La musica come linguaggio universale, il teatro come strumento di memoria civile, la cultura come spazio di coscienza collettiva. Torna nel 2026 Musica al Lavoro, la rassegna che intreccia arte, impegno e diritti, costruendo un calendario di appuntamenti che attraversa l’anno civile e simbolico del nostro Paese.
Quattro date, quattro ricorrenze fondamentali, un unico filo rosso: raccontare il lavoro, la dignità, la libertà e l’emancipazione attraverso la forza delle parole e delle note.
Le città delle Donne
Un viaggio tra Roma, New York, Città del Messico, Berlino, Santiago del Cile: città simbolo attraversate da donne che hanno fatto la Storia. Musica e poesia, diritti e lotta, amori e canzoni si fondono in uno spettacolo intenso con Paola Quagliata (voce), Nadio Marenco (fisarmonica) e Luca Garlaschelli (contrabbasso). Un racconto musicale che attraversa continenti e generazioni.
Il Ballonaio e la beffa di Verona
La storia vera di una straordinaria truffa orchestrata nel 1944 da tre partigiani ai danni dello stato maggiore nazista e del fascismo di Salò. Una pagina poco conosciuta della Resistenza italiana, proposta alle scuole attraverso il linguaggio del teatro dalla compagnia I Sottospirito, con sceneggiatura di Ermanno Mariani e regia di Paolo Muzio. Un appuntamento dedicato alle nuove generazioni, per custodire e trasmettere memoria.
Ad ora certa: una suite per Primo Levi
Una composizione originale per grande ensemble jazz in sei movimenti, composta e diretta da Luca Garlaschelli ed eseguita dalla Sugarino Project. Un percorso musicale che racconta la vicenda umana e politica di Primo Levi: dalla cattura come partigiano alla deportazione, fino al ritorno. La musica diventa racconto, riflessione, responsabilità.
Col vento nei capelli
Reading tutto al femminile dedicato alla scrittrice femminista palestinese Salwa Salem. Ruba Salih ne racconta la figura e la storia, accompagnata dalle letture di Dalal Suleiman tratte dal libro omonimo. Un intreccio di memoria personale e storia collettiva che parla di libertà, autodeterminazione e diritti delle donne.
Musica al Lavoro 2026 si conferma così uno spazio culturale che non separa arte e impegno civile, ma li tiene insieme. Un calendario che attraversa le grandi ricorrenze democratiche per trasformarle in occasioni vive di partecipazione.
Perché la cultura, quando incontra il lavoro e i diritti, non è solo spettacolo: è consapevolezza.
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