Tutto pronto per la Salita al Pordenone: “Un grande evento per il territorio senza spese per la comunità”

Domenica 4 marzo aprirà al pubblico la Salita al Pordenone, progetto di valorizzazione della Basilica di Santa Maria di Campagna a Piacenza. Un evento (chiusura il 10 giugno) organizzato dalla Banca di Piacenza in collaborazione con il Comune (proprietario della Basilica) e il Convento dei Frati Mi-nori Osservanti (che della chiesa sono i custodi) con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Per la prima volta sarà possibile ammirare gli affreschi pordenoniani della Cupola maggiore del tem-pio voluto da papa Clemente VII (finito di costruire, su progetto di Alessio Tramello, nel 1528) stando “in quota” ed alla loro stessa altezza, grazie a una galleria circolare percorribile da più persone, aperta sull’esterno della città con vista panoramica a 360 gradi. La presentazione ufficiale si è tenuta questa mattina alla sede centrale della Banca di Piacenza. Hanno partecipato Patrizia Barbieri, sindaco di Piacenza, Giuseppe Nenna, presidente del Consiglio di amministrazione della Banca di Piacenza, Corrado Sforza Fogliani, presidente del Comitato esecutivo della Banca e Padre Secondo Ballati, guardiano del Convento dei Frati Minori Osservanti della Basilica di Santa Maria di Campagna.

SANTA MARIA DI CAMPAGNA E I CAPOLAVORI DEL PORDENONE

TUTTE LE INFORMAZIONI

LE MOSTRE A PALAZZO GALLI

LE MANIFESTAZIONI COLLATERALI

La cupola sarà raggiungibile attraverso un camminamento – anticamente utilizzato solo a fini manu-tentivi – recuperato e messo in sicurezza dalla Banca di Piacenza seguendo le indicazioni della Sovrintendenza. Il percorso, un tempo accidentato, veniva comunque utilizzato, fin dal XVII secolo, da numerosi artisti, non solo piacentini, desiderosi di ammirare da vicino gli affreschi anche al fine di trarne ispirazione; pittori e scultori, ma anche studenti di accademie e istituti d’arte, hanno sostato a più riprese nella cupola (alcuni vi scrissero anche il loro cognome con graffiti tuttora visibili). Ed è proprio per questo che il percorso è stato battezzato “il camminamento degli artisti”. La Salita è stata dotata di un assito-piazzola dove i visitatori potranno sostare ricevendo informazioni, oltre che da pannelli illustrati, da guide reclutate tra studenti e neolaureati. Approfondimenti sull’artista friu-lano, ma anche sulla storia della Basilica, sorta dove prima insisteva una chiesuola dedicata alla Ma-donna, nell’ambito di un grande spiazzo dove si svolse, poco dopo l’anno mille, un Concilio nel corso del quale Urbano II preannunciò la prima Crociata. L’area di sosta si è resa necessaria perché il camminamento è unico e va quindi utilizzato sia in salita che in discesa. Giovanni Antonio de’ Sacchis (così si chiamava l’artista nato a Pordenone nel 1483 e morto a Ferrara nel 1539) affresca la cupola di Santa Maria di Campagna tra il 1530 e il 1535, dopo che nel 1522 aveva terminato il ciclo di affreschi dedicati alla Passione di Cristo nella cattedrale di Cremona e – siamo nel 1529 – affrescato la cappella Pallavicino a Cortemaggiore, in provincia di Piacenza. La cupola della Basilica piacentina è, a parere di Vittorio Sgarbi, “l’opera forse più importante del Por-denone, in puro stile michelangiolesco”. Il de’ Sacchis non porta però a termine il ciclo di affreschi della cupola; lesene, tamburo e pennacchi sono affidati a Bernardino Gatti, detto il Sojaro. Pordenone realizza altre importanti opere in Santa Maria di Campagna: la cappella di Santa Caterina (1530-1532), la cappella della Natività o dei Magi (1532-1536), Sant’Agostino (1535). La Salita si pone come obiettivo la valorizzazione di Santa Maria di Campagna come “crocevia di artisti”. Oltre ai lavori del Pordenone, infatti, sono presenti opere di Guercino, Ignazio Stern, Antonio Campi, capolavori che ispirarono Luigi Miradori, detto il Genovesino, vissuto a Piacenza tra il 1632 e il 1635. L’evento – così concepito – s’inquadra in un contesto scientifico unitario con Piacenza cro-cevia di pellegrini, mercanti e banchieri: un crocevia a più titoli che la Banca di Piacenza valorizzerà negli anni a venire.

