“Pertite parco pubblico e niente ospedale”, il comitato torna alla carica

Sono 10 anni che il Comitato Parco Pertite-Bosco in città sta lottando assieme ai cittadini di Piacenza per poter destinare a Parco l’ultimo polmone verde della città. Sono 10 anni che da un’idea degli alunni della scuola media Calvino, Comitato e cittadini si mobilitano con iniziative, manifestazioni, referendum perchè la Pertite possa rimanere l’ultima grande difesa arborea contro l’inquinamento che attanaglia la nostra città.

Da dieci anni amministrazioni che si sono succedute promettono, senza mantenere, la realizzazione dl un Parco. E continui ostacoli si sono creati ad arte per cementificare l’area: la realizzazione del Polo di Mantenimento pesante, la costruzione di un quartiere ecocompatibile, impianti sportivi per il 70% del comparto, fino all’ultima “ciliegina”: la costruzione di un ospedale proprio nella Pertite.

Un ospedale a 700 metri dal “vecchio”, a contatto diretto con un asilo nido, una scuola materna, una scuola elementare ed una media che per più di 10 anni dovranno convivere con un grande cantiere che distruggerà il parco. Un ospedale quindi incompatibile con il mantenimento di quel serbatoio di ossigeno che può rappresentare un difesa per la vivibilità di un quartiere, ma anche di una intera città.

Lunedì prossimo, 25 giugno, sarà una tappa importante per il raggiungimento dell’obbiettivo. Il Consiglio Comunale prenderà una decisione attraverso la votazione di ordini del giorno in cui si manifesterà la volontà finale dell’amministrazione: quella di stralciare l’area Pertite da quelle ritenute idonee per la realizzazione dell’ ospedale.

Per questo il Comitato Parco Pertite-Bosco in città lancia l’iniziativa “La marcia dei passeggini” per Sabato 23 giugno alle ore 10 a cui è invitata tutta la cittadinanza, con il chiaro intento di dimostrare che il futuro dei nostri figli e nipoti e delle future generazioni si accompagna a quello della Pertite che, fin dal famoso concerto di Battiato del 19.9.1982 a cui parteciparono 40.000 cittadini, hanno sempre vissuto l’area come una zona idonea per un vero Parco non un giardino al servizio di un ospedale.