Nelle aziende agricole è straniero il 56% dei dipendenti, il prefetto: “Servono progetti di inclusione sociale”

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Il nuovo prefetto di Piacenza Maurizio Falco in visita alla sede cittadina di Coldiretti. Lunedì 27 novembre, Sua Eccellenza è stato accolto nella sala consiglio dell’associazione, gremita per l’occasione. Il presidente Marco Crotti ha illustrato alcune delle principali criticità lamentate dal mondo agricolo, a cominciare dal problema dello spopolamento in montagna e dell’assenza di copertura telefonica in alcune zone del territorio. Il prefetto ha convenuto sulla gravità della situazione: “Un’economia fatta solo di convenienze economiche di bilanci, anche a costo di eludere la sicurezza – ha dichiarato – non può esistere nel Piacentino dove nel 2015 sono morte tre persone durante l’alluvione”.

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Il direttore di Epaca Riccardo Piras e il responsabile dell’Ufficio Paghe di Coldiretti Piacenza Giuseppe Barocelli Schianchi hanno invece presentato i dati sull’immigrazione per introdurre il tema dell’occupazione sul lavoro in campagna. I numeri illustrati confermano la massiccia presenza di lavoratori stranieri: dal 2012 al 2017 il patronato ha seguito 15mila nuovi utenti dei quali il 20% è di origini straniere. Barocelli Schianchi ha poi spiegato che nel 2017 Coldiretti Piacenza ha seguito 503 aziende con oltre 2mila dipendenti e di questi gli italiani sono il 44%, mentre i restanti sono comunitari ed extracomunitari. “Gli italiani – ha affermato Barocelli Schianchi – sono comunque aumentati rispetto al 2016 quando erano il 39%. Questo per effetto delle nuove normative sui voucher, che molti hanno sostituito con contratti di assunzione a tempo determinato”. Le mansioni svolte dai lavoratori stranieri sono soprattutto nelle stalle, come addetti al bestiame e alla mungitura.

Al termine delle due relazioni, il prefetto ha annunciato la volontà di convocare il consiglio territoriale sull’immigrazione e affrontare in quella sede i progetti di inclusione sociale, alla luce anche dei fondi messi a disposizione dall’Unione Europea.

Infine all’incontro si è parlato della siccità e dei danni provocati dalla fauna selvatica.

“Abbiamo agricoltori – ha affermato Crotti – esasperati dalle incursioni quotidiane da parte di cinghiali, caprioli e lupi che devastano e distruggono il loro raccolto e quindi il loro lavoro”.

“Come prefetto – ha affermato Falco – mi devo confrontare con le norme ma risulta evidente che il problema sia reale e che questa rabbia debba essere veicolata. Avvierò un confronto con i comuni per avere una fotografia della situazione sia dal punto di vista dei danni alle aziende sia in merito agli incidenti provocati dalla fauna selvatica”.

Al riguardo il direttore di Coldiretti Piacenza Giovanni Luigi Cremonesi ha informato il prefetto del report on line attivato da Coldiretti sul suo sito internet proprio per raccogliere le segnalazioni dei problemi provocati dagli animali selvatici alle aziende agricole. “A fine 2016 – ha dichiarato il direttore – lo abbiamo presentato in Regione e lo metteremo volentieri a disposizione anche della Prefettura”.

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