Attualità

Azioni concrete per gli orfani di femminicidio, incontro in Provincia di Piacenza: “Patiscono ferite profonde sul piano personale”

“Oltre il silenzio: impegno istituzionale e tutele legislative per le donne e gli orfani di femmicidio”: è questo il titolo del convegno che si è svolto questa mattina, 18 marzo, nella Sala Consiliare della Provincia di Piacenza, su iniziativa del Tavolo provinciale contro la violenza alle donne e di genere, presieduto dalla Consigliera alle Pari Opportunità Nadia Pompini.

L’evento

L’evento è stato aperto dai saluti istituzionali della Presidente della Provincia Monica Patelli che ha sottolineato come sensibilizzare al rispetto di sé de degli altri e alla non violenza sia una sfida culturale che interpella tutti. In occasione del 18 marzo, Giornata nazionale in memoria di tutte le vittime della pandemia da coronavirus, Patelli ha quindi invitato a rispettare un minuto di silenzio in ricordo di tutti coloro che hanno perso la vita a causa del covid-19, sottolineando come il territorio Piacentino sia stato particolarmente colpito.

All’incontro dedicato al delicato tema degli orfani di femminicidio, hanno preso parte, oltre alle tante realtà che compongono il Tavolo e alle numerose autorità civili e militari, anche diverse classi delle scuole superiori della provincia di Piacenza (in parte in presenza, in parte collegate da remoto). Il consigliere regionale Lodovico Albasi ha portato il saluto del Presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale.

La testimonianza

Proprio la video-testimonianza di un’orfana di femminicidio ha quindi introdotto il delicatissimo tema al centro del convegno “Oltre il silenzio”: Giovanna ha infatti ripercorso la sua dolorosa, personale vicenda che da bambina l’ha vista perdere la madre e la nonna per mano di suo padre biologico. La stessa Giovanna però, oggi docente di una scuola del piacentino, ha anche parlato del suo percorso di rinascita nel quale i suoi genitori adottivi hanno avuto un ruolo fondamentale. Per questo, appena divenuta maggiorenne, come un grazie perenne, ha scelto di prendere il loro cognome: Cardile.

‹‹Gli orfani di femminicidio rimangono soli e patiscono ferite profonde sul piano personale, sociale ed economico – ha evidenziato Gloria Zanardi, Consulente esterno della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere -: momenti di riflessione e confronto, soprattutto con il coinvolgimento delle nuove generazioni, aiutano a comprendere i loro bisogni e a costruire una cultura di solidarietà concreta. Il legislatore, anche grazie al lavoro della Commissione parlamentare sul femminicidio, ha rafforzato con il tempo gli strumenti a loro tutela – ha osservato Zanardi -, ma occorre continuare a consolidare la rete di sostegno e la consapevolezza collettiva››. Zanardi ha inoltre compiuto un excursus sulle leggi vigenti in materia.

Il centro antiviolenza di Piacenza

Al convegno sono intervenute anche Donatella Scardi ed Anna Gallazzi del Centro antiviolenza “La città delle donne O.d.v.” che hanno evidenziato l’importanza della diffusione della cultura del rispetto e della parità di genere quali strumenti di prevenzione.

La parola è poi passata a Roberta Beolchi, presidente dell’associazione “Edela” per gli orfani di femminicidio e autrice del libro “Fata Mamy e la magia dell’amore”, già presentato alla Camera dei Deputati: un volume finalizzato ad insegnare ai più piccoli, grazie ad una storia fiabesca, il valore delle relazioni sane, l’importanza di accettare un no e di riconoscere la bellezza delle differenze, un libro la cui prefazione è stata curata proprio dalla Presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul femmicidio nonché su ogni forma di violenza di genere Onorevole Martina Semenzato.

L’obiettivo

‹‹L’obiettivo di questo Tavolo è trasformare i convegni in azioni concrete”, ha spiegato la Consigliera provinciale alle Pari Opportunità Nadia Pompini, Presidente del Tavolo contro la violenza alle donne e di genere.

‹‹Parlando di orfani di femminicidio oggi, di fatto, arriviamo a parlare della violenza assistita: dunque, come riconoscere i segnali? Come interpretarli? Su questo fronte, la Provincia si è impegnata in questi mesi offrendo una formazione mirata per docenti, acquistando e distribuendo il libro “Fata Mamy e la magia dell’amore” per educare i più piccoli al rispetto e promuovendo vari progetti nelle scuole. Il Tavolo prosegue ora il suo percorso rivolgendosi ai cittadini, alle donne, ai giovani e ai sindaci fornendo strumenti reali, favorendo la riflessione; tutto nasce infatti da una domanda che dovremmo farci più spesso: quanti ragazzi si sono accorti che ciò che accadeva in casa non era normale prima della tragedia? Quanti hanno chiesto aiuto? Il nostro percorso non si conclude dunque, ma parte-riparte proprio da qui››.

Anche con nuove sinergie. Come quella con la Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati (di cui la Provincia è socio fondatore), rappresentata dalla direttrice Elena Zaccherini, intervenuta da remoto al termine del convegno per illustrare l’attività della Fondazione ed esprimere la disponibilità a collaborare.

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