Collegate all’evento Salita al Pordenone, l’Istituto di credito organizzerà a Palazzo Galli (via Mazzini, 14, Piacenza) le mostre Il Genovesino e Piacenza e I nuovi Ghittoni e i disegni della collezione Banca di Piacenza, visitabili (anche in giorni separati) acquistando il biglietto della Salita. La città di Piacenza, inoltre, offrirà in contemporanea – a piacentini e forestieri – la possibilità di salire (o risalire) all’altezza di affreschi di prim’ordine di diversi artisti (Guercino, Pordenone, Sojaro). Una contemporaneità che rappresenta un primato assoluto, finora ineguagliato nel nostro Paese e, forse, anche all’estero. Il biglietto d’ingresso alla Salita, infatti, consentirà l’accesso a prezzo ridotto alla mostra I misteri della Cattedrale. Meraviglie nel labirinto del sapere, che comprende anche la Salita alla cupola del Guercino nel Duomo di Piacenza. Allo stesso modo, l’acquisto del biglietto per la mostra in Duomo darà diritto all’ingresso alla Salita al Pordenone a prezzo ridotto. La manifestazione si estenderà – oltre che alla città di Pordenone e provincia – ai territori di Corte-maggiore, Monticelli e Cremona, custodi di tesori artistici direttamente o indirettamente collegati con il grande artista friulano. Nei rispettivi centri verranno organizzate iniziative legate al Pordenone e, da marzo a giugno, ogni sabato, la Banca di Piacenza organizzerà un servizio di bus navetta con visita guidata ai capolavori pordenoniani. Il 19 maggio, in occasione della giornata europea Notte dei musei, la Salita al Pordenone e le altre mostre collaterali a Piacenza, le visite a Cortemaggiore, Monticelli e Cremona saranno in notturna, dalle 21 alle 24.

Saranno tantissimi gli appuntamenti che arricchiranno l’evento durante tutta la durata dello stesso. Conferenze (anche con Vittorio Sgarbi), concerti e celebrazioni religiose. Con l’artista friulano ci si potrà divertire anche cimentandosi con l’enigmistica. La Banca di Piacenza ha, infatti, realizzato un opuscolo a distribuzione gratuita (Giochi in tasca) con cruciverba a tema pordenoniano. Il profeta del manierismo, come lo definisce Vittorio Sgarbi, finirà anche a tavola: in molti ristoranti piacentini sarà possibile gustare il menu del Pordenone a prezzo convenzionato. Per la particolare occasione e limitatamente al periodo dei tre mesi circa di durata della Salita, potrà essere aperto alla Banca il Conto Pordenonino, un conto corrente dedicato con finanziamento a tasso agevolato per l’acquisto di opere d’arte, polizza “Artas art” di Helvetia Assicurazioni a condizioni agevolate per rischio furto e danneggiamento di opere d’arte, promozioni sugli abbonamenti alle ri-viste Arte, Antiquariato, e Il Giornale dell’Arte. La Salita al Pordenone verrà presentata in anteprima alla stampa venerdì 2 marzo, a partire dalle 11, direttamente in Santa Maria di Campagna con possibilità di compiere la Salita alla cupola; e sarà inaugurata sabato 3 marzo in Basilica, sempre alle 11. La manifestazione – dopo la visita guidata alle opere del Pordenone, del Guercino e dello Stern presenti in Basilica – si concluderà con l’esibizione del coro Tyrtarion dell’Accademia Vivarium novum. Alle 16, a Palazzo Galli, taglio del nastro anche per le mostre Genovesino e Piacenza e I nuovi Ghittoni e i disegni della collezione Banca di Piacenza, concluso con un momento musicale a cura degli Enerbia. Tutte le informazioni e gli aggiornamenti riguardanti la Salita al Pordenone, le mostre sul Genovesino e I nuovi Ghittoni e gli eventi collaterali si potranno trovare sul sito www.salitaalpordenone.it. Radio Sound 95 sarà media partner ufficiale della manifestazione: ogni giorno, alle 9 e alle 17, l’emittente dedicherà una vetrina alla mostra, agli eventi collaterali e alla figura del Pordenone, con cenni storici inerenti l’artista, Santa Maria di Campagna, l’arte del periodo e tanto altro.

