Il riarmo dell’Unione europea, il piano SAFE e le possibili conseguenze sulle condizioni di vita e di lavoro saranno al centro dell’incontro pubblico in programma sabato 17 ottobre 2026, alle 16, al Park Hotel di Piacenza, in strada Valnure 7.
L’iniziativa, dal titolo “Riarmo Unione Europea ‘SAFE’ e condizione di vita e lavoro”, è promossa da Oltreitaca, con l’adesione dell’associazione Nel Nuovo Mondo, Spazio Tesla e Associazione Igienista Italiana.
All’incontro interverranno l’avvocata Stefania Ascari, deputata e componente della Commissione Giustizia; il dottor Claudio Borghi, senatore e membro della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione; l’ingegnere Alessandro Ghidini, esperto di industria, infrastrutture, petrolio, gas ed energia; e il generale Marco Bertolini, ex comandante operativo di vertice.
Al centro del confronto ci saranno le politiche europee di riarmo, le modalità di finanziamento degli investimenti nel settore militare e le possibili ripercussioni sull’economia, sui servizi pubblici e sulle famiglie.
Secondo gli organizzatori, «ci sono 800 miliardi da prestare ai Paesi UE e ognuno potenzia il proprio assetto militare a debito con incremento dei relativi interessi». Una dinamica che, nella loro lettura, non corrisponderebbe alla costruzione di una vera difesa comune: «Quindi non difesa comune».
Nel comunicato, i promotori esprimono inoltre perplessità sulle motivazioni alla base del rafforzamento degli apparati militari europei. «Il nemico è metafisico (Russia), non essendoci nessun elemento che confermi la tesi che l’Europa occidentale sia oggetto di politica espansionistica», sostengono gli organizzatori, presentando così la propria interpretazione dello scenario geopolitico.
Un altro tema riguarda la destinazione delle risorse economiche e le ricadute sulla produzione industriale. «È chiarissimo chi beneficerà di questo fiume di denaro: i costruttori di armi e di sistemi tecnologici utili alla guerra (che in buona parte verranno importati dagli USA), il tutto in situazione di stagnante economia, aumento del costo della vita, austerità dei bilanci», si legge nel comunicato.
Da qui la preoccupazione per gli effetti che le politiche di riarmo potrebbero avere sulla spesa sociale. «Vuoi che la conseguenza non sia la riduzione drastica del welfare state, scuola, sanità, salvaguardia dell’ambiente?», chiedono i promotori, ponendo l’accento sul rapporto tra spesa militare e risorse destinate ai servizi pubblici.
Nel documento viene affrontato anche il tema dell’energia e dell’aumento dei costi. Secondo gli organizzatori, «il blocco dell’import del gas russo, la guerra in Medio Oriente e le speculazioni fanno lievitare in modo insostenibile il caro energia».
La presa di posizione dei promotori si conclude con una critica alle scelte politiche europee e all’approccio adottato nei rapporti internazionali. «Purtroppo sembra che l’élite europea abbia perso le proprie radici allineandosi all’internazionale della guerra e del profitto ad ogni costo e rigettando la trattativa, il rispetto del diritto e i valori della solidarietà», affermano.
L’iniziativa si propone quindi di aprire un confronto pubblico sulle strategie di difesa dell’Unione europea e sulle loro possibili conseguenze economiche e sociali. Alle relazioni dei relatori seguirà un dibattito con i partecipanti.
La partecipazione è su prenotazione obbligatoria. Per informazioni e iscrizioni è possibile scrivere all’indirizzo e-mail oltreitaca@gmail.com oppure contattare gli organizzatori tramite WhatsApp ai numeri 348 9003659 e 338 6821133.
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