E’ prevista per domani, venerdì 29 ottobre, una mobilitazione della Fp Cgil per “fermare le esternalizzazioni nei servizi educativi e per l’infanzia”.
“Tutti attendiamo gli investimenti pubblici all’interno del PNRR per l’apertura di nuovi asili nido in tutta Italia e, ci auguriamo, anche nel piacentino – si legge in una nota della Fp Cgil di Piacenza – e non possiamo rischiare che, anziché rafforzare il sistema educativo pubblico per l’infanzia, le risorse di un servizio pubblico fondamentale quale l’educazione dei bambini più piccoli vengano spostate verso il settore privato”.
Ci troviamo ad un bivio ed occorre vedere i servizi educativi non solo come una voce di spesa di risorse pubbliche, ma come il luogo in cui le istituzioni pubbliche esprimono appieno il proprio ruolo e la propria funzione nella comunità, integrandosi con il privato ma senza limitarsi a delegare ad esso. Garantire la priorità della gestione diretta degli asili nido significa investire sul radicamento nel territorio e nelle comunità locali, rinforzare legami anche intergenerazionali con le famiglie che negli asili vedono crescere prima i figli e poi i nipoti, promuovere la qualità dei servizi grazie alla stabilità del personale e la sostenibilità dei tempi di lavoro. La situazione piacentina invece, purtroppo, vede i comuni più piccoli disarmati arretrare ed esternalizzare mano a mano che le educatrici storiche vanno in pensione senza sostituirle e senza avere la forza di invertire la rotta.
Lo stesso Comune di Piacenza, che pochi anni fa aveva meritoriamente fatto la scelta di assumere direttamente le proprie educatrici, non è in grado, ingabbiato nei vincoli di Legge, di proseguire nella scelta di assumere le educatrici a tempo indeterminato che servirebbero. Per questo, come Funzione Pubblica CGIL abbiamo aperto a livello nazionale una petizione alla quale si può rispondere firmando presso i nostri uffici, anche a Piacenza, oppure visitando il sito www.change.org.
Attraverso la firma dei cittadini chiediamo al Governo e alle istituzioni locali lo stop alle esternalizzazioni degli asili nido e che si apra un confronto con i sindacati che coinvolga anche le famiglie; chiediamo un piano nazionale di assunzioni straordinarie; chiediamo di scorporare le spese per i servizi 0-6 anni dai vincoli di spesa dei comuni e, infine, di riconoscere finalmente l’evoluzione professionale e la qualità del lavoro del personale educatore. I bambini e la loro educazione sono il bene più prezioso di una comunità e le istituzioni non possono permettersi di perderne la guida.
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