Attualità

Polizia locale, esposto del sindacato SULP contro il comune: “Irregolarità nello scorrimento delle graduatorie”

Il Segretario Generale del SULPL Mario Assirelli è intervenuto personalmente su quanto accaduto nel Comune di Piacenza a seguito di una selezione interna per progressioni verticali. Ha ritenuto, data la gravità dei fatti, di interessare il Ministero della Funzione Pubblica, la Corte dei Conti, l’ Ispettorato Nazionale e Territoriale del Lavoro, il Prefetto di Piacenza, l’ ANAC e l’ ANCI Emilia-Romagna con un esposto per irregolarità.

Si parla di irregolarità riscontrate nello scorrimento delle graduatorie delle progressioni verticali tra le aree, per permettere ad esempio nel Settore della Polizia Locale ad agenti di avanzare, senza procedura concorsuale ma per comparazione di titoli, nella categoria degli Ufficiali, e così anche in altri settori dell’Amministrazione.

La nota del sindacato

Tutto è verificabile sull’Albo Pretorio del Comune. Sia l’art. 6 della Disciplina delle Progressioni Verticali, a cui hanno lavorato intensamente oltre alla delegazione trattante di parte pubblica anche le rsu e le OO.SS., che l’art.8 dei bandi ex art.13 e 15 del CCNL, stabilivano che “La graduatoria finale è formata secondo l’ordine della votazione complessiva riportata da ciascun candidato con l’osservanza, a parità di punti, della preferenza per il candidato più giovane di età anagrafica e, in caso di ulteriore parità, sarà data precedenza alla maggiore anzianità di servizio. Sono dichiarati vincitori, nei limiti dei posti previsti dall’avviso di selezione, i candidati utilmente collocati nella graduatoria, purché abbiano conseguito una valutazione di almeno 60/100. La graduatoria e le nomine dei vincitori delle procedure di selezione sono approvate dal Dirigente responsabile del Servizio in materia di personale e sono utilizzate esclusivamente nel limite dei posti messi a selezione”.

Il 29.12.2023 venivano pubblicate le graduatorie e in data 10.01.2024 a firma del Direttore Generale sull’Albo Pretorio del Comune di Piacenza veniva pubblicata  Determinazione Dirigenziale n.24 e le graduatorie revisionate, nella quale veniva esplicitato quanto segue:

– sono dichiarati vincitori i candidati che abbiano raggiunto una valutazione di almeno 60/100;

– qualora i vincitori rifiutassero la progressione per il Settore verso il quale hanno presentato domanda, si procederà allo scorrimento della relativa graduatoria, nei limiti dei posti messi a bando per la specifica progressione/graduatoria, interpellando i candidati che si sono utilmente classificati nelle posizioni successive e che risultano, quindi, idonei;

– al fine dello scorrimento della graduatoria nei limiti dei posti messi a bando, sono considerati utilmente collocati in graduatoria i candidati che pur non avendo raggiunto la valutazione di almeno 60/100, sono in graduatorie in cui vi siano tanti vincitori quanti sono i posti disponibili previsti negli avvisi di selezione, pur avendone rinunciato.

E’ consolidato il principio che la procedura di un concorso non può essere modificata dopo il suo avvio. La formazione della graduatoria di un concorso pubblico è infatti soggetta alle norme di diritto pubblico.

Nel caso specifico la Pubblica Amministrazione, a firma del Direttore Generale ha modificato a proprio piacimento e in modo del tutto arbitrario il punteggio minimo per essere considerati idonei. Per analogia è come se in sede di concorso pubblico per Agenti o Ufficiali, il Comune avesse deciso di assumere anche i candidati con punteggio inferiore a 21/30 e per questo non idonei. Non a caso, si chiamano graduatorie di merito e distinguono gli idonei dai non idonei proprio in base alla soglia del punteggio minimo che nel caso in questione era fissato in 60/100 dallo stesso Direttore Generale, nonché Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza.

La selezione dei meritevoli è il primo interesse dell’Amministrazione, quando indice un concorso pubblico ed è suo compito selezionare le risorse idonee per lo svolgimento delle funzioni del ruolo lavorativo.

Chiaro è che prima di intraprendere queste azioni la nostra Segreteria Provinciale e il nostro Ufficio Legale hanno provato ad indurre l’Amministrazione al ragionamento, chiedendo l’annullamento in autotutela delle graduatorie,  ma senza sortire l’effetto sperato. Anche in considerazione del fatto che il contenzioso che si profila all’orizzonte potrebbe comportare un notevole dispendio di soldi pubblici.

Quello che questo Sindacato di Categoria chiede è il rispetto della legalità e dei principi fondanti della Pubblica Amministrazione: trasparenza, equità ed economicità, senza ovviamente trascurare la valorizzazione reale del merito.

Auspichiamo che gli organi preposti, ognuno per la parte di competenza, controllino a 360 gradi la procedura concorsuale appena conclusa.

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