Polemica su alcune conversazioni private scritte dagli esponenti del centrosinistra su un gruppo Whatsapp. Al centro dell’attenzione alcune presunte offese riferite alla consigliera di Fratelli d’Italia, Sara Soresi. La presidente del Consiglio comunale difende il contenuto dei messaggi e invita i consiglieri a mostrare i propri telefoni. Soresi: “Mi dica che è Scherzi a parte”. Barbieri: “Stiamo peggiorando”. Il caso è stato sollevato per primo dal consigliere di centrodestra, Jonathan Papamarenghi.
Il caso approda in Consiglio comunale e accende uno scontro politico dai toni particolarmente duri, che finisce per coinvolgere direttamente anche la presidente dell’assemblea, Paola Gazzolo.
Al centro della polemica, non soltanto il contenuto dei messaggi circolati all’interno della conversazione privata, ma anche la mancata presa di posizione denunciata dai consiglieri di centrodestra e il tema del rispetto istituzionale.
A sollevare con forza la questione è Massimo Trespidi, consigliere della civica di centrodestra, che si rivolge direttamente a Gazzolo chiedendole di esercitare il proprio ruolo di garanzia nei confronti di tutti i componenti dell’assemblea, indipendentemente dall’appartenenza politica.
“In base alle prerogative che il suo compito le assegna, tuteli anche i consiglieri comunali”, esordisce Trespidi, per poi affondare il colpo: “Io non accetto di sentire certe cose in una chat da parte di un sindaco e non accetto nemmeno il silenzio delle consigliere, che è ignobile come silenzio, ignobile”.
Il consigliere insiste soprattutto sulla disparità di trattamento che, a suo giudizio, emergerebbe nella difesa delle donne impegnate in politica: “Non è che ci sono donne di sinistra che vanno tutelate e donne di destra che non vanno tutelate”.
L’attacco coinvolge direttamente la presidente del Consiglio comunale, accusata di non aver pronunciato parole di condanna per quanto accaduto.
“È un fatto gravissimo, lo dico come uomo, ed è gravissimo che su questo abbiamo ascoltato il suo silenzio, Presidente”, conclude Trespidi.
Sulla stessa linea Nicola Domeneghetti, consigliere di Fratelli d’Italia, che lamenta l’assenza di scuse e di una presa di distanza da parte della maggioranza.
“Mi sarei aspettato una presa di posizione e delle scuse per quello che è successo”, osserva, richiamando anche un precedente intervento della consigliera Pagani, che aveva attribuito all’opposizione una responsabilità politica rispetto a messaggi d’odio comparsi sui social.
“Noi qua facciamo il nostro mestiere, facciamo l’opposizione”, rivendica Domeneghetti, distinguendo l’attività politica dai comportamenti degli utenti sui social.
Nel confronto viene chiamata in causa anche Sibilla Brusamonti, consigliera della civica di centrosinistra, che replica con parole taglienti: “Riusciamo a raschiare il fondo qua, il fondo, noi lo raschiamo”.
Ma è soprattutto l’intervento di Paola Gazzolo a far salire ulteriormente la tensione.
La presidente del Consiglio comunale respinge la ricostruzione dell’opposizione e difende quanto avvenuto nella conversazione privata.
“Sono andata a rivedere la storia, io sono in 500 chat, e nessuno, ve lo assicuro, in quella chat ha insultato la consigliera Soresi”, afferma.
Secondo Gazzolo, i messaggi riguardavano una fotografia pubblicata della consigliera e non costituivano un attacco personale.
“Semplicemente sono stati commenti su una foto, non sulla consigliera Soresi”, sostiene, aggiungendo un’osservazione destinata ad alimentare ulteriormente la polemica: “Con franchezza anche a me sembrava un po’ ritoccata, ma ritoccata non dalla consigliera, perché la consigliera è molto più bella di quella foto”.
La presidente solleva inoltre il problema della diffusione di messaggi estrapolati da una conversazione privata, sottolineando come possano generare “gravi incomprensioni” e chiedendosi chi abbia deciso di farli circolare.
Poi arriva la provocazione rivolta ai consiglieri: “Vi chiedo di darmi i vostri telefoni. Se nessuno ha nulla da nascondere, mi date i vostri telefoni e vediamo che cosa c’è scritto”.
Parole che provocano la reazione immediata di Sara Soresi.
La consigliera di Fratelli d’Italia risponde con un misto di incredulità e ironia: “La prego, mi dica che c’è Scherzi a parte lì fuori. Questo era il suo intervento davvero? Il suo intervento da presidente del Consiglio era questo?”.
Soresi contesta in particolare il fatto che Gazzolo abbia concentrato la propria risposta sulla fotografia anziché sul comportamento contestato agli esponenti della maggioranza.
“Mi conferma che lei, come presidente del Consiglio, sta dicendo che non ha niente da dire alle sue consigliere?”, domanda.
La consigliera richiama inoltre un passaggio della conversazione che, a suo dire, sarebbe stato omesso nella ricostruzione della vicenda: “C’era anche un pezzettino prima girato dal sindaco che avete volutamente tralasciato”.
Infine, risponde con una battuta alle osservazioni sulla sua immagine: “La foto non è ritoccata, è di tre anni fa. Probabilmente stare in questo Consiglio mi ha fatto invecchiare”.
A intervenire è anche l’ex sindaca Patrizia Barbieri, esponente della civica di centrodestra, che critica soprattutto la richiesta di Gazzolo di mostrare i telefoni.
“Stiamo peggiorando”, esordisce. “Presidente, lei non mi può dire: fateci vedere i vostri telefoni, così vediamo che cosa avete scritto voi”.
Barbieri riconosce che la diffusione dei messaggi privati rappresenta a sua volta un problema: “Partiamo dal presupposto che chi ha diffuso non doveva diffondere”.
Ma, aggiunge, una volta emerso il contenuto della conversazione, la questione non può essere liquidata richiamandone soltanto la natura privata.
“Al di là degli insulti rivolti da qualcun altro alla collega, che avete condiviso e sui quali avete riso, è grave secondo me”, osserva Barbieri, spostando poi l’attenzione su un problema più ampio: “Da lì è partito un discorso che è andato oltre, che è la derisione, la mancanza di rispetto. E la mancanza di rispetto in quest’aula molte volte l’abbiamo riscontrata”.
Per l’ex sindaca, insomma, la vicenda non può trasformarsi in una gara a chi abbia scritto i messaggi peggiori nelle conversazioni private.
“Non possiamo concludere una seduta dicendo: fammi vedere il tuo telefono, chissà cosa hai scritto tu, chissà cosa ha scritto lui”.
Il confronto lascia così aperta una frattura politica che va oltre la singola fotografia e i messaggi circolati nella chat.
Da una parte l’opposizione, che denuncia una mancanza di rispetto nei confronti di Sara Soresi e chiede alla presidente del Consiglio comunale una presa di posizione istituzionale. Dall’altra Gazzolo, che nega la presenza di insulti nella conversazione, contesta la diffusione di messaggi estrapolati dal loro contesto e respinge le accuse.
Resta soprattutto il nodo politico sollevato durante il dibattito: dove finisce la libertà di una conversazione privata tra esponenti politici e dove comincia la responsabilità istituzionale di chi partecipa alla vita pubblica?
Una domanda sulla quale, almeno dagli interventi in aula, maggioranza e opposizione appaiono tutt’altro che vicine.
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