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Quaranta migranti a Groppallo? Raccolta firme e petizione online contro il progetto: “Pronti a ricorrere al Tar”

Quaranta migranti destinati a Groppallo, frazione di Farini che conta 37 residenti. Si è tenuta nelle scorse ore un’assemblea pubblica incentrata proprio sul tema dell’ipotesi di apertura di un centro di accoglienza per migranti all’interno dell’ex albergo Smeraldo. Un progetto che vede a capo una cooperativa con sede a Vercelli.

L’incontro, promosso dal comitato cittadino nato nelle ultime settimane, ha visto la presenza di residenti, amministratori locali e rappresentanti del territorio, tutti riuniti per discutere delle possibili conseguenze del progetto.

Il comitato ha avviato una raccolta firme e una petizione online all’indirizzo:

https://www.change.org/p/salvare-groppallo-chiediamo-il-rispetto-delle-procedure-e-della-proporzionalit%C3%A0

Tra i principali temi emersi durante il confronto, le preoccupazioni legate alle dimensioni del centro e all’impatto sul piccolo paese dell’alta Val Nure. Secondo quanto riferito nel corso dell’assemblea, l’Ausl avrebbe autorizzato una capienza fino a 40 posti all’interno della struttura, mentre il regolamento comunale indicherebbe un limite massimo di 15 persone.

Presente all’incontro anche il sindaco di Farini, Marco Paganelli, che ha ribadito la posizione dell’amministrazione comunale. Il primo cittadino ha dichiarato che il Comune sarebbe pronto a presentare ricorso al Tar qualora il progetto dovesse proseguire senza modifiche.

LA PETIZIONE DEL COMITATO

Groppallo è una frazione di circa 40 abitanti del Comune di Farini, sull’Appennino piacentino. Un piccolo borgo di montagna, senza trasporto pubblico, senza presidio sanitario, senza esercizi commerciali dimensionati a una popolazione più ampia, senza opportunità lavorative.

A Groppallo la Prefettura di Piacenza, attraverso una cooperativa con sede a Vercelli, sta valutando l’apertura di un Centro di Accoglienza Straordinaria per 40 richiedenti asilo presso l’ex Dancing Bar Smeraldo, un edificio commerciale dismesso. Quaranta ospiti su quaranta abitanti: 1.000 ospiti ogni 1.000 abitanti.

Il Piano nazionale di riparto del 14 dicembre 2016 fissa il parametro proporzionale di riferimento a 2,5 posti CAS ogni 1.000 abitanti.

La proposta per Groppallo è 400 volte superiore a quel parametro, e pari al 100% della popolazione residente. Nessun’altra localizzazione del bando 2025 della Prefettura di Piacenza si avvicina anche solo lontanamente a un tale rapporto.

Non siamo contro l’accoglienza.

Siamo contro una collocazione che fallisce in partenza: senza servizi, senza opportunità, senza condizioni di dignità né per chi accoglie né per chi è accolto. Un caso analogo si è verificato a marzo 2025 a Prato Barbieri (Bettola, PC): la mobilitazione locale e il rifiuto della proprietà hanno fermato l’operazione, e oggi l’ex Albergo Touring opera regolarmente come struttura turistica.

L’art. 11, comma 1 del D.Lgs. 142/2015 richiede che l’individuazione delle strutture di accoglienza avvenga “previo parere dell’ente locale”. A Groppallo questo parere formale non c’è stato: il Comune di Farini è stato informato con una telefonata di preavviso di 24 ore prima del sopralluogo tecnico. Una telefonata non è un parere.

Per questo, con questa petizione,

chiediamo al Prefetto di Piacenza di sospendere ogni atto di aggiudicazione, stipula contrattuale o avvio operativo dell’attività di accoglienza presso l’ex Smeraldo di Groppallo, fino al completamento della procedura ex art. 11 c. 1 D.Lgs. 142/2015 — con previo parere formale del Consiglio Comunale di Farini, atto deliberativo motivato, e rispetto del principio di proporzionalità sancito dall’art. 8 dello stesso decreto;

chiediamo al Sindaco di Farini di formalizzare in atto deliberativo del Consiglio Comunale i vincoli sul cambio di destinazione d’uso che ha pubblicamente annunciato, applicando integralmente il Regolamento Comunale del 30 aprile 2026 (tetto del 20% di ospiti rispetto ai residenti, parametri qualitativi minimi, piano di integrazione obbligatorio).

Un Comitato di cittadini ha raccolto in pochi giorni 150 firme tra residenti e proprietari di abitazioni della frazione. Una PEC formale di diffida è stata inviata alle Amministrazioni il 13 maggio 2026.

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