Attualità

Dalla classe del Nicolini al palco con Riccardo Muti, il salto di Manuela Mosca

C’è chi sogna di suonare in una grande orchestra, e poi c’è Manuela Mosca, che a soli 19 anni quel sogno lo sta già vivendo. Con il violino stretto tra le mani e il talento nel cuore, la giovane piacentina ha conquistato il pubblico sotto la bacchetta di uno dei più grandi maestri al mondo: Riccardo Muti. Manuela è entrata a far parte della prestigiosa Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, protagonista di un concerto straordinario che verrà trasmesso su Rai 1. Dietro a questo traguardo c’è talento, ma soprattutto passione, studio e determinazione. Nata e cresciuta musicalmente tra le aule del Conservatorio Nicolini di Piacenza, dove oggi frequenta il secondo anno del biennio accademico sotto la guida del maestro Antonio De Lorenzi, Manuela è già una delle promesse più brillanti del panorama musicale italiano.

Per entrare a far parte dell’Orchestra Cherubini – nata per volere di Riccardo Muti con l’obiettivo di valorizzare giovani talenti – Manuela ha dovuto superare una selezione tra le più competitive del settore. Il bando è stato pubblicato a marzo e, dopo un intenso periodo di preparazione, l’audizione si è svolta a giugno. Il percorso prevedeva una semifinale valutata da membri interni dell’orchestra, seguita da una finale in cui solo 21 violinisti su oltre 200 candidati sono stati scelti. A decretare i vincitori è stato Francesco Manara, primo violino del Teatro alla Scala di Milano. Manuela ha affrontato il tutto con lucidità e determinazione, spiccando per preparazione tecnica e sensibilità interpretativa. “Il successo di Manuela è motivo di grande orgoglio per tutto il Conservatorio,” commenta il presidente Massimo Trespidi.

“È la dimostrazione concreta di come l’alta formazione musicale possa aprire le porte ai più importanti palcoscenici internazionali.” Il debutto ufficiale con l’Orchestra Cherubini è avvenuto in due contesti di eccezionale valore: il 5 luglio al Ravenna Festival e il 7 luglio nella magnifica Valle dei Templi di Agrigento. Il programma era tutt’altro che semplice: la Sinfonia n. 4 “Italiana” di Mendelssohn, la Sinfonia n. 5 di Beethoven e l’ouverture dai “Vespri siciliani” di Verdi. La sinfonia di Mendelssohn, in particolare, è notoriamente temuta dai violinisti per la sua complessità tecnica ed è spesso scelta come brano d’audizione nei concorsi. Lo stesso Muti ha confidato all’orchestra di non aver mai diretto questo brano con la Cherubini, giudicandolo troppo difficile per un’orchestra giovanile. Un’affermazione che, se da un lato conferma l’eccezionalità del repertorio, dall’altro esalta il livello raggiunto dai giovani strumentisti coinvolti. “È stata una delle esperienze più stimolanti e formative della mia vita,” racconta Manuela. “Essere diretta da un maestro come Muti e affrontare un repertorio così impegnativo mi ha fatto crescere tantissimo. E poi… ero la più giovane dell’orchestra!”. Il concerto nella Valle dei Templi, sotto le stelle siciliane, resterà impresso nella memoria della giovane musicista per sempre. “Un momento unico, emozionante, irripetibile. Spero di poterlo rivivere,” dice con entusiasmo.

Chiunque voglia condividere quelle emozioni potrà farlo quando la serata di Agrigento sarà trasmessa su Rai 1, nella notte tra sabato 2 e domenica 3 agosto alle 00.30, portando la musica della Cherubini nelle case degli italiani.

A pochi giorni dall’inizio della produzione orchestrale, Manuela era appena rientrata in Italia da un altro momento cruciale del suo percorso: l’esperienza Erasmus a Bruxelles, conclusa il 27 giugno. Lì ha avuto la possibilità di studiare con Valery Oistrakh, nipote del celebre violinista David Oistrakh, un incontro che ha segnato profondamente la sua crescita musicale.

“È stato un anno davvero formativo, non solo dal punto di vista musicale, ma anche umano. Bruxelles mi ha insegnato a essere più indipendente, ad affrontare nuove sfide e a mettermi in gioco con musicisti di tutta Europa,” racconta. “Aver avuto come insegnante un violinista di quel calibro è stato fondamentale. Ringrazio davvero il Conservatorio Nicolini per avermi dato questa opportunità”. Il suo percorso nella Cherubini durerà tre anni, durante i quali potrà partecipare a nuove produzioni e collaborazioni di altissimo livello. Nel frattempo, continuerà i suoi studi a Piacenza, mantenendo sempre forte il legame con la città che ha visto nascere e crescere il suo talento.

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