Venerdì 27 marzo al Salone dei Concerti del Conservatorio Nicolini, è prevista una serata con le parole e la musica della cantautrice Maria Antonietta sul palco di Pulcheria, dopo aver calcato quello del Festival di Sanremo con la canzone “la felicità e basta”.
Sarà un talk intimo e diretto in cui racconterà il suo percorso artistico e il processo creativo, alternando il dialogo a momenti musicali dal vivo. Un incontro che fonde riflessione e ascolto, identità e scrittura, per scoprire come una voce possa farsi spazio di libertà, ricerca e trasformazione. Ad aprire la serata, il jazz degli allievi del Conservatorio Nicolini.
Maria Antonietta a Radio Sound ha definito la sua ultima esperienza al Festival di Sanremo un’avventura piuttosto pazza, che non avrebbe mai immaginato di fare, ma ricca di ricordi molto belli, di energia e soprattutto anche di un bellissimo lavoro di squadra, grazie anche alla partecipazione alla manifestazione con il cantautore Colombre e un team di persone legate al progetto.
Noi volevamo assolutamente salire su quel palco – commenta Maria Antonietta – e vivere quell’avventura. Felici di essere lì, di poter fare la nostra musica. Sono contenta se è arrivata questa energia e questa felicità che noi comunque abbiamo provato in quei giorni, ovviamente, anche nella tensione e nelle difficoltà del momento.
Il disco che la contiene si chiama Luna di Miele ed è uscito lo scorso settembre proprio perché non avevamo alcuna strategia rispetto a Sanremo. In realtà la scelta è stata abbastanza una sorpresa, nel senso che anche la canzone che abbiamo poi presentato l’avevamo scritta in maniera molto libera, perché avevamo voglia di scrivere un brano, perché c’era venuto lo spunto per farlo, quindi senza all’obiettivo di pensare al festival di Sanremo.
Sì. Il desiderio era proprio quello di scrivere qualcosa che ovviamente riguardava noi davvero in maniera importante, ma proprio per questo potesse parlare anche a qualcun altro, che non eravamo noi.
Cantautrice tra le più originali della scena indipendente italiana, Maria Antonietta unisce scrittura poetica e sonorità indie-rock in un percorso artistico che attraversa identità, fragilità e autodeterminazione.
In questa serata Maria Antonietta si racconta tra musica e parole, alternando riflessioni sul proprio percorso creativo a momenti live. Un incontro che mette al centro la voce come atto di presenza e di scelta, capace di trasformare l’esperienza personale in racconto condiviso.
Nel contesto di Pulcheria 2026 – Corpi Celesti, la sua è una traiettoria che parla di libertà espressiva, di ricerca e di possibilità.
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