Politica

Remigrazione, oltre 1200 persone alla manifestazione: “Rimandare a casa chi stupra e aggredisce, la gente è stanca” – AUDIO e VIDEO

Oltre 1200 persone hanno sfilato accompagnati dallo slogan “Remigrazione”. Associazioni, movimenti, ma anche tanti semplici cittadini che hanno scelto di manifestare portando con sé solo un Tricolore. Un lungo corteo che da via Maculani ha raggiunto Palazzo Farnese sfilando accanto al monumento ai Pontieri di Piazzale Milano.

La manifestazione organizzata dal Comitato “Remigrazione e Riconquista” ha invaso pacificamente il centro storico. In testa al corteo le fotografie di quattro uomini divenuti tragicamente noti per i crimini efferati da loro commessi: Zouhair Atif, Innocent Oseghale, Marin Jelenic, Moussa Sangare, immagini accompagnate dalla scritta “Mai più con la remigrazione”.

Un modo per comunicare l’obiettivo della proposta di legge che il comitato ha stilato e che sta cercando di promuovere. “Nessuna deportazione”, spiegano i vertici del comitato, “questi sono termini utilizzati per spaventare e per confondere le idee dei cittadini”.

Nonostante le polemiche di questi giorni, comunque, numerosi cittadini, anche di origini straniere, lontani da appartenenze politiche, hanno scelto di aderire al corteo di oggi.

“Nessuna deportazione”

Con la remigrazione cosa intendete? Che cosa avete inserito in questa proposta di legge?

“La remigrazione si divide in più fasi”, spiega il presidente del comitato, Luca Marsella. “La prima è il blocco totale dei flussi. Rimandare a casa a calci nel culo, con fermezza, quelli che stuprano le nostre donne in mezzo alla strada, quelli che aggrediscono gli anziani. Gli immigrati irregolari”.

“Poi c’è una seconda fase. E non è la deportazione, parola con cui viene criminalizzata la remigrazione. Perché la remigrazione è l’esatto opposto della deportazione: non prevede i rastrellamenti, come dicono. Prevede degli incentivi per un rimpatrio volontario anche degli immigrati irregolari. Perché per noi l’immigrazione non è solo un problema di sicurezza, l’immigrazione è un problema di perdita dell’identità nazionale”.

“Ed è un problema anche perché c’è un business dietro, perché importiamo manodopera a basso costo. Non ci sono lavori che gli italiani non vogliono più fare, ci sono stipendi che gli italiani non possono accettare”.

Ci sono state tante polemiche nei giorni scorsi per questa manifestazione. Alcune associazioni, alcuni partiti legati al mondo della sinistra hanno anche proposto di farla bloccare. Cosa rispondete?

“Rispondiamo che questi sono metodi mafiosi, perché sono intimidazioni, minacce, verso un popolo che vuole rialzare la testa. Quindi non le accettiamo, abbiamo tutto il diritto di manifestare. Stiamo portando avanti una proposta di legge nella piena legalità; quindi, abbiamo tutto il diritto di manifestare. Le polemiche sono strumentali e lasciano assolutamente il tempo che trovano, non ci riguardano”.

C’è un contro-corteo in questi minuti dall’altra parte della città.

“Saranno i soliti quattro gatti dell’Anpi superati dalla storia”.

La proposta di legge depositata

“Si tratta di un evento di piazza per dire agli italiani che noi ci siamo, che la remigrazione è possibile perché abbiamo presentato la proposta di legge in Cassazione, è stata approvata e quindi all’inizio di febbraio inizierà la raccolta delle firme. Questo è il momento di capire che il problema si può risolvere. Il fatto che sia stata accettata in Cassazione significa che la nostra proposta di legge è attuabile, quindi partiremo con questa raccolta”, commenta Salvatore Ferrara, vicepresidente del comitato.

“Noi proponiamo questo patto perché col decreto flussi che ha voluto questo governo importiamo mano d’opera a basso costo a lavorare nelle nostre aziende, nelle nostre industrie, nella nostra logistica. Quindi si abbassa il costo del lavoro, si abbassa la qualità di vita e si crea conflittualità sociale”, commenta Manuel Radaelli, referente provinciale del comitato.

COS’E’ LA REMIGRAZIONE?

In sintesi, il Comitato Remigrazione e Riconquista ha avanzato una proposta di legge che prevede un maggior controllo dei flussi migratori, confisca dei mezzi produttivi alle realtà imprenditoriali che lucrano sullo sfruttamento dell’immigrazione, espulsione immediata e totale degli irregolari. E poi la nascita dell’Istituto della Remigrazione e introduzione del Patto di Remigrazione Volontaria.

Il programma completo è pubblicato sul sito del movimento.

Istituto della Remigrazione

Introduzione, nel quadro di una più ampia strategia di recupero della sovranità e dell’identità nazionali, dell’istituto della remigrazione quale strumento di governo del fenomeno migratorio finalizzato a incentivare il ritorno degli stranieri nei Paesi d’origine.

Patto di Remigrazione Volontaria

Istituzione di un accordo tra lo Stato e il singolo che consenta allo straniero regolarmente soggiornante in Italia di ricevere un contributo economico per il rientro nel Paese d’origine a fronte della rinuncia definitive e irrevocabile a ogni diritto di soggiorno e cittadinanza in Italia.

Fondo Nazionale per la Remigrazione

I risparmi derivanti dal drastico taglio della spesa pubblica destinata all’immigrazione verranno interamente destinati in un fondo finalizzato al finanziamento dei patti di remigrazione volontaria, delle spese logistiche e amministrative e di tutte le misure connesse alla politica di remigrazione.

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