Marcia di Veano 2026 domenica 7 giugno. Il ritrovo è fissato dalle ore 8 alle ore 10. La marcia infatti prevede una partenza libera.
Torna anche quest’anno la Marcia di Veano, riattivata nel 2024 e giunta alla sua terza edizione, un’occasione per tutte le persone appassionate di trekking, per apprezzare la bellezza della natura, in questo caso a piedi percorrendo un suggestivo doppio itinerario (6 km oppure 12 km) nelle colline piacentine.
L’iniziativa è promossa da Opera Pia Alberoni e CSI Centro Sportivo Italiano, ed è inserita nel Calendario marce provinciale, riprendendo la tradizione della Marcia di Veano organizzata, per oltre vent’anni dal Gruppo Sportivo Alta Val Nure e poi interrotta ai tempi della pandemia.
Collaborano ora all’organizzazione un nutrito gruppo di volontari residenti nella località e l’impresa sociale Il Viaggio che ha aperto proprio a Veano un’attività di ristorazione e di soggiorno, anche con l’obiettivo di offrire a soggetti fragili pari opportunità di inserimento lavorativo nel segno di un’ospitalità inclusiva.
Percorso 6 km con dislivello positivo di 240 metri: Villa Alberoni di Veano – Viale di Veano – Loc. Zerbione – Bicchignano – Loc. La Ca’ – Costa di Breno – Monte Rubino – Chiesa di Veano – Villa Alberoni di Veano;
Percorso 12 km con dislivello positivo di 370 metri: Villa Alberoni di Veano – Viale di Veano – Loc. Zerbione – Bicchignano – Loc. La Ca’ – Costa di Breno – Bassano Costa – Agriturismo La Ca’ – Ponte del Cinghiale – Cassa Sotto – Viale di Veano – Villa Alberoni
Un’importante novità di questa edizione riguarda gli organizzatori, riunitisi ufficialmente nel comitato ‘Amici di Veano’: per rendersi facilmente riconoscibili, indosseranno una maglietta personalizzata con una raffigurazione stilizzata del celebre viale di Veano, accompagnata dalla celebre frase di Erri De Luca: Amo gli alberi. Sono come noi. Radici per terra e testa verso il cielo.
La t-shirt sarà disponibile per tutti i partecipanti presso la biglietteria della marcia, a fronte di un piccolo contributo e fino a esaurimento scorte.
Veano, dove il viaggio cambia
Ci sono luoghi che lasciano qualcosa dentro
Anche la terza edizione della Marcia è accompagnata da un’iniziativa culturale che intende valorizzare la Villa Alberoni, la località di Veano e la splendida collina nella quale entrambe si trovano.
Un’iniziativa della quale potranno essere protagonisti tutti gli appassionati di storia locale, natura e soprattutto di fotografia.
Opera Pia Alberoni Alberoni e Il Viaggio Srl Impresa Sociale promuovono infatti un contest fotografico intitolato Veano, dove il viaggio cambia. Ci sono luoghi che lasciano qualcosa dentro.
Veano, nel XVII secolo era indicato come “Viano Casolo”, sulle colline tra le valli del Trebbia e del Nure, rappresenta autentico gioiello storico e naturalistico, e in esso, la Villa Alberoni, che spicca alla sommità della collina, testimonia silenziosamente una ricca e articolata storia plurisecolare, che giunge fino ai giorni nostri.
Sono infatti numerosissimi i piacentini che possono ricordare esperienze vissute tra la Villa e le sue colline, così come i turisti e i viaggiatori che si sono fermati a contemplarne la natura, negli ultimi anni usufruendo anche del panorama offerto dalla panchina gigante di colore rosso cardinale installata al fianco del viale.
Il viale dei tigli di Veano è inoltre una straordinaria architettura naturale che conduce alla Villa e, probabilmente uno dei luoghi più fotografati, soprattutto nella stagione del foliage che gli dona un aspetto dorato.
Non tutti i luoghi sono uguali. Alcuni si attraversano e basta. Altri lasciano qualcosa dentro. Il concorso fotografico invita a raccontare Veano come uno di quei luoghi che segnano un passaggio. Un luogo che, tra le sue strade, i suoi scorci e i suoi silenzi, può accendere un viaggio emotivo e interiore.
Le immagini dovranno interpretare questo concetto: non solo rappresentare un luogo, ma raccontare una sensazione, un cambiamento, un momento.
La foto migliore, come diceva Gianni Berengo Gardin, è quella che ha più cose da dire. Mulas mi ha insegnato che una foto, anche tecnicamente perfetta, può essere priva di significato, non avere niente da dire. La foto buona comunica. (L’Espresso, 2020).
La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, senza limiti di età, fotografi amatori e professionisti.
Ogni partecipante può inviare fino a un massimo di 3 fotografie scattate specificamente per questo concorso
Modalità di partecipazione
Le fotografie devono essere inviate entro il 1° novembre 2026 esclusivamente tramite compilazione del Google Form al seguente link: https://bit.ly/fotoveano
Allo stesso link si trova il regolamento completo.
Caratteristiche tecniche richieste:
Formato: JPG, dimensione minima: 1200 pixel, massimo 3 fotografie per partecipante.
Ogni fotografia deve essere accompagnata da un titolo. È possibile inserire una breve descrizione delle immagini.
Requisiti delle immagini
Le fotografie devono: essere originali e realizzate dal partecipante, essere coerenti con il tema del contest, non contenere contenuti offensivi, discriminatori o lesivi della dignità delle persone
Sono ammesse fotografie a colori o in bianco e nero.
