Omicidio di Caorso, la lite sarebbe nata da dissidi lavorativi. In particolare riguardanti la raccolta e commercializzazione del ferro. Per ferire Bramante, Baletta ha usato un coltello di 30 centimetri. Dalla conferenza stampa in Procura sono emersi nuovi particolari sui fatti accaduti lunedì 13 gennaio che hanno portato all’arresto, con l’accusa di omicidio volontario, di Luigi Baletta.
I due contendenti si sarebbero incontrati per caso lunedì intorno alle 20 nei pressi di un bar in via Roma a Caorso. Dopo alcune parole, Bramante e Baletta avrebbero cominciato un alterco legato al loro lavoro, la raccolta del ferro. Il presunto omicida durante la lite ha raccontato di essere stato colpito e di essere poi entrato nel bar per prendere il coltello. E proprio con questo coltello lungo 30 centimetri, con 18 centimetri di lama, avrebbe poi colpito al polso e alla coscia Bramante. L’arma del delitto è stata poi riportata nel bar, lavata dalla titolare e gettata in un cassonetto.
Sabato 18 gennaio è in programma l’autopsia sul corpo della vittima per comprendere anche la profondità delle ferite.
Bramante dopo essere stato colpito si è recato assieme alla convivente alla stazione dei Carabinieri, dove ha perso i sensi. I militari hanno aiutato il 52enne e chiamato i soccorsi, ma la corsa in ospedale si è rivelata inutile.
“I Carabinieri hanno fatto davvero un ottimo lavoro – spiega il Pm Antonio Colonna – sia per l’assistenza a Bramante che per il profilo delle indagini. Infatti in tempi rapidissimi sono state individuate le persone che potevano raccontare i fatti. Una volta accertati i luoghi e i tempi sono scattate le indagini per trovare l’arma del delitto. Un coltello di cucina piuttosto importante, prima usato per colpire Bramante e poi riportato nel bar. Il movente sembrerebbe essere legato esclusivamente a dissidi lavorativi”
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