Cronaca Piacenza

Polizia locale aggredita, il sindacato risponde alla Diocesi: “Non c’è speranza di rieducare certi soggetti, occorrono solo leggi severissime”

Il sindacato di polizia locale, DICCAP, risponde all’Ufficio per i migranti della Diocesi di Piacenza-Bobbio, a seguito delle dichiarazioni di Padre Mario Toffari e Giuseppe Chiodaroli. La nota è firmata da Miriam Palumbo, segretario generale del sindacato.

LA NOTA DEL SINDACATO DICCAP

Chi indossa una Divisa persegue una mission quotidiana che è quella di proteggere e servire i cittadini, e lo fa con profondo senso del Dovere. Chi indossa una Divisa ha il sacrosanto diritto, al termine di un turno di lavoro, di tornare a casa sano e salvo. Alcuni Colleghi non hanno fatto ritorno dai propri cari, altri rientrano con fratture o altro. I nostri Colleghi della Polizia Locale (e non urbana) di Piacenza sono stati brutalmente colpiti senza motivo.

E al dolore fisico si aggiunge la mortificazione di aver subito violenza gratuita. Questa è la realtà. Con tutto rispetto per il pensiero espresso da Padre Toffari e Chiodaroli, per chi come noi tocca con mano la violenza quasi quotidianamente,  viene da osservare che chi vive nell’illusione di diffondere la cultura del rispetto in quella parte di immigrati che rifiuta di integrarsi, ha fallito a priori, si ostina a vivere in un mondo idilliaco ed utopico.

La Diocesi si augura che la giustizia risponda con il dovuto rigore educativo? Non c’è speranza di rieducare certi soggetti, sono irrecuperabili. Occorrono solo leggi severissime e certezza della pena. È necessario che per certi individui si spalanchino le porte del carcere. Chi colpisce una Divisa, colpisce lo Stato. Qui nessuno approfitta di sollevare polveroni verso quelli che l’ufficio migranti della Diocesi definisce singoli e gravi.

Gli episodi sono sempre più frequenti e gravissimi, caratterizzati da un crescendo di violenza. Siamo stanchi di questo buonismo, siamo stanchi di vedere le nostre Divise sporche di sangue, stanchi di solidarietà e pacche sulle spalle. Non sappiamo cosa farcene. Nessuno generalizza, nessuno fa di tutta l’erba un fascio. E le brave persone immigrate ed integrate sono le prime a condividere questo pensiero, a gradire i controlli e a condannare la violenza.

Alla  violenza bisogna rispondere con una severa condanna ed esprimendo sostegno incondizionato a chi indossa una Divisa, oggi  sempre più delegittimate ed esposte alle aggressioni.

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