“E’ motivo di gioia rendere grazie al Signore per avermi chiamato e mandato, attraverso la voce di Papa Benedetto XVI, a servire questa Chiesa cercando di amarla con l’amore di Dio riversato nei nostri cuori. È questo amore accolto in noi che ci fa servi, come Gesù, venuto per servire. È lo sguardo rivolto a Cristo che fa di noi un segno, certo povero e piccolo ma importante, di quell’amore che dona pace”. Così monsignor Gianni Ambrosio nel corso della celebrazione in Duomo. Cerimonia durante la quale Ambrosio ha salutato Piacenza, pronto a cedere il testimone ad Adriano Cevolotto.
“Consentitemi un accenno personale. Mi è rimasta impressa nella mente una domanda che mons. Eliseo Segalini, sorridendo, mi rivolse nella sacrestia della Cattedrale dopo qualche tempo che ero vescovo di questa diocesi: “Ma dopo questi anni continua ad innamorato della Chiesa di Piacenza-Bobbio?”. La domanda mi sorprese, ma poi risposi: “Sì, lo sono ancora”. Questa sera, dopo quasi tredici anni, lo ridico: sono ancora innamorato di questa Chiesa. Sono contento di aver amato e di amare ciò il Signore mi ha affidato: i fratelli sacerdoti e diaconi, i fratelli e le sorelle di questa terra, ho amato e amo anche i luoghi di questo territorio”.
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