Le positive valutazioni espresse la scorsa primavera da CNA Piacenza in merito alla proroga a gennaio 2026 dell’entrata in vigore dell’obbligo delle polizze catastrofali per le imprese, si scontrano oggi con il giudizio negativo relativo all’ulteriore proroga concessa dal Governo solo ad alcune categorie produttive.
“È incomprensibile – dichiarano il Presidente Provinciale di CNA Piacenza, Cristiana Crenna, e il Direttore Enrica Gambazza – che la proroga al 31 marzo prossimo per l’obbligo di polizza contro i rischi catastrofali introdotta con il Decreto Milleproroghe, sia stata circoscritta dal Governo solo ed esclusivamente ad alcuni settori. La nostra associazione considera inaccettabile prevedere un trattamento differenziato all’interno del sistema delle micro e piccole imprese, una scelta che determina una sorta di discriminazione nei confronti di quelle tante aziende che non potranno beneficiare di questa ulteriore proroga”.
“Lo slittamento in avanti del termine per l’entrata in vigore di questo ulteriore onere burocratico ed economico a carico di chi fa impresa, sarebbe stato necessario per tutti, indistintamente, alla luce anche dei gravi ritardi nella definizione dello schema di contratto tipo e nella realizzazione del portale da parte dell’Ivass, l’Istituto di vigilanza delle assicurazioni italiane che proprio a causa di questi ritardi non consente ancora alle imprese, allo stato attuale, di confrontare i vari tipi di polizza, analizzare tutte le possibili clausole per poter scegliere in modo consapevole”.
“L’invito che rivolgiamo a tutti gli imprenditori e agli artigiani coinvolti da questo ennesimo obbligo normativo – concludono Crenna e Gambazza – è quello di valutare e confrontare più preventivi, con diverse compagnie assicurative, per misurare concretamente il livello di copertura delle polizze e il relativo premio”.
Ricordiamo che la proroga di tre mesi del termine per sottoscrivere polizze assicurative contro i rischi catastrofali, attraverso il Decreto Milleproroghe è stata prevista dal Governo solo ed esclusivamente per le micro e piccole imprese operanti nella somministrazione di alimenti e bevande e nel settore turistico-ricettivo, fissando così la nuova scadenza al 31 marzo 2026.
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