Dai mosaici ravennati a Giotto alle incisioni di Dürer, dall’empireo di Correggio al romanticismo di Constable, fino al celebre Viandante sul mare di nebbia di Friedrich e alle sonorità rarefatte di Claude Debussy, le nuvole attraversano i secoli come simbolo di tensione verso l’altrove. Dal 1° aprile con il progetto inedito Oltre le nuvole. Beyond the Clouds, XNL Piacenza. Centro d’arte contemporanea, teatro e musica della Fondazione di Piacenza e Vigevano attiva un racconto polifonico che attraversa e connette tutti i suoi spazi, mettendo in relazione linguaggi diversi della contemporaneità attorno al tema suggestivo del cielo e delle sue trasformazioni.
Fino al 5 luglio 2026, una mostra d’arte, una rassegna teatrale e un percorso sonoro si intrecciano per restituire al visitatore un immaginario comune declinato da prospettive differenti, valorizzando la vocazione sperimentale di XNL e la sua identità di ricerca e contaminazione tra le arti. Ispirandosi alla Trilogia della pianura di Kent Haruf – romanziere statunitense scomparso nel 2014 – opera letteraria in cui il paesaggio non è un luogo ma un’idea, un sentimento che si fa spazio, Oltre le nuvole si configura come un viaggio tra arte contemporanea, narrazioni filmiche, ambienti sonori e voci poetiche. Un percorso che evoca la pianura raccontata dalla letteratura e dal cinema, un mondo in cui i sensi abitano lo stesso paesaggio, tra silenzi e suoni, isolamento e condivisione, luci e nebbia.
Fino al 5 luglio 2026, una mostra d’arte, una rassegna teatrale e un percorso sonoro si intrecciano per restituire al visitatore un immaginario comune declinato da prospettive differenti, valorizzando la vocazione sperimentale di XNL e la sua identità di ricerca e contaminazione tra le arti. Ispirandosi alla Trilogia della pianura di Kent Haruf – romanziere statunitense scomparso nel 2014 – opera letteraria in cui il paesaggio non è un luogo ma un’idea, un sentimento che si fa spazio, Oltre le nuvole si configura come un viaggio tra arte contemporanea, narrazioni filmiche, ambienti sonori e voci poetiche. Un percorso che evoca la pianura raccontata dalla letteratura e dal cinema, un mondo in cui i sensi abitano lo stesso paesaggio, tra silenzi e suoni, isolamento e condivisione, luci e nebbia.
Curata da Chiara Gatti, Paola Pedrazzini, Gianmarco Romiti con la partecipazione del collettivo Storyville, la mostra esplora il tema delle nuvole nella loro dimensione visiva e simbolica, attraversando arte, letteratura, cinema e poesia. Il percorso è affidato allo sguardo di diciotto artisti contemporanei – Olivo Barbieri, Leandro Erlich, Laura Grisi, Jeppe Hein, Dominic Kiessling, Laetitia Ky, Piero Manzoni, David Medalla, Filippo Minelli, Marie-Luce Nadal, Mauro Pace, Gabriele Picco, Marco Ricci, Martin Romeo, Denis Santachiara, Mario Schifano, Fausta Squatriti, Alfred Stieglitz, Storyville – posti in dialogo ideale con figure chiave dell’antico e del moderno, assunte come riferimenti iconografici di una tradizione visiva senza tempo.
La mostra intreccia dipinti, sculture, installazioni site-specific e sequenze di film entrate nell’immaginario collettivo, tratte da capolavori di Federico Fellini, Ermanno Olmi, Akira Kurosawa, Pier Paolo Pasolini e Theo Angelopoulos, costruendo – tra le ampie sale e gli scaloni liberty di XNL – un unico paesaggio sensoriale che coinvolge anche XNL Teatro e XNL Musica nella progettazione di un’esperienza immersiva e visionaria.
“In giorni bui in cui le nuvole quotidiane sono fumi di guerra, la mostra dichiara sin dal titolo che, oltre le nuvole, si aprono orizzonti che trascendono i drammi del presente. – dichiara la curatrice Chiara Gatti – Resta, tuttavia, la consapevolezza che l’arte abbia il compito e la responsabilità di raccontare la realtà. Così, appellandosi all’iconografia eterna del cielo, ricchissima di significati e simbologie, il percorso varca luoghi liminali, spazi di trasformazione, dove l’immagine della nuvola, nelle sue declinazioni sensoriali, si fa utopia, ma anche invito a sollevare lo sguardo – non come fuga o evasione – ma come prospettiva altra e possibile, mirabilmente espressa nell’opera Free di Laetitia Ky, con le sue ali della libertà aperte verso l’orizzonte”.
Le nuvole sono “Dee solenni” diceva Socrate nel celeberrimo poema di Aristofane, Le nuvole: “Esse le idee ci dànno, la dialettica, la ciurmeria, l’ingegno, la chiacchiera, il ghermire concetti, il dar nel segno!”.
