Si accende il dibattito in merito alla raccolta puntuale dei rifiuti. Pochi giorni fa il sindaco Katia Tarasconi ha incontrato una rappresentanza di Iren strigliando l’azienda e parlando di disservizi intollerabili. Della questione si è occupata Radio Sound nel corso di una trasmissione, un’occasione per raccogliere i pareri di alcuni cittadini.
Per qualcuno il nuovo sistema non comporta particolari disagi. Ma ci sono esempi a cui il Comune di Piacenza potrebbe attingere. “Io particolari problemi non ne ho, però per me il sistema migliore è quello del Trentino: ci sono i bidoni come hanno messo adesso in città, indifferenziata con la card”, spiega Alberto. “Secondo me quello è il sistema migliore, perché ce ne sta tanto. Naturalmente se uno fa tanti viaggi e sfora, paga, ci può stare. Però secondo me il sistema migliore è quello lì, perché il cittadino è più facilitato. Va detto che siamo anche una società molto pigra, perché obiettivamente avere paura di fare tre o quattro viaggi a settimana al bidone della plastica mi sembra una cosa un po’ da pigri. Detto questo per me la soluzione migliore è quella lì, il Trentino, con il bidone grosso con la tessera sanitaria: quando uno va e mette la tessera sanitaria gli viene conteggiato come se fosse un ritiro”.
“Secondo me la situazione per quello che riguarda la gestione dei rifiuti è molto pesante a Piacenza, perché ci sono mille disagi per i cittadini e contemporaneamente immondizia ovunque, con problemi ovviamente di decoro”, commenta Fabio. “Ma in estate se la situazione continuasse così forse ci sarebbero anche dei problemi sanitari. Io abito in una frazione di Piacenza e nei canali vedo moltissimi rifiuti che non c’erano in passato. Il nuovo sistema, quello della raccolta porta a porta, non funziona e forse si poteva anche capire in anticipo che non poteva funzionare, perché chi in città dove l’hanno introdotto già da tempo, come Modena, Bologna e ultimamente Mantova, si è deciso di tornare indietro, di superare questo sistema che non funziona”.
“Noi abbiamo parecchie segnalazioni da parte di chi ha un cortile condominiale con un bidone condominiale”, è la testimonianza di Matteo. “Ci sono persone che la mattina presto, ma veramente presto, verso le 5.30 della mattina, girano per i cortili e abbandonano i propri rifiuti in giro. Magari non hanno voglia di fare la raccolta differenziata, magari non hanno un contratto di affitto regolare, quindi non risultano a Iren e questi abbandonano i rifiuti nelle case di altri che si trovano nella condizione di dover segnalare che i rifiuti non sono i loro. Quindi per evitare di prendere sanzioni, adesso addirittura c’è chi vuole mettere le telecamere sul bidone dell’immondizia, privatamente, che è scandaloso!”
“Il nuovo metodo non mi crea grossi problemi, a differenza di alcuni commenti letti recentemente. Tolta plastica vetro e carta, mi rimane ben poco da mettere nel bidoncino dell’indifferenziata. Da quando l’abbiamo ricevuto, l’ho esposto una sola volta. Siamo in due (senza animali) per riempirlo totalmente impieghiamo mesi. Certo che per differenziare bene occorre impegno. Per separare esempio carta e plastica delle buste da lettera dei sacchetti del pane ci vuole il suo tempo, ma da luglio sono in pensione e di tempo ne ho in abbondanza”, commenta Paolo.
“Sono d’accordo per la raccolta differenziata, giustissimo”, commenta Maria, un’altra residente.
“Io le dico che la raccolta indifferenziata è corretta, ci mancherebbe altro, non è corretta questa gestione perché è assolutamente ingestibile”, spiega Maria, residente nella zona di Sant’Antonio. “Soprattutto il fatto anche della privacy. Io le faccio un esempio: sono da sola, praticamente l’indifferenziato a me lo vengono a prendere una volta ogni tre mesi. Però il venerdì sera mi porto a casa la mia mamma che è diversamente abile e sta qua fino a domenica sera. E così io ho pannoloni, traversine, ho di tutto e di più: vorrei sapere chi ha avuto questa bellissima idea, vorrei sapere dove devo mettere questa roba, perché a me non basta quello che ho. Mia mamma non è residente con me, la basante il venerdì sera la mando via e riporto a casa la mamma domenica sera”.
“Buonasera, io abito in una casa a schiera e non ho riscontrato molte differenze rispetto alla raccolta differenziata precedente perché sostanzialmente la facevo come ora, non mi ha cambiato nulla”, racconta Carla. “Al contrario volevo rilevare lo stato di degrado della città, tema che comunque era attuale anche prima comunque delle problematiche relative alla raccolta indifferenziata. La sporcizia ormai invade ogni angolo della città, non risparmia proprio niente, marciapiedi, strade, giardini, parchi, è uguale in città come in periferia. Nessuno pulisce niente più da nessuna parte. Non è possibile pensare di rendere appetibile una città al turismo in questo modo, ci facciamo tanta pubblicità, ma quella sporcizia che abbiamo ovunque, persino davanti ai più bei monumenti non credo che possa reggere”.
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