Politica

Polo scolastico Alta Val Trebbia, Foti: “Dal Cipess 4,9 milioni per Bobbio, investimento sul futuro della montagna e sul diritto di restare”

In arrivo 4,9 milioni di euro del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020 per completare il Polo scolastico Alta Val Trebbia nel Comune di Bobbio. È quanto deliberato dal Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile nella seduta del 4 agosto 2026 presieduta dal Ministro Tommaso Foti, dando concreta attuazione al percorso avviato nei mesi precedenti per assicurare le risorse necessarie alla realizzazione di un progetto strategico per Bobbio e per l’intera Valtrebbia.

Il finanziamento trova il proprio fondamento in un emendamento presentato dall’on. Gaetana Russo (Fratelli d’Italia) nell’articolo 28, comma 4, del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, e approvato nel corso della seduta parlamentare, che ha assegnato 4 milioni e 900 mila euro per il completamento dell’intervento, a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020.

Il provvedimento rappresenta l’esito di un percorso che aveva avuto un momento significativo già il 29 novembre 2025, in occasione dell’iniziativa “Le imprese di montagna – Osservatorio dell’Appennino Emiliano”, svoltasi a Bobbio. Durante il confronto dedicato alle prospettive economiche e sociali delle aree montane, il Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione Tommaso Foti era stato sollecitato a verificare concretamente la possibilità di sostenere il progetto del nuovo polo scolastico dell’Alta Val Trebbia.

«A Bobbio avevo assunto un impegno preciso: verificare se esistessero le condizioni per dare una risposta concreta a un progetto che considero strategico per tutta l’Alta Val Trebbia. Oggi, con la deliberazione del CIPESS e l’assegnazione dei 4,9 milioni di euro, quell’impegno trova una risposta concreta», afferma il Ministro Tommaso Foti.

Il progetto riguarda il Lotto 3 del recupero dell’ex Seminario Vescovile di Bobbio, immobile di proprietà comunale situato a Bobbio in via Pietro Zuccarino, e prevede la riqualificazione del fabbricato principale attraverso interventi di miglioramento sismico ed efficientamento energetico, oltre alla completa rifunzionalizzazione degli spazi interni e dell’area esterna.

Saranno realizzati nuovi spazi scolastici e amministrativi, aule e laboratori, biblioteca, aula magna con funzione polivalente, mensa, servizi e spazi condivisi, oltre a strutture alloggiative destinate agli studenti. Sul fronte energetico sono previsti, tra gli altri interventi, la sostituzione dei serramenti, la realizzazione del cappotto esterno, l’isolamento della copertura, un nuovo impianto a pompa di calore e l’installazione di un impianto fotovoltaico.

L’obiettivo complessivo è quello di creare a Bobbio un polo scolastico unitario, nel quale concentrare i diversi ordini e gradi di istruzione presenti sul territorio, razionalizzando gli spazi esistenti e costituendo al contempo un vero punto di riferimento per gli studenti dell’intera Alta Val Trebbia.

Il nuovo intervento si inserisce nel più ampio programma di recupero dell’ex complesso vescovile, già interessato da precedenti lotti finanziati attraverso risorse del PNRR e del POR-FESR regionale. Il progetto di fattibilità tecnico-economica del Lotto 3 era stato approvato dalla Giunta dell’Unione Montana Valli Trebbia e Luretta nell’ottobre 2023; progettazione esecutiva, approvazione e realizzazione saranno ora curate dal Comune di Bobbio.

Il cronoprogramma prevede l’avvio delle attività progettuali nel corso del 2026, con sviluppo delle procedure di conclusione dei lavori fino al 2029. La programmazione finanziaria distribuisce i 4,9 milioni in 1,47 milioni nel 2027, 2,45 milioni nel 2028 e 980 mila euro nel 2029.

«La montagna non può essere considerata un territorio residuale da assistere, ma un patrimonio umano, economico, culturale e ambientale da mettere nelle condizioni di avere un futuro – prosegue Foti –. È qui che assume un significato concreto il right to stay, il diritto di restare: non il dovere di rimanere a ogni costo, ma la possibilità per un giovane e per una famiglia di scegliere liberamente di vivere in montagna perché vi trovano scuola, servizi, opportunità, infrastrutture e qualità della vita. Un polo scolastico moderno, capace anche di offrire soluzioni alloggiative agli studenti, significa contrastare lo spopolamento agendo sulle sue cause e non limitandosi a registrarne gli effetti».

«È esattamente questa la funzione che devono svolgere le politiche di coesione di cui ho delega come Ministro: intervenire laddove la sola dinamica di mercato non è sufficiente a garantire pari opportunità territoriali, trasformando le risorse pubbliche in condizioni concrete di sviluppo. Difendere l’Appennino significa consentire alle comunità che lo abitano di continuare a vivere, studiare, lavorare e costruire qui il proprio futuro. L’investimento di Bobbio va precisamente in questa direzione e ha un valore che supera ampiamente i confini del singolo Comune, perché riguarda oltre alla Valtrebbia altre valli confinanti e, più in generale, il futuro delle nostre aree interne», conclude il Ministro.

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