Con la mascherina e il bastone bianco da muovere per rilevare eventuali ostacoli che si parano di fronte, vicino a un compagno ipovedente e al pastore tedesco. Salire le scale e scenderle. E poi in carrozzina, entrare nella toilette e andare al bar. In poche parole vivere la quotidianità di chi ha una disabilità.
In tanti hanno partecipato a “Mettiti nei miei panni”, l’iniziativa dell’Università Cattolica promossa dai Servizi per l’inclusione dell’ateneo che si è svolta nella piazzetta del campus di Piacenza, un evento che ha rafforzato l’empatia verso le persone con disabilità di chi ha la fortuna di non avere questo problema.
Luigi D’Alonzo, delegato del Rettore per l’inclusione e direttore del Centro studi e ricerche sulla disabilità e la marginalità (CeDisMa), dice che «il messaggio è semplice, oramai in tutti i corsi e in tutte le scuole nessuno può dire che il tema della disabilità non interessi, perché noi come Italia abbiamo scelto la via dell’inclusione, che significa stare accanto al collega con disabilità, all’amico in difficoltà. Questa iniziativa, in sintesi, ha lo scopo di fare comprendere che se ci rispettiamo tutti possiamo creare un mondo migliore».
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