Attualità

Obesità infantile, il rischio di conseguenze a lungo termine. Monica Maj: “Puntare sulla varietà dei cibi, si mangia meno bene rispetto a prima” – AUDIO

Il problema dell’obesità in età infantile e adolescenziale rischia di non fermarsi ai primi anni di vita: il 55% dei bambini obesi mantiene la condizione durante l’adolescenza, mentre oltre il 70% degli adolescenti con obesità continua a esserlo anche in età adulta. I dati, emersi durante un convegno promosso dall’Istituto Superiore di Sanità, evidenziano le possibili conseguenze a lungo termine, tra cui un maggiore rischio di diabete, malattie cardiovascolari, tumori e disturbi psicologici. Sul tema è intervenuta a Radio Sound la dietista piacentina Monica Maj.

L’adolescenza è quel momento a volte in cui non si segue più le impostazioni date dalla famiglia, spiega la dietista piacentina Monica Maj: “Il modello deve essere dato già prima del parto dai genitori che sono i principali autori del cambiamento, cercando di aiutare poi i bambini nella varietà dei cibi. Mi rendo conto che con i ritmi di vita che abbiamo è molto più facile quando un bambino ci dice che non vuole qualcosa, poi non sottoporglielo più, però si rischia di creare dei piccoli estremamente selettivi che purtroppo puntano su carboidrati, grassi non buoni. Quindi si vanno a creare una serie di problematiche che poi pagheremo in futuro“.

Si mangia meno bene rispetto al passato?

Forse sì! Su questo punto io insisto sempre sul ruolo educativo della mensa, dove in realtà noi forniamo tutta una serie di alimenti che magari in famiglia non arrivano, tipo pesce, legumi, che i bambini comunque non provano. Poi più si cresce e più diventiamo selettivi. Basta pensare che i bambini tra 0 e 3 anni mangiano di tutto, ma già intorno ai due anni e mezzo iniziano ad avere i loro gusti alimentari.

Sull’obesità infantile, Monica Maj consiglia di non sottovalutare i campanelli d’allarme e di rivolgersi ad esperti. In primis ai pediatri e successivamente con la diagnosi di rivolgersi a una dietista o a un nutrizionista. Questo è estremamente importante, infatti il ruolo del pediatra è fondamentale, infatti anche le ASL hanno costituito degli ambulatori dell’obesità, proprio per supportare i pediatri di libera scelta in questo percorso.

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