Selezione e giuria
Le fotografie saranno valutate da una giuria composta da fotografi, critici e artisti nominati dagli Enti promotori.
I criteri di valutazione saranno:
coerenza con il tema, capacità narrativa, originalità, qualità complessiva dell’immagine.
Sono previsti i seguenti premi:
I premio: Buono pizza e birra per 2 persone presso Impresa sociale Il Viaggio Pizzeria e Brewpub + libro sulla storia della Villa Alberoni di Veano + catalogo generale del Collegio Alberoni + 2 ingressi gratuiti alla Galleria Alberoni
II premio Box sei birre artigianali prodotte da Impresa sociale Il Viaggio + libro sulla storia della Villa Alberoni di Veano + 2 ingressi gratuiti alla Galleria Alberoni
III premio Box tre birre artigianali prodotte da Impresa sociale Il Viaggio + libro sulla storia della Villa Alberoni di Veano.
Le migliori fotografie selezionate saranno esposte in una mostra presso Il Viaggio Pizzeria e Brewpub che sarà inaugurata l’8 dicembre 2026.
Informazioni: è possibile scrivere al seguente indirizzo: uffici@operapiaalberoni.it
I promotori hanno costituito un comitato organizzatore formato da Monica Nastrucci Il Viaggio Impresa sociale, Angelo Anfini e Umberto Fornasari Opera Pia Alberoni, Alberto Quagliaroli (missionario vincenziano e fotografo) Collegio Alberoni, Ada Anselmi fotografa, Marco Cantù, ingegnere informatico.
Il comitato organizzatore nominerà una giuria composta da fotografi, artisti e critici a cui sarà affidata la selezione delle fotografie e l’attribuzione dei premi.
La Villa Alberoni di Veano si trova sulle prime alture tra le valli del Trebbia e del Nure in luogo che nel XVII secolo era indicato come “Viano Casolo” poco a nord dell’attuale strada provinciale che collega Ponte dell’Olio con Rivergaro, in un ambiente paesaggistico estremamente interessante. Dal pianoro della villa la vista che si apre sulla pianura sottostante è ampia, mutevole e affascinante. Il verde e la freschezza della primavera lasciano gradualmente spazio alle foschie e all’oro dell’estate per riconsegnare, in autunno e inverno, orizzonti spazzati e nitidi conclusi in lontananza dalla grande barriera delle Alpi.
L’edificio si trova tra il parco, dove sopravvive la gran parte degli alberi e delle piante acquistate dal Collegio Alberoni per arricchire lo spazio di svago dei seminaristi, e il viale che ombreggia lo stradone privato lungo chilometri in linea retta a rimarcare il profilo della collina.
Gli ambienti interni e gli spazi adiacenti offrono al visitatore odierno i silenzi della campagna, le voci dei minuti abitatori delle siepi, dei rivi e dei boschi, vaghe memorie di giorni vissuti da sconosciuti e, in questa stagione, il superbo spettacolo di luci delle lucciole che danzano nel buio sotto le fronde odorose dei tigli. Sito ideale per una pausa di inizio estate accompagnati dalla musica, dal cibo e dal racconto di momenti significativi della storia della villa e della nostra storia.
L’edificio dall’aspetto severo e razionale che oggi conosciamo è il risultato di trasformazioni significative che ne hanno cambiato più volte l’aspetto e la destinazione d’uso. In passato centro del feudo di Veano per secoli proprietà della famiglia Zanardi Landi, viene citato come “palazzo” nei documenti riguardanti Giovanni Battista Zanardi Landi, conte di Veano, XVII secolo. Nel secolo successivo assume le caratteristiche e le amenità della villa con l’appendice dell’oratorio a servizio della famiglia padronale e degli abitanti del luogo. Nel 1820 diventa proprietà della contessa Anna Bianchi vedova del conte Giuseppe Costa, esponente della nobiltà piacentina. La contessa lo arricchisce di suppellettili eleganti e ricercate e vi riceve anche la duchessa Maria Luigia. Il figlio, Giacomo Costa, lo vende nel 1869 al Collegio Alberoni che ne rileva anche gli arredi. Dopo un primo intervento per adattarlo alla comunità dei seminaristi che lo occupano per la villeggiatura, la trasformazione radicale avviene nel decennio 1937 – 1947. A quel periodo risale la costruzione del braccio est con la relativa eliminazione dell’antico oratorio, la sopraelevazione del corpo centrale e il riadattamento dell’ala ovest con l’aggiunta della chiesetta attuale.
È durante questo decennio, tra gli anni 1941 e 1943 che tutto il complesso viene utilizzato dall’Esercito Italiano come Campo di concentramento per prigionieri di guerra identificato con il n. 29. Dopo la fine della II guerra mondiale i lavori di ristrutturazione vengono terminati con la predisposizione di un alloggio per un piccolo gruppo di religiose, Figlie della Carità che assistono la comunità del Collegio nei soggiorni estivi. Si aggiungono anche gli affreschi di Luciano Ricchetti a completare la chiesa.
Da quegli anni si sono susseguiti altri interventi dovuti al cambiamento della destinazione d’uso. La Villa è stata concessa in uso per decenni all’Azione Cattolica Diocesana e ha visto il passaggio di generazioni di giovani che in essa hanno vissuto esperienze formative e spirituali.
Attualmente viene utilizzata dalla Fondazione Opera Pia Alberoni per fini istituzionali, e prosegue l’accoglienza di gruppi e associazioni diocesane.
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