“La manifestazione nasce da un’idea di Ferdinando Arisi che per primo mi parlò del camminamento che lui utilizzava per portare gli studenti dell’istituto d’arte Gazzola a studiare la prospettiva degli affreschi pordenoniani. Ora lo abbiamo recuperato così tutti potranno salire”. A svelare l’origine dell’evento Salita al Pordenone è stato il presidente del Comitato esecutivo della BANCA DI PIACENZA, Corrado Sforza Fogliani nel corso della conferenza stampa di presentazione della Salita al Pordenone (progetto di valorizzazione di Santa Maria di Campagna, dal 4 marzo al 10 giugno) che si è tenuta in Sala Ricchetti, presso la sede centrale di via Mazzini. Sforza Fogliani – dopo aver ringraziato Cristina Bonelli e Roberto Tagliaferri, coordinatori del comitato organizzatore della manifestazione – ha ricordato il retroterra scientifico della Salita. “Piacenza è sempre stata crocevia di strade, quindi di pellegrini, mercanti, banchieri e Santa Maria di Campagna è stata crocevia di artisti. Non c’è centimetro della Basilica – ha rimarcato Sforza – che non sia affrescato o dipinto”. Il presidente del Comitato esecutivo ha espresso “soddisfazione” per la nascita della sinergia con la Salita al Guercino, grazie all’accordo con la Diocesi di Piacenza che consentirà (dal 7 aprile) uno scambio di riduzioni del prezzo dei rispettivi biglietti. Sforza Fogliani ha poi ricordato che “la BANCA DI PIACENZA riversa sul territorio piacentino 40 milioni all’anno esclusi i finanziamenti” e che “l’evento Salita al Pordenone non beneficia di contributi pubblici e non distoglie fondi della comunità da altri fini più congrui, specie in tempi di crisi”. Dopo aver ricordato che nella Sala del Duca di Santa Maria di Campagna, per tutta la durata della manifestazione, verranno esposti due Panini recuperati all’estero dalla BANCA, ha concluso rispondendo alla domanda che tutti si fanno, cioè quanto è difficile raggiungere gli affreschi della Cupola: “Non è difficile – ha spiegato – è stato calcolato che tra salire e scendere sono necessari 28 minuti. L’altro giorno sono andato con mons. Domenico Ponzini, che ha 88 anni e non ha avuto nessun problema”.

Il presidente del Consiglio di amministrazione Giuseppe Nenna ha evidenziato le caratteristiche dell’iniziativa della BANCA DI PIACENZA (“ci sarà la possibilità di ammirare da vicino grandi opere”) che si avvale del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Da marzo e giugno, presentando il biglietto d’ingresso alla Salita, si potranno visitare gratuitamente, ha ricordato Nenna, le mostre allestite a Palazzo Galli dedicate al Genovesino e ai Nuovi Ghittoni.

Il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri (il Comune è proprietario della Basilica) ha espresso “la gratitudine della città alla BANCA DI PIACENZA per questo meraviglioso evento che offre la grande occasione di far conoscere i nostri tesori nascosti. Mi piace sottolineare – ha aggiunto – che la manifestazione non beneficia di contributi pubblici: una nuova strada che mi auguro sia seguita da altri privati”.

Il vicedirettore generale della BANCA Pietro Boselli ha spiegato le caratteristiche del Conto Pordenonino, (che, solo per la durata della Salita, permette di assicurare opere d’arte e abbonarsi a riviste d’arte, a condizioni di favore) e ha presentato l’opuscolo Giochi in tasca, disponibile in tutte le filiali della BANCA DI PIACENZA, un modo divertente per misurare le proprie conoscenze sul Pordenone attraverso cruciverba e rebus. Boselli ha poi richiamato i tantissimi eventi collaterali all’evento Salita al Pordenone (al momento 54) citando i più significativi: due meditazioni religiose, un concerto a tre organi in Santa Maria di Campagna, la Messa in gloria di Puccini, la visita ai Palazzi storici, il concerto di Pasqua della BANCA, la Notte dei musei il 19 maggio, la cena pordenoniana con concerto d’epoca, senza dimenticare le manifestazioni a Cremona, Cortemaggiore e Monticelli.

