Si terrà sabato 24 gennaio la manifestazione “Remigrazione” organizzata dal comitato “Remigrazione e Riconquista”. Una manifestazione contro cui movimenti e partiti di sinistra hanno alzato la voce nei giorni scorsi. Associazioni, movimenti, collettivi e partiti hanno organizzato una contromanifestazione, in programma alle 14.
“Dietro lo slogan “remigrazione” si nasconde la galassia dell’estrema destra neonazista (Casapound, Fronte Veneto Skinhead, Rete dei patrioti), che sabato 24 gennaio si radunerà a Piacenza per soffiare sul fuoco della guerra fra poveri e, come sempre, cercare di compiere atti di violenza prima e dopo la loro manifestazione”, commenta Controtendenza sulla propria pagina Facebook.
Come gruppi promotori del corteo antinazista previsto per sabato 24 gennaio (ore 14:00 dal Cheope), vogliamo esporre ai lettori degli organi di stampa locali le motivazioni che ci hanno spinto a convocare questa piazza.
Lo scorso 4 gennaio, su “Il Giornale”, organo della destra di governo, è uscito un articolo dal titolo “Piacenza, il focolaio dell’islamismo rosso”. I contenuti deliranti dell’articolo indicano nella nostra città l’epicentro di una
-inesistente- alleanza fra islam politico e sindacalismo di base, arrivando a citare esplicitamente il nome del coordinatore provinciale del S.I.Cobas quale promotore di questa fantasiosa “coalizione”. Il Vescovo di Piacenza, di certo non sospettabile di bolscevismo, ha liquidato con parole chiare l’intento propagandistico dell’articolo e le falsità in esso contenute.
Il livello delle argomentazioni in esso contenute è in effetti talmente basso che riteniamo superfluo stare a smontarlo punto per punto. Piuttosto, è necessario evidenziare come Piacenza sia stata negli ultimi 15 anni un laboratorio sì, ma in senso virtuoso. Grazie alle lotte condotte nella logistica e nella trasformazione alimentare dal S.I.Cobas, infatti, migliaia di concittadini (sia italiani che immigrati, sia credenti che non, sia cattolici che musulmani) hanno infatti conquistato migliori condizioni economiche e sono così potuti uscire dalla povertà assoluta acquistando casa e garantendo un futuro migliore ai loro figli.
Crediamo sia proprio questa storia di conquiste a spaventare la destra: il dimostrare concretamente che alla retorica della paura si può rispondere non con vuoto buonismo, ma con fatti concreti, accordi e contratti che vanno ad innalzare la qualità della vita media di un’intera provincia.
Che sabato 24 gennaio sia una grande giornata di mobilitazione contro la manifestazione per la “remigrazione”, parola con la quale forze fasciste, naziste e di estrema destra, come Casapound (che è nel comitato promotore), promuovono l’odio e il razzismo nei confronti dei migranti. Gli organizzatori della manifestazione si confermano “utili idioti” al servizio del governo, fomentando squallidamente la guerra tra poveri e guardandosi bene dal criticare le politiche economiche, sociali e a sostegno del riarmo del governo Meloni, che in continuità con i governi precedenti, ha peggiorato e sta peggiorando significativamente i salari e le pensioni di tutti, e continua a tagliare il welfare e la sanità pubblica.
Per queste ragioni sabato 24 gennaio Rifondazione Comunista sarà in piazza e sosterrà tutte le iniziative che si terranno durante la giornata contro l’iniziativa dei fascisti e dei razzisti.
In particolare, saremo presenti alla manifestazione Antifa che si terrà nel pomeriggio.
Invitiamo tutte le forze e organizzazioni antifasciste e tutte/i le/gli antifasciste/i a mobilitarsi il 24 gennaio e a far sentire la propria voce.
Una risposta ferma, documentata e corale alle narrazioni antistoriche e antisociali che si celano dietro il concetto di “remigrazione”. È questo l’obiettivo del convegno “La remigrazione smascherata. Diritti, lavoro, inclusione a Piacenza”, in programma venerdì 23 gennaio alle ore 18, presso la Fondazione Piacenza e Vigevano (viale Sant’Eufemia), promosso da ANPI provinciale di Piacenza, Camera del Lavoro di Piacenza ed Europe for Peace.
L’iniziativa nasce per smentire e smontare, sul piano storico, giuridico, sociale ed economico, la propaganda portata avanti da soggetti neofascisti sul tema dei migranti, riaffermando i valori costituzionali di uguaglianza, inclusione e dignità del lavoro.
Ad aprire i lavori sarà Roberto Lovattini (Europe for Peace Piacenza), che inquadrerà il tema della costruzione ideologica pericolosa, incompatibile con i principi democratici e con una cultura di pace fondata sui diritti umani della remigrazione.
Il confronto sarà coordinato da Ivo Bussacchini, segretario generale CGIL Piacenza, che richiamerà il ruolo del lavoro come principale fattore di integrazione e coesione sociale, sottolineando come le retoriche dell’esclusione colpiscano l’intero mondo del lavoro, indebolendo diritti e solidarietà.
Nadia Maffini, presidente provinciale ANPI, affronterà il tema dei diritti riconosciuti dalla Costituzione, ricordando come le teorie della “remigrazione” affondino le radici in una cultura autoritaria e razzista che la storia del Novecento ha già drammaticamente smentito.
Un contributo centrale sarà quello di Michela Cucchetti, avvocata, che analizzerà la legislazione della migrazione, chiarendo cosa prevedono realmente le norme italiane ed europee e perché le proposte di espulsione di massa siano giuridicamente infondate e costituzionalmente inaccettabili.
Sul piano economico interverrà Lorenzo Turci, ricercatore dell’Università Cattolica di Piacenza, che porterà dati e analisi sul rapporto tra economia locale e presenza migrante, dimostrando come il contributo dei lavoratori stranieri sia strutturale per settori chiave del territorio e per la tenuta demografica e produttiva della provincia.
Il tema dell’inclusione nei contesti educativi sarà affrontato da Giovanni Zavattoni, segretario FLC CGIL, che metterà in luce il ruolo della scuola come presidio democratico e luogo fondamentale di integrazione, contrastando le narrazioni che alimentano paura e divisione.
Bernardo Carli, ex preside e attivista, porterà uno sguardo diretto sull’inclusione di strada e sull’esclusione sociale, che lui e tante portano avanti dal basso in città.
Le conclusioni saranno affidate a Nicoletta Corvi, assessora all’inclusione sociale del Comune di Piacenza. Un appuntamento pubblico che intende ribadire, con competenza e pluralità di voci, che la “remigrazione” non è una soluzione, ma una pericolosa mistificazione ideologica, lontana dalla storia, dal diritto e dalla realtà sociale di Piacenza e del Paese.
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