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Pale eoliche sui monti di Ferriere, la petizione contro il progetto supera le 5 mila firme. La Sindaca: “Faremo tutto il possibile per fermarlo” – AUDIO

“I crinali del Comune di Ferriere sono un patrimonio naturale, storico e paesaggistico di inestimabile valore. Si tratta di territori di montagna, ancora in gran parte integri, ricchi di biodiversità, risorse idriche, boschi e pascoli, che raccontano e si nutrono di un equilibrio delicato tra ambiente, comunità locali e storia“.

Inizia così la petizione avviata sul portale Change.org dal sindaco Carlotta Opizzi contro l’installazione di 7 pale eoliche sui crinali nel comune di Ferriere. Parliamo di sette strutture con diametro di 136 m e da una pala di larghezza pari a 66,66 m, con un’altezza complessiva minima di 180 m. Una potenza complessiva di 31,5 MW, opere di connessione elettrica che interesseranno anche il territorio del Comune di Santo Stefano d’Aveto (GE), nell’Alta Val d’Aveto.

Carlotta Oppizzi Sindaca di Ferriere

Per l’Amministrazione Comunale si tratta di progetto presentato come “sostenibile”, che in realtà comporta gravi impatti ambientali, paesaggistici e sociali in un’area montana fragile e ancora autentica.

Quali sono le maggior preoccupazioni?

La preoccupazione è relativa alle dimensioni dell’impianto che comporterebbero lo stravolgimento dello stato dei luoghi. Inoltre ci sarebbero problemi enormi di viabilità, di spazi, di perdita di identità. Quindi tutta una serie di cose alle quali non vogliamo neanche pensare e che vogliamo assolutamente evitare.

Vi state già muovendo

Si, faremo tutto il possibile per raccogliere quante più osservazioni possibili anche dai privati. Organizzeremo incontri, ci sposteremo, ci faremo sentire presso tutti gli enti competenti. Insomma sarà un mese di grandissimo lavoro ma dobbiamo assolutamente fare tutto quello che è possibile per fermare questo progetto che è talmente folle che non voglio nemmeno pensare che si possa realizzare.

La petizione

La petizione è iniziata il 24 gennaio e ha già raccolto 5102 firme (dato aggiornato alle ore 9 del 27 gennaio).

“Non è vero sviluppo sostenibile. Costruire un impianto eolico industriale in un’area montana incontaminata richiede sbancamenti massicci, nuove strade e piazzole in cemento armato, trasporto eccezionale di componenti giganti, impatto permanente su habitat naturali e paesaggi di alta quota. Questa non è energia pulita: è trasformazione irreversibile del territorio in nome di interessi industriali privati“.

L’INTERVENTO DEL GAEP

GAEP – Gruppo Alpinisti Escursionisti Piacentini APS, relativo alla 80ª Assemblea dei soci, svoltasi il 24 gennaio 2026, durante la quale sono stati presentati il bilancio delle attività 2025, il rinnovo del Consiglio Direttivo e le principali linee di indirizzo per il prossimo triennio.

Nel comunicato è volutamente dato spazio anche alla forte preoccupazione dell’associazione in merito al progetto di impianto eolico sul Monte Crociglia.
Come GAEP non possiamo che esprimere una posizione contraria a questo intervento: siamo i primi soggetti che, con il Rifugio “Vincenzo Stoto” situato al passo del Crociglia, verrebbero direttamente colpiti e lesi, e questo ci preoccupa in modo inevitabile e concreto. Ma, ancor prima, non possiamo non considerare l’impatto devastante che un’opera di tali dimensioni avrebbe sui nostri monti, su un territorio fragile, storico e profondamente vissuto.

Desideriamo sottolineare che la nostra non è una contrarietà ideologica alla transizione energetica, che riteniamo necessaria, bensì una presa di posizione responsabile rispetto a un progetto che, per localizzazione e scala, non può essere considerato sostenibile per questo contesto montano.
Il GAEP sta analizzando con attenzione l’intera documentazione tecnica disponibile, con l’obiettivo di contribuire al dibattito attraverso osservazioni puntuali, motivate e non di parte, esclusivamente a tutela della montagna e delle comunità che la vivono.

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