Politica

Moschea in via Mascaretti, FdI: “Nonostante le ordinanze e le lamentele dei residenti nulla è cambiato”. Interrogazione in Regione

In Via Mascaretti, l’attività della moschea abusiva prosegue nonostante le reiterate lamentele dei residenti, le pronunce dei Giudici amministrativi ed un’ordinanza sindacale del 2018 di cessazione di uso non conforme”. Questo il motivo che ha spinto Sara Soresi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Comunale, ad intervenire nuovamente sulla questione di Via Mascaretti, sollecitata dagli abitanti della zona.

LA NOTA DI SARA SORESI

Soresi aggiunge: “L’utilizzo dell’immobile come luogo di culto è ormai fatto noto non solo per i residenti ma altresì per i frequentatori, tanto che – addirittura sulle recensioni Google Maps relative all’immobile in questione – alcuni utenti lo descrivono espressamente come luogo di preghiera (“si prega molto bene”), confermando come l’attività di culto sia nota e frequentata in modo stabile, con conseguente afflusso di persone in specifiche giornate ed orari”.

Eppure – osserva la capogruppo – i controlli, in questi anni, sono stati irrisori e – purtroppo – spesso eseguiti in orari e giornate in cui normalmente non si svolge l’attività di culto, con il risultato di rendere tali verifiche poco efficaci ai fini dell’accertamento delle eventuali violazioni. In particolare, a seguito di accesso agli atti da me presentato, è emerso che nel periodo compreso tra la fine del 2022 ed il marzo 2025, sono stati effettuati solo nove controlli (pertanto con una media di tre all’anno)”.

I controlli

Non solo: di tali controlli, due hanno avuto esito positivo, attestando quindi la presenza di attività non conforme alla destinazione dell’immobile. Ciò nonostante, a tali accertamenti, aventi esito positivo, non sono seguite sanzioni amministrative. Dal medesimo accesso agli atti emerge inoltre che, nel corso del 2025, sono stati effettuati ulteriori altri 7 controlli, con l’applicazione di una sola sanzione di 1.000 euro per cambio di destinazione d’uso non autorizzato ed una sanzione pari a 50 euro per inottemperanza ad ordinanza sindacale”.

L’esponente di Fratelli d’Italia sottolinea poi che: “Il Comune di Piacenza, nel 2018, durante l’Amministrazione Barbieri, aveva emesso ordinanza di cessazione di uso non conforme dell’immobile di Via Mascaretti come luogo di preghiera ed i giudici amministrativi (TAR e Consiglio di Stato) hanno successivamente confermato la legittimità di questo provvedimento, stabilendo che la libertà di culto non consente di ignorare le norme urbanistiche. Dunque, perché questa ordinanza non viene fatta rispettare? Perché non vengono svolti i controlli negli orari e nelle giornate dedicate alla preghiera? E perché non vengono elevate puntuali sanzioni? Perché gli unici a subire contravvenzioni sono i residenti, costretti a posteggiare le loro autovetture in divieto di sosta poiché la zona è completamente occupata da coloro che si recano nella moschea abusiva?

Queste – sottolinea Soresi – sono tutte domande a cui l’Amministrazione dovrebbe rispondere ma che continua ad ignorare”.

La capogruppo chiede pertanto di applicare concretamente l’ordinanza emessa dall’Amministrazione Barbieri, fino a giungere alla chiusura dell’immobile in caso di persistente utilizzo difforme della destinazione urbanistica. Chiede altresì di domandare all’Ausl competente ed al Comando dei Vigili del Fuoco di Piacenza di verificare la conformità igienico-sanitaria e la sicurezza della struttura.

TAGLIAFERRI PRESENTA UN’INTERROGAZIONE

“Interrogazione e accesso agli atti: chiarire controlli, sanzioni e attività”

Trasparenza, rispetto delle regole ed efficacia dei controlli.

È questo il punto al centro dell’iniziativa del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri sulla situazione dell’immobile di via Mascaretti a Piacenza.

«Non è una questione ideologica – spiega Tagliaferri – ma di legalità e corretto funzionamento delle istituzioni».

Dai dati emersi negli anni, infatti, si evidenziano controlli limitati e un sistema sanzionatorio che non appare sempre proporzionato.

A questo si aggiunge la necessità di maggiore trasparenza sulle attività svolte negli immobili utilizzati per raduni collettivi.

«Quando emergono elementi anche da notizie di stampa – prosegue – è doveroso verificare in modo puntuale».

Per questo il consigliere ha presentato anche una richiesta di accesso agli atti.

«Serve chiarezza – conclude –. Le regole devono valere per tutti».

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