Il Comitato Pertite torna in piazza dopo la conferenza stampa del 24 ottobre scorso, in cui gli attivisti avevano denunciato il “totale disinteresse da parte di questa amministrazione ad acquisire l’area ex militare di via Emilia pavese per realizzare un parco urbano”.
La conferenza stampa aveva trovato ampia eco sulla stampa e sui social a conferma del fatto che il tema della Pertite è ancora molto sentito dai cittadini sebbene da anni si cerchi di sopirlo.
L’intento del Comitato,nell’ indire questa conferenza stampa, era quello di sollecitare nuovamente la sindaca a convocare un vertice tra Comune,Ministero della Difesa e Demanio al fine di arrivare all’istituzione di un tavolo di lavoro che servisse a stabilire modalità e tempi per il trasferimento della Pertite al Comune.
L’ insistenza del Comitato su questo punto è dettata dal fatto che la possibilità di chiedere e ottenere di riunire intorno allo stesso tavolo più enti a diverso livello per discutere di problematiche locali, rientra perfettamente tra le prerogative di un sindaco. In altre parole se c’è la volontà politica di fare un parco alla Pertite la Sindaca ha lo strumento per avviare il processo di realizzazione ( si vedano per esempio le acquisizioni delle ex scuderie di Palazzo Farnese, l’area del piano caricatore che oggi ospita la stazione degli autobus, e l’ ex laboratorio pontieri.)
L’ampia eco e il rinverdito dibattito, tuttavia, non hanno sortito alcun effetto sull’amministrazione che ancora una volta ha deciso di trincerarsi dietro un colpevole silenzio che per il Comitato Pertite rappresenta l’ennesimo schiaffo ai trentamila cittadini del referendum e a tutti quei cittadini che negli anni si sono adoperati, attraverso firme e manifestazioni, affinché si realizzasse il progetto del parco. Uno schiaffo inferto proprio nei giorni in cui nel cuore di Piacenza si è compiuto lo scempio del taglio dei 15 alberi di piazza Cittadella in barba ai trentaquattromila cittadini che hanno firmato contro e hanno manifestato in maniera massiccia a favore di una riqualificazione diversa.
Vogliamo che venga rispettata la volontà che i cittadini hanno più volte espresso dall’abbraccio del giugno 2010 al referendum del 2011 fino ad oggi. Basta con l’arroganza di una classe politica che antepone l’interesse di pochi al futuro e alla salute di tutti.
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