Attualità

Autunno culturale della Banca di Piacenza: “La pandemia non ha spento la voglia di valorizzare il dialetto con il Premio Faustini”

«Un piccolo volume che assume un significato ancora maggiore, dopo che la pandemia ci ha costretti per oltre un anno a rinunciare alle nostre manifestazioni con il pubblico, ma non alla valorizzazione e conservazione del dialetto attraverso la poesia e l’uso letterario della lingua piacentina». Lo ha affermato Danilo Anelli, raśdur della “Famiglia Piaśinteina” che a Palazzo Galli (Sala Panini) ha presentato la pubblicazione che raccoglie i testi di tutte le composizioni poetiche e dei brani dei partecipanti del premio di poesia dialettale “Valente Faustini”, dando lettura delle opere dei vincitori della 41ª edizione (del 2019) con la consegna agli stessi delle motivazioni della giuria. Oltre ad Anelli, sono intervenuti Andrea Bergonzi, Francesco Mastrantonio e Pino Spiaggi. L’incontro è servito a recuperare l’appuntamento dello scorso anno sospeso a causa del Covid, mentre lunedì prossimo, 15 novembre, sempre a Palazzo Galli, si terrà il momento conclusivo della 42ª edizione (2020) del Premio (nato negli anni Settanta del secolo scorso per iniziativa di Enrico Sperzagni e che ha avuto fin dalla prima edizione il patrocinio della Banca di Piacenza).

I vincitori della 41ª edizione hanno quindi letto i loro lavori: per la sezione “Poesia”, Anna Botti (1° premio) con Al to spècc’; Luigi Sturma (2°) con La va mäl bombén; Anna Persi (3° ex aequo) con Un ratt in dla curt; Fabrizio Solenghi (3° ex aequo) con Vuriss di a me fiö; Silvia Arfini (premio speciale giuria) con Er core e la capoccia; Alfredo Lamberti (premio speciale “Luigi Paraboschi”) con Una vota: Strä Zuar; per la sezione “Racconto”, Luigi Pastorelli (1° premio) con S’as pöl ciamäl amur…, letto da Paola Nicelli; Silvia Arfini (2° ex aequo) con La vus d’al cör; Fabrizio Solenghi (2° ex aequo) con La cumpagnia di stramlon; Alfredo Lamberti (3° ex aequo) con Strä calsulär una vota; Rino Scrivani (3° ex aequo) con L’impustur; Anna Botti (premio speciale giuria) con Al mé cinema; Pier Giorgio Barbieri (premio speciale “Luigi Paraboschi”) con Quànd a s’éra ragàss.

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