Omicidio Pomarelli, Elisa non si è difesa mentre Massimo la strangolava

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Cinque mesi dopo l’omicidio, arrivano i primi risultati dell’autopsia sul cadavere di Elisa Pomarelli. La ragazza di 28 anni uccisa il 25 agosto scorso da Massimo Sebastiani, 45 anni.

“Forse non è più il caso di vederci così spesso”. Sarebbero state queste parole, pronunciate da Elisa, a scatenare il raptus omicida che ha spinto Sebastiani a strangolare la 28enne. E’ accaduto all’interno del pollaio nei pressi dell’abitazione del 45enne, a Campogrande di Carpaneto. Lo ha raccontato lo stesso Massimo Sebastiani agli inquirenti.

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Il racconto pare essere confermato dalle prime risultanze dell’autopsia eseguita all’istituto di Medicina Legale di Pavia. In particolare si tratta della perizia genetica, condotta da Pierangela Grignani. Sul cadavere di Elisa non ci sono tracce di dna di Massimo, nemmeno sotto le unghie della ragazza. Un elemento che esclude qualsiasi tentativo di difesa da parte della 28enne. Non ci sarebbe stata alcuna colluttazione, e questo sarebbe compatibile con il racconto di Sebastiani.

Questi sono i primi risultati dell’autopsia eseguita il 12 settembre scorso, cinque giorni dopo il rinvenimento del cadavere di Elisa, avvenuto il 7 settembre. Ora si attende il referto definitivo, in seguito al quale la Procura potrebbe concedere il nulla osta per i funerali.

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