«Ho presentato un’interrogazione aI ministrI dell’Agricoltura e dell’Ambiente per chiedere un intervento urgente sulla grave situazione che stanno vivendo gli agricoltori della Val Nure e delle altre vallate piacentine prive di invasi, dove l’applicazione del cosiddetto “semaforo rosso” di ARPAE sta di fatto impedendo i prelievi irrigui, compromettendo i raccolti e mettendo a rischio la sopravvivenza di numerose aziende agricole». Lo afferma la senatrice Elena Murelli (Lega).
«In territori come la Val Nure, dove non esistono dighe o bacini di accumulo in grado di garantire riserve idriche, il blocco delle derivazioni durante il periodo di massima necessità irrigua produce effetti devastanti. Gli agricoltori vedono i campi seccare mentre, paradossalmente, l’acqua continua a scorrere nei corsi d’acqua senza poter essere utilizzata per salvare le produzioni. È una situazione che non può essere ignorata. E questo avviene solo in Emilia Romagna dove sono state fatte scelte restrittive a discapito dei raccolti».
«La tutela dell’ambiente – sottolinea Murelli – è un obiettivo condiviso, ma deve essere accompagnata dal buon senso e dalla conoscenza delle specificità territoriali. Non è accettabile applicare criteri restrittivi in realtà profondamente diverse, penalizzando proprio quei territori che non dispongono di infrastrutture idriche adeguate».
La senatrice ricorda, poi, che la Lega è già intervenuta concretamente sul tema nell’ambito del DDL ColtivaItalia: «Grazie all’impegno della Lega è stato approvato all’unanimità un emendamento che rinvia al 30 giugno 2028 il termine per il completamento delle sperimentazioni sul deflusso ecologico e al 31 dicembre 2028 quello per gli adeguamenti delle derivazioni idriche. Una scelta che consente alle Autorità di bacino di completare studi e monitoraggi basati su dati scientifici e sulle caratteristiche dei singoli territori, evitando decisioni che rischiano di danneggiare il comparto agricolo».
«Con l’ interrogazione chiedo al Governo di verificare gli effetti dell’attuale sistema di regolazione dei prelievi di ARPAE, di valutare misure urgenti per garantire l’irrigazione nelle aree più colpite dalla siccità e prive di invasi, di supportare gli agricoltori nelle misurazioni per le deroghe, e non solo sanzionandoli, e di promuovere interventi strutturali per dotare anche le vallate piacentine delle infrastrutture necessarie ad affrontare una crisi idrica che, purtroppo, non rappresenta più un’emergenza occasionale, ma una condizione sempre più frequente».
«L’agricoltura è un settore strategico per il nostro territorio e non può essere lasciata sola. Occorre trovare un equilibrio tra tutela ambientale e continuità produttiva, perché senza acqua non ci sono raccolti, non c’è reddito per le imprese e si mette a rischio l’intera filiera agroalimentare».
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