Da allora, continuano ad affascinare artisti e autori, ispirando nuovi linguaggi e stimolando la sperimentazione, senza perdere la densità simbolica che le attraversa: allegoria di tensioni e stati d’animo, rappresentazione di concetti che spaziano dal divino al potere, dall’aldilà alla melanconia. Metafora delle nostre proiezioni mentali, in cui temi terreni si trasfigurano in dimensione universale – il viaggio, il desiderio, l’ignoto – le nuvole diventano spazio di contemplazione del cosmo e dello spirito, luogo di confine tra visibile e invisibile.
Con un allestimento curato da Massimo Ferrari, Claudia Tinazzi e Annalucia D’Erchia del Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito del Politecnico di Milano, l’esposizione si sviluppa su due livelli articolati in due sezioni distinte.
Al piano terra, un ambiente fluido e immersivo accoglie installazioni site-specific, integrate da un’esperienza sonora, ideata da XNL Musica e dal Dipartimento di Nuovi Linguaggi del Conservatorio di Piacenza. Un sistema audio multicanale traccia un movimento ascensionale e discendente – dal silenzio alla pienezza e ritorno al vuoto – evocando forze naturali, vibrazioni siderali e dimensioni invisibili. Il dispositivo percettivo invita così il pubblico a superare i confini fisici dello spazio espositivo, costruendo un ponte esperienziale verso ciò che si estende oltre il pensiero, oltre le nuvole.
Curato da Gianmarco Romiti, il percorso sonoro presenta un’installazione audio sperimentale del compositore S. Ali Hosseini, concepita per trasformare lo spazio espositivo in un ambiente sonoro immersivo e tridimensionale. Attraverso tecnologie acustiche spaziali e dispositivi interattivi, le composizioni si articolano nello spazio permettendo di percepire il suono come presenza fisica e narrativa. L’opera si configura come un corpo sonoro dinamico, in cui l’ascoltatore diventa parte integrante di un paesaggio uditivo in continua trasformazione, evocando la leggerezza e la mutevolezza delle nuvole, il loro stato sospeso tra visibile e invisibile.
“In dialogo con le installazioni visive di XNL Arte e le performance di XNL Teatro, l’installazione sonora contribuisce a costruire un’esperienza polifonica e multisensoriale – dichiara il curatore Gianmarco Romiti –. Lo spettatore viene così guidato in un viaggio tra luce, ombra, immagini, parole e suoni, dove l’elemento sonoro non si limita a accompagnare la visione, ma diventa esso stesso materiale narrativo, evocando la leggerezza, la potenza e la mutevolezza delle nuvole e del cielo. Attraverso questo intervento, XNL Musica consolida il suo ruolo di laboratorio di sperimentazione, esplorando nuove possibilità di interazione tra arte, tecnologia e percezione sensoriale, e contribuendo a fare della mostra Oltre le nuvole un’esperienza immersiva, intensa e totalizzante, capace di stimolare riflessione, emozione e stupore.”
Concepita come un dispositivo sonoro a progressione spaziale, l’installazione lungo il salone e nell’ingresso prevede un primo livello di diffusione tramite altoparlanti che generano un paesaggio sonoro a bassa intensità e ampia dispersione, pensato per non imporsi come elemento dominante. Attraverso variazioni controllate, il suono introduce una graduale polarizzazione percettiva che orienta il pubblico verso il fulcro dell’opera: un sistema multicanale a otto diffusori disposti in circolo in un ambiente essenziale con illuminazione minima, progettato per ridurre le interferenze visive e favorire un ascolto prolungato. Il passaggio da una diffusione ambientale a un campo immersivo focalizzato garantisce coerenza spaziale, gradualità narrativa e una gestione precisa della dinamica sonora.
Al primo piano il percorso si sviluppa tra pittura, scultura e videoinstallazioni con footage d’archivio a cura di Storyville, che rielaborano materiali cinematografici e iconografici per indagare il cielo e le nuvole come spazi simbolici di osservazione, trasformazione e immaginazione.
XNL Teatro cura, da un lato, gli affondi narrativi che accompagnano il visitatore nel percorso della mostra, dall’altro propone Delle nuvole o dell’identità, un trittico di appuntamenti a cura di Paola Pedrazzini, in cui i linguaggi del teatro contemporaneo offrono nuove prospettive sui temi dell’identità, della memoria, del sogno e dell’illusione:
“Ho osservato le nuvole come qualcosa che ci somiglia: instabili, mobili, in continua trasformazione. Anche l’identità è così. Non è fissa. Si costruisce nel tempo. Panta rei diceva Eraclito: tutto scorre. – dichiara la curatrice Paola Pedrazzini – Un altro aspetto mi affascina: guardando le nuvole, ciascuno vede qualcosa di diverso. Un volto, un animale, un paesaggio. È la pareidolia, ma è anche immaginazione e proiezione. E, in fondo, accade lo stesso con le persone: l’identità non è solo ciò che siamo, ma anche ciò che gli altri riconoscono e riflettono su di noi. Un gioco di sguardi, uno spazio di relazione. Infine, le nuvole non esistono isolate: modellate da vento, temperatura… Sono parte di un sistema. Così anche l’identità è intreccio: territorio, memoria, incontri. Siamo il risultato di forze visibili e invisibili che ci attraversano”.
