Economia

“Piacenza non è una città satellite, invece può diventare una città attrattiva anche per Milano” – AUDIO

Oltre cento fra imprenditori, direttori finanziari, banchieri e gestori di fondi hanno affollato il Teatro Rotative di Libertà per la prima tappa di «Piacenza-Milano, la rotta dell’economia», promossa da Gruppo Libertà, Financialounge.com e Confindustria Piacenza. Due panel su accesso al credito, finanza per la crescita e passaggio generazionale, con il ministro Tommaso Foti, il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla, Emanuele Vizzini, direttore generale e CIO di Allianz Investitori SGR e altri importanti ospiti del mondo imprenditoriale, finanziario e accademico. Al centro del dibattito le opportunità per favorire l’incontro tra il mondo imprenditoriale piacentino e la capitale lombarda del credito e della finanza. Un esempio di sinergia che da locale può diventare paradigma nazionale per affrontare nel modo migliore le sfide e i cambiamenti che il mercato odierno propone.

Piacenza non soltanto come territorio produttivo, ma come piattaforma capace di mettere in relazione industria, innovazione, logistica e qualità della vita.

È uno dei temi emersi dal confronto tra il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione Tommaso Foti e il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla durante la prima tappa di “Piacenza-Milano, la rotta dell’economia”.

Foti: “Piacenza può diventare una città attrattiva per Milano”

Per Foti, il rapporto con Milano può essere letto anche in una prospettiva diversa da quella tradizionale: Piacenza non necessariamente come realtà satellite del capoluogo lombardo, ma come territorio dotato di una propria capacità di attrazione.

“Piacenza non è tanto una città satellite quanto può diventare una città attrattiva per Milano”, ha osservato il ministro, indicando nella qualità della vita uno degli elementi che possono giocare a favore del territorio.

Secondo Foti, infatti, le città di dimensioni più contenute hanno acquisito negli ultimi anni una capacità attrattiva che in passato era meno evidente e che oggi richiede di essere accompagnata da scelte adeguate.

Innovazione, data center e nuove infrastrutture tecnologiche

Una prospettiva che passa anche dall’evoluzione del sistema produttivo. Accanto alla manifattura di qualità, per il ministro occorre guardare all’innovazione e alle nuove infrastrutture tecnologiche.

Foti ha richiamato in particolare il tema dei data center e la storia di Piacenza come polo energetico strategico nazionale, auspicando per il territorio lo sviluppo di “un polo dell’innovazione” capace di guardare al futuro, valorizzando al tempo stesso le competenze e le tradizioni industriali già presenti.

Colla: “La logistica è un pezzo anche della qualità del sistema delle imprese”

Sul ruolo strategico di Piacenza ha insistito anche Vincenzo Colla, soffermandosi in particolare sul rapporto tra sistema produttivo e logistica.

“La logistica è un pezzo anche della qualità del sistema delle imprese”, ha sottolineato il vicepresidente della Regione, evidenziando però come le due componenti debbano procedere insieme: senza un tessuto industriale solido, anche la funzione logistica perde parte della propria forza.

Secondo Colla, inoltre, i cambiamenti geopolitici e le guerre stanno modificando le catene del valore, rendendo necessario ripensare anche la logistica, compresa una maggiore capacità di stoccaggio.

In questo scenario, la posizione di Piacenza assume un valore che supera i confini regionali.

Piacenza come “piattaforma di rilievo nazionale e internazionale”

“Piacenza la guardiamo con grande attenzione come Regione”, ha spiegato Colla, definendola una piattaforma di rilievo nazionale e internazionale e ricorrendo all’immagine di una “città polipo”, capace attraverso i suoi collegamenti di raggiungere le altre regioni.

Una caratteristica che, secondo il vicepresidente, rappresenta un patrimonio da inserire in una strategia più ampia: investire sul territorio piacentino può infatti generare ulteriori investimenti e valore aggiunto.

Le radici industriali e il futuro della meccatronica piacentina

Ma la vocazione del territorio, per Colla, non si esaurisce nella logistica.

Il vicepresidente ha ricordato anche le radici industriali piacentine e, in particolare, il ruolo svolto dalla meccanica e dagli stabilimenti militari nello sviluppo di competenze che hanno successivamente alimentato il settore meccatronico.

“Sono nate qui le teste, le capacità, le conoscenze, le imprese”, ha ricordato.

Un’eredità che continua a incidere sul presente e che può diventare una delle basi su cui costruire le nuove traiettorie di sviluppo.

IL CONVEGNO ALLE ROTATIVE

Si è svolta questa mattina al Teatro Rotative di Piacenza la prima delle due giornate di «Piacenza-Milano, la rotta dell’economia», il progetto promosso da Gruppo Libertà, Financialounge.com e Confindustria Piacenza per mettere in relazione il tessuto industriale e produttivo piacentino con il sistema finanziario e creditizio che ha il suo centro a Milano. Obiettivo partecipare in maniera sinergica allo sviluppo del sistema paese.

Ad aprire i lavori il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione Tommaso Foti. In sala oltre un centinaio fra imprenditori, direttori finanziari, manager bancari, esponenti del private equity e rappresentanti di istituzioni e associazioni di categoria.

I due panel

La mattinata è stata introdotta da Alessandro Miglioli, presidente del Gruppo Libertà, e da Stefano Lovati, responsabile dell’Unità Investment Banking & Internal Family Office di Allianz Bank Financial Advisors e deputy CIO di Investitori SGR. A seguire due panel da sessanta minuti, moderati da Elena Tambini, giornalista Mediaset.

Nel primo panel si sono confrontati il ministro Tommaso Foti, il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla, Emanuele Vizzini di Allianz Investitori SGR, la presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Piacenza Elisa Tatano e il professor Marco Elefanti dell’Università Cattolica. Partendo da una analisi del tessuto imprenditoriale piacentino e dalla sfide che i mercati nazionali e internazionali pongono di fronte soprattutto al settore manifatturiero, agroalimentare, logistico, si sono discusse le opportunità di crescita e di collaborazione con il mondo finanziario e degli investimenti che ha il suo centro nevralgico a Milano. L’obbiettivo è quello di migliorare e potenziare l’accesso al credito delle imprese del territorio e per questo sia le istituzioni, sia le aziende private devono fare la loro parte. L’interlocuzione tra politica e soggetti tecnici come Allianz attivi nel mercato e capaci di cogliere la “biodiversità” di ogni territorio risulta dunque fondamentale.

Nel secondo panel, accanto a Colla e Vizzini, sono intervenuti Maddalena Martini, senior economist Southern Europe e Benelux di Allianz Investment Management SE, Barbara Galliano, country head di Altaroc, e Antonio Gobbi, founder e managing director di Gobbi & Associati. Si è analizzato il contesto macroeconomico attuale e la resilienza delle aziende che sono riuscite a fronteggiare i cambiamenti imposti dal contesto politico ed economico globale grazie anche ai fondi del PNRR. In tale ottica per uno sviluppo futuro gli strumenti finanziari cui le aziende possono accedere diventano fondamentali dal momento che l’accesso ai capitali significa possibilità di crescita e affermazione sui mercati internazionali. Il capitale deve essere “un alleato” che affianca le aziende attraverso una governance attiva..

Si prosegue a Piazza Affari

Il progetto prosegue venerdì 16 ottobre nella sede di Borsa Italiana, a Milano, con un incontro complementare a quello piacentino. Al centro della discussione la quotazione in Borsa con i suoi vantaggi e i suoi svantaggi, il percorso di avvicinamento al listino e le operazioni di fusione e acquisizione.

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