La discussione emersa lunedì durante il Consiglio Comunale di Piacenza sul fondo da 400 mila euro destinato ad accompagnare le attività economiche nella raccolta differenziata e il confronto di ieri in sede Atersir sul Piano economico finanziario hanno riportato al centro il tema della tariffazione puntuale dei rifiuti. Sul dibattito interviene il presidente di Confcommercio Piacenza, Raffaele Chiappa, che invita a mantenere l’attenzione soprattutto sugli effetti economici che il nuovo sistema avrà per negozi e pubblici esercizi.
«Comprendiamo la volontà dell’Amministrazione comunale di accompagnare le imprese in questa fase di transizione e riteniamo positivo che si voglia sostenere comportamenti virtuosi dal punto di vista ambientale. Al tempo stesso, però, oggi la principale preoccupazione di commercianti e pubblici esercizi è un’altra: capire quale sarà il reale impatto economico della nuova tariffazione puntuale, i cui contorni non sono ancora completamente definiti».
Secondo Chiappa, il dibattito degli ultimi giorni ha evidenziato come il tema non riguardi soltanto Piacenza, ma l’intero territorio provinciale, dove anche numerosi sindaci hanno espresso forti preoccupazioni per l’aumento dei costi previsti dal nuovo Piano economico finanziario.
«In questa fase è naturale che l’attenzione delle imprese sia rivolta soprattutto alle future bollette. È questo l’aspetto che più preoccupa chi ogni giorno deve fare i conti con costi di gestione già molto elevati».
Il presidente Chiappa evita giudizi preventivi sul fondo annunciato dal Comune.
«Qualsiasi misura di accompagnamento sarà certamente utile, ma difficilmente potrà essere valutata prima di conoscerne con precisione contenuti, modalità operative e criteri di accesso. Atteniamo dunque di vedere il bando. Ci auguriamo che le misure rispondano appieno alle esigenze delle imprese. È evidente però che sarebbe sempre positivo condividere preventivamente queste iniziative con le associazioni di categoria e con la Cabina di Regia che, così da costruire strumenti aderenti alle concrete necessità del territorio».
Il Presidente di Confcommercio sottolinea inoltre come il mondo del commercio non parta certo da zero sul fronte della sostenibilità.
«La stragrande maggioranza delle attività commerciali e dei pubblici esercizi già oggi adotta comportamenti responsabili nella gestione dei rifiuti. C’è una sensibilità ambientale diffusa e consolidata, maturata negli anni anche grazie al lavoro svolto dalle associazioni di categoria e dagli stessi imprenditori. Per questo riteniamo che il tema principale non sia tanto “insegnare” alle imprese come fare la raccolta differenziata, quanto creare condizioni che consentano loro di affrontare il nuovo sistema senza aggravi economici difficilmente sostenibili».
«Come associazione – conclude Chiappa – continueremo a collaborare in modo costruttivo con le amministrazioni. La transizione verso un sistema più sostenibile è un obiettivo condiviso, ma deve essere accompagnata da un equilibrio economico che consenta alle imprese di affrontarla senza ulteriori penalizzazioni».
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