A partire da queste riflessioni sulle “nuvole” come metafora esistenziale dell’“identità” umana, prende forma un trittico di spettacoli affidati a tre grandi artisti della scena teatrale contemporanea, tre storie diverse in cui il tema dell’identità prende corpo attraverso linguaggi e declinazioni differenti. Tre sguardi che dialogano idealmente tra loro.
Il programma si apre il 21 marzo con Autoritratto di e con Davide Enia, vincitore di due Premi Ubu 2025 come miglior attore o performer e per il miglior nuovo testo italiano. A partire dalla Palermo degli anni Ottanta e dalle stragi del 1992, Enia intreccia “cunto”, parola, corpo e dialetto per dare vita a un autoritratto intimo e collettivo: una tragedia civile che interroga il rapporto tra individuo e comunità, tra memoria privata e storia pubblica.L’identità emerge qui come processo di autoanalisi doloroso e necessario, specchio delle contraddizioni familiari e sociali che attraversano un’intera città.
Secondo appuntamento il 16 aprile con Nel blu. Avere tra le braccia tanta felicità, spettacolo di e con Mario Perrotta dedicato alla figura e alle musiche di Domenico Modugno, anch’esso insignito del Premio Ubu 2025 per il miglior progetto sonoro. Attraverso le canzoni che hanno segnato l’immaginario collettivo del Paese, lo spettacolo compone il ritratto di un artista e, insieme, di un’Italia sospesa tra ricostruzione e desiderio di felicità. L’identità qui si declina come slancio vitale e costruzione culturale condivisa: il sogno di “volare” diventa gesto simbolico di emancipazione individuale e collettiva.
Chiude il trittico il 6 maggio, Re Lear è morto a Mosca, uno spettacolo collettivo con la regia dell’artista argentino César Brie, che rievoca la storia del Goset, il teatro ebraico di Mosca, tra i più importanti del Novecento. Attraverso le figure di Michoels e Zuskin, perseguitati dal regime staliniano, lo spettacolo riflette sull’identità dell’artista e sul rapporto tra arte e potere, libertà creativa e repressione. Il riferimento al Re Lear shakespeariano diventa metafora della fragilità e della resistenza dell’atto teatrale: un volo poetico che può costare la vita, ma che continua a interrogare il presente.
I tre spettacoli delineano percorsi differenti – intimo, collettivo, artistico – che si intrecciano con il progetto espositivo, ampliandone le prospettive. Nel dialogo tra arti visive e teatro, il primo piano di XNL diventa così uno spazio di attraversamento critico e poetico, dove sogno e memoria, illusione e trasformazione si offrono come strumenti per interrogare il presente e immaginare nuove possibilità dell’essere.
Attorno alla mostra Oltre le Nuvole XNL Piacenza, centro di riferimento per la formazione e la sperimentazione educativa nell’ambito delle arti contemporanee, dedica alle scuole di ogni ordine e grado, una proposta di attività didattiche gratuite per avvicinare studenti e docenti alle opere e ai temi sollevati dagli artisti, con un approccio attivo, critico e inclusivo. Per informazioni sull’offerta didattica, a cura di Enrica Carini, è possibile scrivere a edu@xnlpiacenza.it.
La mostra Oltre le nuvole propone inoltre un percorso inclusivo che nasce in stretta collaborazione con l’Unione dei Ciechi e degli Ipovedenti di Piacenza, grazie al prezioso contributo del suo presidente, Filippo Siciliano, che ha affiancato i curatori nella progettazione di un’esperienza realmente accessibile.
La mostra è pensata per essere attraversata, ascoltata e toccata: installazioni immersive permetteranno infatti ai visitatori di abitare le nuvole, percepirne la presenza grazie a un paesaggio sonoro dedicato e a narrazioni teatrali evocatrici del loro significato più profondo. Le opere pittoriche, fotografiche e scultoree saranno accompagnate da descrizioni audio attivabili tramite QR Code, con testi appositamente redatti per una fruizione sensoriale e coinvolgente.
Al primo piano, il dipinto di Marco Ricci, Paesaggio con cascata, potrà essere indagato nei dettagli, tramite la sua riproduzione tattile, mentre una delle sculture di Gabriele Picco verrà riprodotta in 3D per consentire alle dita l’esplorazione plastica. L’intero progetto si fonda sull’idea che l’accessibilità non sia un servizio aggiuntivo, ma un principio curatoriale capace di ampliare e arricchire l’esperienza di tutti i diversi pubblici.
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