A una quota di poco superiore ai 500 metri, la stessa impiegata nei lanci operativi di guerra, con le porte aperte dei due Lockheed C-130 egiziani e la sirena in funzione, i paracadutisti della “Compagnia El Alamein” si sono lanciati nel vuoto, atterrando sulle storiche linee del fronte della Folgore, in un gesto carico di memoria, onore e profondo significato simbolico.
«Il ricordo delle battaglie in Egitto, e del sacrificio di tanti paracadutisti, è per noi un obbligo e per questo partecipiamo ogni anno all’El Alamein project, iniziativa che vuole ricordare quei ragazzi, lo spirito di corpo e i valori che noi portiamo avanti» afferma Fabio Scrollavezza, presidente della sezione piacentina dell’Anpd’i (Associazione nazionale paracadutisti d’Italia).
Quest’anno, i parà sono tornati a lanciarsi sulle posizioni tenute dalla Folgore tra il luglio e il novembre del 1942.
I piacentini Alessandro Centenari (42 anni), Pietro Coppelli (68 anni), Carlo Dinicoli (69 anni), Francesco Donetti (50 anni), Luigi Sirocchi (63 anni) ed Emanuele Solari (57 anni) sono 6 degli oltre 100 paracadutisti della “Compagnia El Alamein”, articolata in quattro plotoni, che il 17 ottobre 2026 si sono lanciati sul fronte di guerra della Folgore, ad El Alamein, per la ricorrenza dell’84° anniversario dell’omonima battaglia.
Dopo l’atterraggio, la Compagnia ha visitato il Sacrario italiano, all’imbrunire, dove il sottosegretario alla Difesa, Isabella Rauti, ha portato i propri saluti ai parà. Sul sagrato, il cappellano della Folgore, Padre Michele, Francescano, che si era lanciato in tandem insieme ai “suoi” ragazzi, ha celebrato la messa.
Giunti in Egitto il 14 ottobre, i paracadutisti italiani hanno dimostrato la tipica determinazione e resilienza che contraddistingue l’animo del paracadutista: «Uomini che, incuranti dell’età e di qualche inevitabile acciacco – dice Scrollavezza – perseguono con tenacia l’obiettivo di lanciarsi sulle stesse sabbie dove combatterono i Leoni della Folgore».
«Al termine di alcuni giorni di ricondizionamento fisico nella base di Cairo East Air Base, il comandante del comparto addestrativo della Airborne egiziana – racconta Alessandro Centenari – ha espresso parole di sincero apprezzamento per il valore e la disciplina dimostrati. In segno di stima e fratellanza, ha regalato alla “Compagnia El Alamein” una targa commemorativa, suggellando così un incontro all’insegna del rispetto, della memoria e della comune tradizione militare».
L’evento è stato organizzato dal paracadutista Walter Amatobene di Parma, referente nazionale del “Team Folgore Protezione Civile” e vicepresidente di El Alamein Project oltre che responsabile di tutte le operazioni nazionali e internazionali legate al progetto.
Un ruolo di rilievo è ricoperto anche dal professor Aldino Bondesan, docente dell’Università degli Studi di Padova e presidente di El Alamein Project.
Per la storia, i Leoni della Folgore non si arresero mai agli inglesi e, avendo terminato cibo e munizioni da una settimana, attesero in piedi i soldati britannici. I soldati italiani ottennero dai britannici l’onore delle armi. Dopo la battaglia di El Alamein alla Divisione Folgore ed ai suoi reggimenti venne concessa la medaglia d’oro al valor militare.
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