio La Carne Che Piace abbiamo lanciato l’idea della costata Piacentina, un taglio di carne caratteristico delle nostre aziende. Si uniscano le forze col supporto della politica, prendendo esempio da queste e tante altre iniziative, in modo da rendere il settore agroalimentare il motore dell’economia provinciale».

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