Economia

Rinnovo del contratto, domani presidio dei metalmeccanici sotto la sede di Confindustria

Porteranno la loro protesta – e le loro proposte – sotto le finestre di Confindustria in via IV Novembre gli operai metalmeccanici piacentini. I sindacati hanno proclamato unitariamente uno sciopero nazionale di otto ore articolate su base territoriale e in questi giorni sono in corso assemblee per informare i lavoratori in tutti i luoghi di lavoro.

La nota dei sindacati

La data da segnare sul calendario è quella di mercoledì 11 dicembre, giorno in cui sono state proclamate 8 ore di sciopero in modo unitario da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil a seguito della rottura della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale collettivo di lavoro (CCNL) con Federmeccanica e Assistal, che a Piacenza circa 13mila lavoratori. I sindacati confederali di categoria organizzano un presidio sotto le finestre della sede di Confindustria in via IV Novembre 132 dalle ore 9:30 alle 11:30.

“Sono otto ore di sciopero per dare un futuro all’industria di questo Paese e di questa provincia – spiegano Fiom, Fim, Uilm – una risposta obbligata e necessaria a seguito della rottura del tavolo di trattativa con un blocco già in corso del lavoro straordinario e di tutte le flessibilità”.

Sulla parte economica al tavolo si è creata una situazione di stallo, perché a fronte della piattaforma unitaria di Fiom, Fim e Uilm che prevede un incremento dei minimi retributivi di 280 euro nei prossimi tre anni, la parte datoriale ha portato al tavolo una controproposta irricevibile perché non contempla aumenti salariali certi.

 “Insignificanti, inoltre, sono state le risposte per quanto riguarda la stabilizzazione dei contratti di lavoro precari – continuano Fiom, Fim e Uilm -, come del resto non è stata data alcuna disponibilità per quanto riguarda la riduzione dell’orario di lavoro, per noi elemento significativo per affrontare una situazione industriale difficile. Sono mancati passi in avanti anche su altre importanti parti normative: tra i principali welfare, previdenza, formazione e inquadramento professionale, salute e sicurezza, appalti. Su queste basi era per noi impossibile continuare il confronto e lo sciopero si rende necessario, sperando di portare a più miti consigli Confindustria”.

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