L’architetto Carlo Ponzini ha illustrato alla stampa come è nato il logo della Salita (una P con al centro Dio Padre): “Un marchio che racchiude il suggestivo messaggio del Pordenone e invita lo spettatore a coltivare

la propria mente, ad approfondire i propri orizzonti culturali e a lasciarsi trasportare dalla storia del Pordenone e dalla sua indistinguibile tecnica”.

E del messaggio dell’artista friulano ha parlato padre Secondo Ballati, guardiano del Convento dei Frati Minori, che di Santa Maria di Campagna sono i custodi: “Dio Padre scende dal cielo e viene a salvarci. Spero che questo evento sia l’occasione per ammirare le opere d’arte ma che diventi anche un momento di riflessione e un’esperienza di fede. Gli affreschi un tempo erano la Bibbia dei poveri”.

Marco Stucchi, professionista nella valorizzazione dei beni culturali, ha illustrato le caratteristiche della sala multimediale che verrà allestita nel Coro della Basilica.

Hanno portato il loro saluto don Davide Maloberti, direttore del Nuovo Giornale, Rita Nigrelli di Radio Sound (il settimanale della Diocesi e l’emittente piacentina sono media partner della manifestazione), l’assessore al Turismo del Comune di Cremona, Barbara Manfredini, il sindaco di Monticelli Gimmi Distante e il sindaco di Cortemaggiore Gabriele Girometta. L’evento, infatti, si estenderà ai territori di Cortemaggiore, Monticelli e Cremona, custodi di tesori artistici direttamente o indirettamente collegati con il grande artista friulano. Nei rispettivi centri verranno organizzate iniziative legate al Pordenone e, da marzo a giugno, ogni sabato, la BANCA DI PIACENZA organizzerà un servizio di bus navetta con visita guidata ai capolavori pordenoniani.

I biglietti saranno in vendita da sabato 24 febbraio sui siti www.midaticket.it, www.salitaalpordenone.it, www.bancadipiacenza.it.

La Salita al Pordenone verrà inaugurata sabato 3 marzo alle 11 con la presenza di numerose autorità ed un intervento di Vittorio Sgarbi che firmerà anche le introduzioni a tre pubblicazioni (rispettivamente, una sul Pordenone, una sul Genovesino e una sul Ghittoni) che saranno edite a commento e ad illustrazione degli eventi di Santa Maria di Campagna e di Palazzo Galli.

Il motto della rassegna è “La manifestazione non gode di finanziamenti pubblici o comunitari”: “Credo che sia un messaggio importante che spero faccia strada tra tutti coloro che intendono organizzare eventi storico-culturali. Gli enti pubblici hanno il compito di amministrare e di gestire il denaro della comunità per il bene della comunità stessa, soprattutto in questo periodo di crisi. La Banca di Piacenza riversa ogni anno sul territorio piacentino 40 milioni di euro, una cifra che nessun altro ente piacentino è in grado di distribuire” spiega il presidente della Banca di Piacenza, Corrado Sforza Fogliani.

“Le opere d’arte che venivano realizzate nelle chiese – spiega padre Secondo Ballati – venivano definite la “Bibbia dei poveri” dal momento che permettevano anche a coloro che non sapevano leggere di comprendere i più importanti messaggi religiosi. La speranza è che anche i visitatori possano cogliere questi messaggi”.

“Dal punto di vista artistico – spiega Valeria Poli, storica dell’arte – l’opera di Pordenone spinge a una riflessione su un tema estremamente importante, ovvero il dipingere in cupola. La Chiesa, nel ‘500, viveva un periodo di crisi profonda e gli artisti, proprio dipingendo verso l’alto, hanno contribuito a superare questo momento. Non dimentichiamo poi l’importanza storica di Santa Maria di Campagna, esempio di chiesa civica a pianta centrale, espressione dell’antropocentrismo tipico del Rinascimento”.

MOSTRE COLLATERALI: GENOVESINO E GHITTONI

L’evento della salita è accompagnato da una molteplicità di manifestazioni collaterali e interesserà anche Cortemaggiore e Monticelli (in provincia di Piacenza) e il Duomo di Cremona.

