Cronaca Piacenza

Maltempo, rete idrica in difficoltà. La Regione chiede lo stato di emergenza

Le recenti precipitazioni hanno messo a dura prova le reti acquedottistiche della montagna e della medio collina piacentina gestite da IRETI; i tecnici fin dalle prime ore dell’emergenza si sono mobilitati per rispondere alle necessità del territorio.

In particolare, le maggiori criticità si sono riscontrate a Bettola, Farini e Ponte dell’Olio. In quest’ultima località, in considerazione del rapido intorbidimento dell’acqua in rete, si è proceduto al distacco dell’acqua sorgiva proveniente da monte; e anche alla attivazione degli impianti che emungono l’acqua di falda dal sottosuolo. Il tutto riportando rapidamente la situazione alla normalità nel capoluogo; mentre nelle frazioni si stanno ultimando i lavaggi dell’acquedotto.

Più complicata la situazione a Farini e Bettola, che ricavano l’acqua da sorgenti a monte che si erano rapidamente intorbidite. Il fatto è di natura eccezionale dal momento che si tratta di un raro episodio avvenuto a distanza di anni dall’ultimo intorbidimento; è da ascriversi alla eccezionalità delle precipitazioni. Tutte le sorgenti non idonee sono state deviate e mandate in scarico; mentre è stata mantenuta in rete l’acqua limpida che possedeva le caratteristiche idonee per essere distribuita.

Nelle vasche di raccolta a servizio delle due località si è accumulata invece acqua torbida scaricata per consentire i lavaggi dei serbatoi stessi; successivamente, della rete a valle, operazioni che sono attualmente in corso.

Interventi sulla rete

In mattinata i tecnici hanno effettuato un sopralluogo alle sorgenti della Rocca, che al momento risultano ancora torbide tranne una risultata idonea, che gli operatori hanno rimesso in rete. Si confida di riuscire, nelle prossime 24 ore, a ristabilire la normalità per gran parte delle località servite.

I tecnici IRETI sono in continuo contatto con i Sindaci delle località interessate, con le Autorità e con la Protezione Civile. I Sindaci di Bettola e Farini hanno emesso ordinanze temporanee di divieto di utilizzo dell’acqua per scopi alimentari. In caso di necessità gli utenti possono segnalare eventuali problematiche al Numero Verde 800 038 038 attivo tutti i giorni h24.

Bonaccini firma la richiesta di stato di emergenza nazionale

Oltre 202 milioni di euro di danni al patrimonio pubblico, di cui 45 milioni per le attività di soccorso e assistenza alla popolazione, per l’esecuzione degli interventi di somma urgenza e di quelli maggiormente necessari, oltre alle opere di riduzione del rischio e di messa in sicurezza. Il tutto a seguito dell’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito l’Emilia-Romagna, tuttora in corso.

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha firmato e inviato questa mattina la richiesta di deliberazione dello stato di emergenza nazionale al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al capo Dipartimento della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli.

In particolare, la richiesta segue l’eccezionale maltempo, le mareggiate, le piene, le frane, la rotta del fiume Idice, del torrente Quaderna, del Savena Abbandonato, di numerosi canali di bonifica e altri dissesti, compresi i conseguenti gravi danni al patrimonio pubblico e privato, alle attività produttive, all’agricoltura e agli operatori del turismo costiero, che si sono verificati nella nostra regione dal 2 novembre scorso.

La prima stima dei danni indicata nella richiesta sarà affinata nei prossimi giorni; la ricognizione infatti prosegue e per oggi la Protezione civile regionale ha diramato una nuova allerta rossa per il transito della piena del fiume Po e gialla per il rischio di frane nelle vallate parmensi e piacentine e per le mareggiate sul litorale ferrarese.

Gli interventi in emergenza

Dal 2 al 20 novembre sono state diramate 17 allerte: 4 di livello rosso, 5 arancione e 8 giallo per criticità idraulica, idrogeologica, per temporali, vento, neve, stato del mare e criticità costiera.

Le allerte, i superamenti di soglia idrometrica e i documenti di monitoraggio sono stati comunicati al sistema di protezione civile attraverso l’invio di circa 48.000 sms. I centri operativi hanno lavorato 24 ore su 24 per gestire e fronteggiare le situazioni critiche. Il tutto in coordinamento con le Prefetture, i Comuni, il Volontariato di Protezione civile, i Vigili del Fuoco (che hanno effettuato circa 800 interventi). In campo anche le squadre dell’esercito (a supporto del monitoraggio degli argini dei fiumi interessati dalle piene) e i Consorzi di bonifica.

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