Retribuzioni e tutele, sciopero dei vigili del fuoco: “Amareggiati dalla politica”

Vigili del fuoco

Riceviamo e pubblichiamo la nota del sindacato dei vigili del fuoco Conapo.

E’ sciopero nazionale dei Vigili del Fuoco domani, per 4 ore ma i pompieri di Piacenza non si smentiscono: prima il  rispetto degli Italiani coinvolti nell’emergenza maltempo! Nella nostra provincia, come in tutte le regioni nelle quali è stato dichiarato dal Consiglio dei Ministri lo stato di emergenza (Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Sardegna, Sicilia,  Toscana, Veneto e province autonome di Trento e Bolzano) lo sciopero non  si farà. Ma i Vigili del Fuoco del sindacato Conapo ci tengono a far sapere che sono stanchi di promesse che mai nessun governo mantiene. Si sentono i figli poveri del ministero dell’interno, bistrattati, mandati a  rischiare di morire con stipendi anche di 3-400 euro al mese inferiori
rispetto ai poliziotti, senza le tutele pensionistiche degli altri corpi. A detta del loro battagliero sindacato “la bozza della legge di bilancio ci offende, non rispetta il contratto di governo e anziché  diminuire il divario retributivo con gli altri corpi lo aumento. Questo per noi è uno schiaffo specialmente dopo i quasi quotidiani proclami del  vicepremier e ministro dell’interno Matteo Salvini e tutti gli impegni che si era preso l’altro vicepremier pentastellato Luigi Di Maio”.
A spiegare l’amarezza dei Vigili del Fuoco è Clini Massimiliano, segretario provinciale del Conapo: “Rischiamo la vita come e più degli appartenenti agli altri Corpi dello Stato e siamo impiegati nel pronto intervento operativo dal giorno dell’assunzione sino al giorno della pensione, un servizio usurante che non ha eguali nello Stato, eppure  siamo il Corpo meno retribuito e non abbiamo le tutele previdenziali degli altri corpi, siamo veramente amareggiati dal disinteresse della  politica che pare ripetersi anche con questo governo”.

“I vigili del fuoco – aggiunge Clini Massimiliano rivolgendosi al premier Conte e ai vicepremier Salvini e Di Maio – non chiedono nessun privilegio, solo retribuzioni, pensioni e carriere alla pari dei corpi di polizia. Nel contratto di governo c’é l’impegno a risolvere la questione ma i fatti nella bozza della legge di bilancio non si vedono. Chiediamo modifiche durante l’iter alle camere e ci appelliamo anche ai parlamentari della nostra provincia sperando che presentino emendamenti per rispettare la nostra dignità di servitori dello Stato”.

E Clini Massimiliano va giù duro: “Una promessa non mantenuta si trasforma in una presa in giro e i vigili del fuoco non lo meritano, altro che governo del cambiamento: nelle bozze della legge di bilancio non solo non è stato previsto un centesimo per l’adeguamento delle retribuzioni dei vigili del fuoco ai livelli previsti per le forze dell’ordine ma il divario aumenterà poiché sono stati invece stanziati 70 milioni aggiuntivi per le sole forze dell’ordine escludendo i Vigili del Fuoco”.

“Rispettando i bisogni dei cittadini delle regioni in emergenza maltempo noi Vigili del Fuoco onoriamo il giuramento di fedeltà che abbiamo fatto agli italiani. Il governo M5S-Lega é in grado fare altrettanto onorando almeno le promesse fatte ai pompieri in campagna elettorale e nel contratto di governo”?

La mobilitazione dei Vigili del Fuoco del Conapo – fanno sapere – non si limiterà allo sciopero ma andrà avanti per tutto l’iter della legge di
bilancio, sperando “che il ministro dell’interno li ascolti”.

“Gli italiani sappiano che la nostra protesta sarà sempre nel pieno rispetto delle loro esigenze e mai strumentale, chiediamo solo parità di trattamento con gli altri corpi e speriamo che i parlamentari della nostra provincia non facciano orecchie da mercante”.