In concomitanza con la Salita al Pordenone, Palazzo Galli della Banca di Piacenza ospita una mostra dedicata a Luigi Miradori detto il Genovesino (Genova, tra il 1605 e il 1610 – Cremona, 1656). Il pittore ligure trae ispirazione per i suoi lavori dalle numerose opere lasciate dai tanti artisti che hanno lavorato per Santa Maria di Campagna. Sono esposti quadri provenienti da collezioni di tutta Italia, che ben sottolineano l’excursus pittorico del Genovesino. Sono soprattutto dipinti che riguardano il soggiorno piacentino dell’artista (1632-1635): sia quelli realizzati durante la sua permanenza nella città farnesiana, sia quelli commissionati da collezionisti locali dopo il suo trasferimento a Cremona, avvenuto intorno al 1641 (come indicato dal suo biografo cremonese settecentesco, Zaist). Il soggiorno piacentino si rivela molto produttivo: parecchie, infatti, le sue opere documentate nelle raccolte gentilizie di Piacenza; una Sacra Famiglia eseguita nel 1939 fa pensare che il Miradori, almeno fino ad allora, sia rimasto nella città emiliana. Quello che si conosce invece con certezza – grazie ai documenti pubblicati da Giorgio Fiori – è che il Genovesino opera ininterrottamente a Piacenza nel periodo indicato (1632-1635) e qui nascono tre figli: Giacomo (anche lui pittore), Angela Nicoletta e Giambattista (morti infanti).

GIORNI E ORARI DI APERTURA
Palazzo Galli (via Mazzini, 14 – Piacenza, a due passi da Piazza Cavalli)
da martedì a sabato 15-19; festivi 10-12.30 e 15-19
Il 24 e 25 marzo Palazzo Galli rimarrà chiuso
chiuso i lunedì non festivi
Aperture speciali – 19 maggio, Notte dei musei, dalle 21 alle 24

Sempre a Palazzo Galli, è ospitata un’altra mostra collaterale alla Salita al Pordenone dedicata alle nuove opere di Francesco Ghittoni (Rizzolo di San Giorgio, 1855 – Piacenza, 1928). Dopo il grande successo di pubblico ottenuto dall’esposizione Francesco Ghittoni tra Fattori e Morandi, inaugurata nel dicembre del 2016 e curata da Vittorio Sgarbi, si intende rendere nuovamente omaggio all’illustre Maestro, figura di spicco dell’arte piacentina a cavallo tra Otto e Novecento. Con questa monografica si vuole proporre un percorso che coniuga diversi dipinti – non esposti precedentemente – con alcuni dei disegni acquisiti con riconosciuto mecenatismo dalla Banca di Piacenza, evitandone così una possibile dispersione.

GIORNI E ORARI DI APERTURA
Palazzo Galli (via Mazzini, 14 – Piacenza, a due passi da Piazza Cavalli)
da martedì a sabato 15-19; festivi 10-12.30 e 15-19
Il 24 e 25 marzo Palazzo Galli rimarrà chiuso
chiuso i lunedì non festivi
Aperture speciali – 19 maggio, Notte dei musei, dalle 21 alle 24

 

BIGLIETTI

Il biglietto per la Salita al Pordenone della Basilica di Santa Maria di Campagna dà diritto ad ottenere un biglietto gratuito per l’ingresso alla mostra Genovesino a Piacenza e a quella I nuovi Ghittoni e i disegni della collezione Banca di Piacenza allestite a Palazzo Galli. Per la Salita è obbligatoria la prenotazione della fascia oraria di visita, anche per i visitatori ad ingresso gratuito. I biglietti si possono acquistare online a partire dal 24 febbraio 2018, contemporaneamente alla prenotazione, sul sito www.midaticket.it, oppure tramite il siti www.bancadipiacenza.it o www.salitaalpordenone.it, oppure presso le biglietterie di Santa Maria di Campagna e di Palazzo Galli nei giorni e negli orari delle visite.

Per le mostre di Palazzo Galli non è prevista la prenotazione. L’accesso è consentito esclusivamente esibendo il biglietto gratuito ricevuto unitamente al biglietto valido per la Salita al Pordenone, anche in giorno diverso rispetto a quello scelto per la Salita al Pordenone.

Intero: € 12
Ridotto: € 10
Gruppi organizzati (minimo 12 persone): € 10
Scuole: € 5 per ogni componente il gruppo
Ridotto speciale: € 5